• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/06373 LO MONTE, COMMERCIO, LATTERI e LOMBARDO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: la legge costituzionale n. 3 del 2001, ha rivoluzionato la...
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Testo della risposta scritta



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-06373 presentata da CARMELO LO MONTE
giovedì 4 marzo 2010, seduta n.294
LO MONTE, COMMERCIO, LATTERI e LOMBARDO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:

la legge costituzionale n. 3 del 2001, ha rivoluzionato la ripartizione delle competenze legislative fra Stato e regioni individuando tre ipotesi: quella contemplata dall'articolo 117, comma 2, della Costituzione in cui lo Stato ha una competenza legislativa esclusiva su talune materie sulle quali le Regioni non hanno alcuna potestà legislativa, quella contemplata dall'articolo 117, comma 3 della Costituzione , in cui le regioni hanno una potestà legislativa concorrente ma su principi fondamentali determinati da legge statali ed una terza ed ultima ipotesi residuale, contemplata dall'articolo 117, comma 4 della Costituzione in cui confluiscono tutte le materie non espressamente riservate alla legislazione esclusiva dello Stato o alla legislazione concorrente Stato-Regioni, materie nelle quali le Regioni hanno una potestà legislativa esclusiva, nel senso che possono legiferare con l'unico vincolo del rispetto della Costituzione, dell'ordinamento comunitario e degli obblighi internazionali, essendo precluso allo Stato di individuare i princìpi fondamentali;


lo Statuto della regione siciliana, che rappresenta una fonte normativa di rango costituzionale, all'articolo 14, comma 1, lettere p) e q) stabilisce che la Regione siciliana ha potestà legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli uffici e degli enti regionali e di stato giuridico ed economico degli impiegati e funzionari della Regione;


secondo i dettami dell'articolo 117, comma 4 della Costituzione, la puntuale previsione normativa da parte di una regione relativamente ad una materia sulla quale la stessa ha potestà legislativa esclusiva, a maggior ragione se emanata da una regione a statuto speciale, preclude l'applicazione alla stessa fattispecie di una legge nazionale;


il Consiglio dei Ministri del 1o marzo 2010 su proposta del Ministro per gli affari regionali, ha disposto l'impugnativa, con conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale, di nove nomine della Giunta regionale siciliana avvenute il 29 dicembre 2009, con le quali era stato confermato, o conferito ex novo, l'incarico di direttore generale ad altrettante personalità non appartenenti agli organici regionali;


le nomine impugnate, disposte sulla base di una legge regionale che consente l'assunzione di dirigenti generali esterni nel limite del 30 per cento dei posti disponibili, a fronte di un limite del 10 per cento previsto dalla normativa statale, sono state ritenute dal Governo lesive dei princìpi contenuti negli articoli 3 e 97 della Costituzione;


l'articolo 127 della Costituzione prima della predetta riforma disciplinava le modalità di controllo da parte del Governo sulle leggi emanate dai Consigli Regionali prevedendo altresì l'obbligo di comunicazione di ogni legge approvata al commissario del Governo, il quale salvo il caso di opposizione da parte del Governo doveva vistare la legge entro 30 giorni;


nel novellato testo dell'articolo 127 il visto del commissario, preventivo alla promulgazione ed alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, è stato abolito. Permane soltanto per il Governo la possibilità di «sollevare la questione di legittimità costituzionale dinnanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale allorché la legge regionale abbia ecceduto la competenza della regione;


non altrettanto è stato previsto per le leggi approvate dall'Assemblea Regionale siciliana che sono tuttora sottoposte al vaglio preventivo alla loro pubblicazione, del Commissario dello Stato. Infatti l'articolo 28 dello Statuto della regione Sicilia prevede che il controllo di legittimità dei disegni di legge approvati dall'Assemblea regionale siciliana è esercitato dal Commissario dello Stato che ne segue l'iter parlamentare sino alla avvenuta approvazione definitiva. Lo stesso commissario dello Stato può proporre ricorso alla Corte Costituzionale avverso le leggi che vengono approvate dall'Assemblea nelle materie di competenza legislativa esclusiva della regione, in caso di violazione di norme costituzionali e statutarie e di principi generali dell'ordinamento giuridico e di leggi nazionali di riforma economico-sociale o nelle materie di competenza legislativa concorrente con quella dello Stato, anche per contrasto con i principi contenuti nelle «leggi-quadro» statali;


la legge regionale sulla base del quale il Governo regionale siciliano ha adottato le nove nomine di dirigenti è stata esaminata favorevolmente dal commissario dello Stato che l'ha ritenuta perfettamente conforme alla Costituzione;


lo statuto regionale siciliano stabilisce all'articolo 21, comma 3 che il presidente, col rango di Ministro partecipa al Consiglio dei ministri, con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione. Più precisamente il decreto legislativo 21 gennaio 2004 , n. 35 «Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione siciliana relative alla partecipazione del Presidente della Regione alle riunioni del Consiglio dei Ministri.» all'articolo 2 stabilisce che quando il Consiglio dei Ministri deve deliberare provvedimenti di qualsiasi natura che riguardano la sfera di attribuzioni proprie e peculiari della Regione siciliana, il Presidente del Consiglio invita il Presidente della regione siciliana che ha facoltà di partecipare;


il presidente della Regione siciliana non è stato invitato alla riunione del Consiglio dei Ministri del 1o marzo nel quale è stata disposta l'impugnativa, con conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale, delle nove nomine effettuate dalla Giunta regionale siciliana -:


se, alla luce delle considerazioni svolte, non ritenga opportuno rinunciare all'impugnativa in oggetto che oltre ad apparire gravemente lesiva della corretta dialettica tra organi istituzionali è palesemente in contrasto con i princìpi costituzionali. (4-06373)