• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00921 LULLI, FOGLIARDI, FEDERICO TESTA, BENAMATI, COLANINNO, FADDA, FRONER, MARCHIONI, MASTROMAURO, PELUFFO, PORTAS, QUARTIANI, SANGA, SCARPETTI, VICO e ZUNINO. - Al Ministro dello sviluppo economico,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00921 presentata da ANDREA LULLI
mercoledì 17 febbraio 2010, seduta n.284
LULLI, FOGLIARDI, FEDERICO TESTA, BENAMATI, COLANINNO, FADDA, FRONER, MARCHIONI, MASTROMAURO, PELUFFO, PORTAS, QUARTIANI, SANGA, SCARPETTI, VICO e ZUNINO. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:


la GlaxoSmithline ha annunciato in questi giorni la chiusura del centro ricerche di Verona, dove rischiano il posto di lavoro 550 ricercatori giovani ed eccellenti, oltre a circa 200 lavoratori collegati alla struttura;

si tratta di lavoratori estremamente specializzati e preparati che sarebbero costretti a cercare all'estero un nuovo impiego, con conseguente ulteriore danno alla ricerca italiana;

la prevista chiusura sarebbe legata ai risultati 2009 che secondo l'azienda, non sarebbero all'altezza delle attese degli azionisti, nonostante la multinazionale riconosca che i risultati economico-finanziari del gruppo siano abbastanza buoni;

la multinazionale farmaceutica - la più grande d'Europa - ha annunciato che i suoi utili sono aumentati del 66 per cento, portandosi a 1.63 miliardi di sterline (2,6 per cento miliardi di dollari), ciò nonostante l'azienda ha confermato la propria volontà di optare per un ampliamento del progetto di ristrutturazione finalizzato a produrre ulteriori economie per il 70 per cento destinate a risparmi e per il 30 per cento reinvestimento, ma in realtà diverse rispetto a quella veronese;

il centro di Verona della GlaxoSmithline rappresenta una realtà unica per la ricerca italiana e la sua chiusura inciderebbe negativamente non solo sulla città e sulla regione Veneto ma più in generale sulla ricerca a livello nazionale;

la realtà veronese paga lo scotto di far parte del network di studi sulle neuroscienze, ovvero di occuparsi di una ricerca impegnata in prima linea in un settore dove più alto è il rischio che le ricerche non portino alla commercializzazione in tempi brevi di nuove molecole;

negli ultimi due anni e a fronte di importanti impegni di sviluppo assunti da GlaxoSmithline, i sindacati del settore hanno concordato due progetti di riorganizzazione che hanno comportato l'uscita di duecento lavoratori anche dalle attività di ricerca, fatto che rende ancor più sconcertante l'atteggiamento dell'azienda;

la Glaxo, presente in Italia dal 1932, ha ricevuto moltissimo dal nostro Paese, solo nel 2009 ha ottenuto 24 milioni di euro per finanziare propri progetti di ricerca, anche per questa ragione e per il fatto che il principale cliente di Glaxo in Italia è lo Stato, il Governo deve far leva su tale realtà per fermare l'iniziativa unilaterale della multinazionale;

questo nuovo caso si aggiunge ad altre drammatiche crisi industriali che giorno per giorno stanno investendo il nostro Paese, la decisione di GlaxoSmithline in un settore ad alto valore aggiunto come quello farmaceutico, destinato a morire senza attività di ricerca, prefigura la scomparsa di un pezzo di tessuto industriale strategico per l'Italia;

la vicenda della Glaxo pone l'accento sulla grave crisi economica ed occupazionale che coinvolge anche il nord-est del Paese, il processo di deindustrializzazione che da anni è in atto anche nei territori trainanti da un punto di vista produttivo e della ricerca deve essere fermato, non passa giorno, infatti, senza che le imprese annuncino tagli, chiusure, cassa integrazione, licenziamenti;

il Governo si è impegnato ad intervenire sulla questione della chiusura del centro di ricerca della Glaxo di Verona «senza poter garantire nulla ma cercando soluzioni, locali e non, per non disperdere questo patrimonio creato negli anni» ma ciò non è sufficiente, devono essere messi in campo nuovi investimenti nella ricerca visto che l'Italia è agli ultimi posti rispetto agli altri paesi europei ed è lontanissima dagli obiettivi dettati dall'agenda di Lisbona;

privarsi di una punta d'eccellenza come il Centro di Verona è un rischio che il Paese non può e non deve correre, il caso Glaxo è simbolico a livello nazionale e sta assumendo una valenza europea, è indispensabile mantenere alta l'attenzione su una vicenda che riguarda un'eccellenza del nostro paese e che deve arrivare ad una soluzione positiva per tutti i lavoratori coinvolti;

per uscire da questo periodo negativo serve una politica industriale, nazionale, regionale e locale, i prossimi mesi, le prossime settimane, saranno determinanti, perché la ripresa più volte annunciata in realtà non si vede e questa situazione sta devastando l'economia nazionale e sta lasciando per la strada troppi lavoratori, troppe famiglie -:

quali iniziative intendano assumere i Ministri per far recedere GlaxoSmithline dalla scelta della chiusura del centro ricerche di Verona, anche tramite l'apertura di un tavolo interministeriale che abbia il principale obiettivo di salvaguardare posti di lavoro;

quali misure e quali risorse intendano impegnare al fine di restituire valore e certezza al sistema della ricerca nazionale. (3-00921)