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Atto a cui si riferisce:
S.2/00169 LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che: dalle intercettazioni telefoniche acquisite nei verbali...



Atto Senato

Interpellanza 2-00169 presentata da ELIO LANNUTTI
giovedì 4 marzo 2010, seduta n.346

LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

dalle intercettazioni telefoniche acquisite nei verbali dell'indagine sullo scandalo relativo al G8, che ha portato i magistrati di Firenze ad eseguire alcuni arresti e numerosi indagati, il coinvolgimento diretto del vice procuratore capo della Procura di Roma dottor Achille Toro che si è dimesso dalla magistratura, mentre un magistrato della Corte dei conti, dottor Mario Sancetta, è accusato di aver procacciato appalti ad alcuni imprenditori, emerge un quadro inquietante di commistione tra economia, politica ed affari, che sembra aver generato una profonda, vasta corruzione del tessuto economico ed istituzionale;

dai verbali pubblicati il 4 marzo 2010 dal quotidiano "la Repubblica", in un articolo intitolato: "De Santis: ero agli ordini di Balducci. Indagato anche un altro magistrato", emerge uno spaccato fitto di ragnatele di corruttela, circolazione di denari, relazioni con escort, giri di omosessuali che hanno lambito perfino il Vaticano, protagonista Angelo Balducci, che secondo fonti vaticane interpellate da un'agenzia di stampa «non sarà più chiamato a svolgere il ruolo di "Gentiluomo di Sua Santità"», precisando che il protocollo non prevede alcun atto formale di revoca dall'incarico, ma solo la cancellazione dall'Annuario pontificio dopo un certo tempo di mancato svolgimento dei compiti assegnati;

dai verbali, uno dei protagonisti della "cricca", l'imprenditore Diego Anemone avvisava: "Vediamo gli affari di quel Pm"; "Fai una telefonata a Letta"; oltre addomestichiamo le notizie;

come si evince da un'articolo de "la Repubblica" del 3 marzo, i carabinieri dei Ros che hanno svolto l'indagine hanno dedicato un paragrafo ai "rapporti di Balducci Angelo e Anemone Diego con il giornalista Minzolini Augusto" ed elenca una serie di telefonate dalle quali si evince che il direttore del Tg1 incontra talvolta il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici. In un'occasione si lascia intendere che Balducci chiede a Minzolini un aiuto per far uscire un'intervista al figlio, Lorenzo, giovane attore emergente. In altre telefonate, Diego Anemone chiede ripetutamente a Minzolini di poterlo vedere. I due si conoscono ma i carabinieri annotano che Anemone cerca di intensificare i rapporti quando cominciano a comparire sui giornali le prime notizie sull'inchiesta;

considerato che, come risulta dal citato articolo di stampa del 4 marzo:

nonostante le inchieste giornalistiche de "L'Espresso" e de "la Repubblica", che denunciavano gli sprechi, nonostante le "talpe" all'interno del palazzo di giustizia di Roma e nella Guardia di finanza che informavano passo passo sull'andamento delle indagini della Procura di Firenze la "cricca" del G8, dei grandi eventi, dei mondiali di nuoto e di altri appalti ancora continuava ad agire indisturbata; continuando a cercare i politici per ottenere favori, arbitrati, nomine e consulenze;

anche il capo del Dipartimento della protezione civile, Guido Bertolaso (anche lui indagato), non aveva allentato i rapporti con gli imprenditori ed i tre funzionari del Ministero che assegnavano appalti e finanziamenti e che sono finiti in galera. Anche un mese prima degli arresti di Angelo Balducci, Fabio De Santis, Mauro della Giovanpaola e Diego Anemone, che in un'intercettazione viene definito anche "il Capo" di Bertolaso, continuavano a parlare di affari, appalti e raccomandazioni, di tutti i tipi. Tutte "situazioni" che emergono dalle migliaia di intercettazione telefoniche dei carabinieri del Ros che hanno svolto l'indagine;

considerato inoltre che:

dal quadro che si prospetta dalle intercettazioni telefoniche, seppur non ancora esaustivo, sembrano gravissimi i comportamenti dei soggetti coinvolti ed i condizionamenti diretti ed indiretti su magistrati della Procura, della Corte dei conti e del Tar del Lazio, condizionamenti che avrebbero coinvolto, secondo quanto sostenuto nel richiamato articolo di stampa del 4 marzo, anche il presidente del Tar del Lazio Pasquale De Lise. Quest'ultimo potrebbe aver aggiustato le sentenze relativamente al ricorso di Italia Nostra che aveva chiesto di bloccare le licenze rilasciate dal Comune di Roma alle costruzioni per i mondiali di nuoto;

sia i magistrati amministrativi che quelli della Corte dei conti possono essere chiamati a svolgere ruoli spesso conflittuali con la loro funzione di terzietà di giudizio, quali membri di commissioni di collaudo o di arbitrato anche sulle opere pubbliche con previsioni di compensi milionari, che potrebbero condizionarne l'oggettività di giudizio,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga urgente intervenire nelle opportune sedi al fine di inibire la partecipazione ad arbitrati e collaudi ai magistrati dei Tar, Consiglio di Stato e Corte dei conti;

se non ritenga urgente adottare le opportune iniziative di competenza al fine di attivare doverose ispezioni presso i Tribunali amministrativi per monitorare la partecipazione alle suddette commissioni di collaudo ed arbitrato, tenendo conto di eventuali collegamenti tra le sentenze ed i lodi arbitrali;

quali misure urgenti di competenza si intendano intraprendere per accertare preventivamente, con le dovute procedure conoscitive ed ispettive, nel rispetto dall'operato egregio della magistratura penale, il ruolo svolto dal dottor Sancetta al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento;

quali provvedimenti urgenti intenda intraprendere per restituire correttezza e trasparenza nella gestione degli appalti per fugare tutte quelle ombre che hanno offuscato l'opera di alcuni magistrati, preservando così l'immagine della magistratura.

(2-00169)