• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
S.4/02748 D'AMBROSIO LETTIERI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che: il Presidente della Federazione italiana sport equestri (Fise), federazione olimpica affiliata al Comitato...
LEGGI ANCHE IL TESTO DELLA RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE
Testo della risposta scritta



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02748 presentata da LUIGI D'AMBROSIO LETTIERI
martedì 23 febbraio 2010, seduta n.339

D'AMBROSIO LETTIERI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

il Presidente della Federazione italiana sport equestri (Fise), federazione olimpica affiliata al Comitato nazionale olimpico italiano (Coni), ha - in data 4 gennaio 2010 - dichiarato decaduti tutti i dieci consiglieri componenti il consiglio federale in conseguenza delle dimissioni presentate da sei di loro;

tale provvedimento non è stato mai formalmente comunicato ai consiglieri non dimissionari dichiarati decaduti (fatta eccezione per un semplice comunicato stampa apparso il 5 gennaio 2010 sui siti Internet di Fise e Coni), seppur uno di essi (Bonomelli) lo abbia inutilmente richiesto con formale istanza ex artt. 22 e seguenti legge n. 241 del 1990, inevasa decorso il termine di legge;

per quanto risulta all'interrogante, tale provvedimento di decadenza sembrerebbe scaturire da un accordo fraudolento tra il Presidente della Fise, Andrea Paulgross, ed i sei consiglieri dimissionari (riportato peraltro in confessorie dichiarazioni stampa di alcuni di loro, mai smentite, si veda la "Gazzetta dello Sport" del 13 gennaio 2010) che avrebbero simulatamente presentato dimissioni non contemporanee, così da sviare le norme federali che prescrivono (per il caso di dimissioni invece contemporanee) la decadenza contestuale anche del Presidente federale. Che l'accordo possa essere di natura strumentale appare testimoniato dal fatto che, ad oggi, a poco più di un mese dalle dimissioni, tutti i consiglieri dimissionari tranne uno hanno ripresentato la propria candidatura come riportato dal sito ufficiale della Fise;

conseguentemente, il Presidente federale Paulgross appare illecitamente in carica, con danno grave ed irreparabile al corretto funzionamento della Fise, con danno altrettanto grave per il patrimonio Fise (costituito dai contributi erariali) alla onerosa indennità di carica (oltre 11.000 euro mensili), peraltro non prevista dallo statuto federale, ma recentemente e retroattivamente introdotta proprio dal presidente Paulgross nelle norme di attuazione dello statuto federale, approvate senza alcun previo passaggio assembleare, e con ulteriore grave danno per i tesserati che vorrebbero procedere all'elezione per un nuovo Presidente che li rappresenti e per i tesserati in possesso dei requisiti richiesti e desiderosi di candidarsi alla presidenza della Fise ma impossibilitati dalla permanenza in carica di Paulgross;

in conseguenza della pronunciata decadenza dei consiglieri federali, il presidente Paulgross ha convocato l'assemblea per la loro rielezione ad avviso dell'interrogante in modo illegittimo e nullo sotto due diversi profili: a) per averla convocata in luogo diverso dalla sede sociale, e comunque al di fuori del territorio comunale nel quale insiste la sede medesima, come richiesto dalle norme di legge (articolo 2363 del codice civile, applicabile alle associazioni come ribadito dalla sentenza della Cassazione civile, Sez. I, 23 gennaio 2007, n. 1476) in difetto di un'esplicita previsione in tal senso da parte dello statuto federale; b) per averla convocata in luogo e tempi disagiati (27 febbraio 2010 alle ore 08:00 prima convocazione, ore 10:00 seconda convocazione, Lido di Camaiore, Lucca, località balneare della Versilia praticamente chiusa in pieno inverno) al fine, parziale e per questo, ad avviso dell'interrogante, sleale e scorretto di avere, da una parte, il favore del bacino d'utenza paterno (l'ultraottantenne padre del Presidente federale è da sempre Presidente della Fise-Toscana, ed in Toscana vivono e lavorano i due Paulgross) e, d'altra parte, il favore di rendere difficile (logisticamente ed onerosamente) la trasferta degli elettori dalle altre regioni italiane e così esaltare il valore quantitativo dei voti toscani, in un'assemblea che (a causa di altra norma statutaria, a giudizio dell'interrogante, incivile) può eleggere gli organi federali senza alcun quorum costitutivo dell'assemblea;

il presidente Paulgross ha omesso di inserire all'ordine del giorno dell'assemblea convocata per il 27 febbraio 2010, la modifica dello statuto disposta dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) - con provvedimento n. 18285 del 15 maggio 2008, fatto gravissimo che espone la Fise al danno di gravi sanzioni per non aver adempiuto, dopo quasi due anni, al deliberato dell'AGCM; fatto aggravato dalla circostanza che quella del 27 febbraio è la seconda assemblea consecutiva che si svolge senza che le disposizioni dell'AGCM siano state attuate;

risulta che numerose altre norme dello statuto Fise, oltre quelle denunciate dall'AGCM, sono palesemente incongruenti da potersi ritenere illegittime, ma che, nonostante sia passato un anno dalle elezioni delle nuove cariche, gli organi Fise non hanno provveduto alle necessarie riforme;

risulta, perché ne è stata pubblicata notizia sui siti Internet specializzati in equitazione (cavallo2000.it, equitando.it e inste.it, ad esempio), che sarebbero stati presentati anche esposti alla Corte dei conti ed altri enti di controllo sulla gestione delle federazioni sportive nazionali su presunte irregolarità nei bilanci della Fise e della controllata società di servizi Equestrian Service srl già amministrata dall'attuale Segretario generale Fise Sergio Bernardini, nonché esposti al Coni per denunciare il mancato e/o irregolare funzionamento degli organi federali, e per sollecitare l'adozione di provvedimenti di amministrazione straordinaria della Fise;

risulta, sempre dalle pubblicazioni sui siti Internet specializzati, che due consiglieri federali hanno denunciato irregolarità anche nell'approvazione dei verbali del consiglio federale;

dai fatti esposti risulterebbe evidente un chiaro quadro di illegittimo, o comunque mancato, funzionamento della Fise e dei suoi organi centrali, e di inadeguatezza del corpo normativo federale, con gravissimo rischio per la gestione di un così importante e storico settore dello sport olimpico nazionale, e per la gestione dei contributi erariali che finanziano la federazione,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti su esposti;

se il Coni sia intervenuto nell'esercizio dei suoi poteri di controllo sulla Fise per accertare i fatti su esposti ed i limiti entro i quali essi siano contenuti;

se il Coni abbia disposto, o a abbia intenzione di disporre, la sospensione dell'assemblea elettiva del 27 febbraio 2010;

se il Coni abbia disposto, o abbia in animo di disporre, il commissariamento della Federazione italiana sport equestri al fine di ripristinare lo stato di legittimità e di buon funzionamento e gestione della Fise e dei fondi pubblici che sono ad essa erogati;

quali concrete misure di competenza il Governo intenda attuare, in difetto di quanto sopra, per tutelare la legittimità ed il buon funzionamento e gestione della Fise e dei fondi pubblici che sono ad essa erogati.

(4-02748)