• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/02554 RAO e RIA. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: secondo quanto riportato da un articolo de Il Sole-24 Ore del 14 febbraio 2010, il bilancio di otto anni di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-02554 presentata da ROBERTO RAO
mercoledì 24 febbraio 2010, seduta n.289
RAO e RIA. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da un articolo de Il Sole-24 Ore del 14 febbraio 2010, il bilancio di otto anni di applicazione della cosiddetta legge Pinto (che ha introdotto nel nostro ordinamento il risarcimento ai cittadini per l'eccessiva durata dei processi) risulta, a dir poco, inquietante: aumento incontrollabile dei ricorsi, debito in crescita, tribunali ingolfati, riforme stagnanti;

nello specifico, i ricorsi presentati dalle vittime di giustizia hanno raggiunto il numero di 37.393 procedimenti arretrati, con riferimento ai primi sei mesi del 2009 e con un aumento del 43,1 per cento rispetto al medesimo periodo del 2008 (quando ne risultavano giacenti 26.132), e di 18.033 per quanto riguarda i procedimenti sopravvenuti;

ciò ha prodotto l'effetto di «mettere alle corde» le Corti di appello, presso le quali va presentata la domanda di risarcimento, e di far crescere il debito progresso che ormai è arrivato a quota 267 milioni, a fronte di quasi 150 milioni pagati dal 2002 al 2009;

sempre sul piano dei costi, a conferma del loro aumento esponenziale, il fabbisogno delle Corti di appello delegato al pagamento era a gennaio 2009 di 56.777.439 euro, mentre nel gennaio 2010 è già arrivato a 89.195.741;

sempre le Corti di appello, crocevia obbligato sulla base della disciplina, hanno definito 11.343 procedimenti ai sensi della legge Pinto, solo nel primo semestre;

per la prima volta sono stati presentati ricorsi per ritardi accumulati dalle cause davanti ai giudici di pace (115 nel corso del 2009);

in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, lo stesso presidente della Corte di Cassazione ha giudicato «improcrastinabile» una revisione dello norme operative dal 2002 -:

quali urgenti ed incisive iniziative di competenza intenda adottare, finalizzate ad un drastico abbassamento del numero dei ricorsi e dei conseguenti indennizzi, evitando quindi di continuare ad investire, per risarcire i danni dell'arretrato, una elevata quantità di risorse che dovrebbero essere destinate a smaltirlo.(5-02554)