• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/06114 BURTONE, SAMPERI e BERRETTA. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: la SAT s.p.a., con sede ad Aci S. Antonio, posta in liquidazione nel gennaio 2009,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-06114 presentata da GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE
giovedì 11 febbraio 2010, seduta n.282
BURTONE, SAMPERI e BERRETTA. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:

la SAT s.p.a., con sede ad Aci S. Antonio, posta in liquidazione nel gennaio 2009, ha prodotto leadsframe, supporti di base per la costruzione di transistor, circuiti integrati ed altri componenti elettronici, realizzati attraverso un processo di tranciatura con stampi in carburo progettati con macchinari sofisticati e da uno staff tecnico altamente qualificato;

la società ha iniziato la sua attività con la produzione di particolari meccanici per industrie automobilistiche quali FIAT, Marelli e Zanussi. A soli 3 anni dalla fondazione, la SAT è stata omologata dalla Zecca italiana per la produzione di tondelli per monetazione in Italia e nei vari Paesi extraeuropei tra cui il Marocco, l'India e la Russia;

una crescita continua ha caratterizzato non solo il fatturato della società (particolarmente significativi gli anni '93/'94 e '94/'95, nei quali si è avuto ogni anno un raddoppio, e il 2002 con circa 46 milioni di euro) ma anche i livelli occupazionali con la presenza di 223 dipendenti, tutti altamente specializzati;

ha avuto tra i principali clienti, i leader mondiali nella produzione di componenti elettronici: On Semiconducrors, STATSChippac, Philips ed ST Microelectronics;

la crisi globale in questi anni ha visto ridurre questi clienti alla sola ST Microelectronics, che, a sua volta, ha delocalizzato parti della produzione in estremo oriente;

nell'ottobre 2008 è stata data notizia di una joint-venture con Interplex, una multinazionale americana che opera anch'essa nel settore della tranciatura di leadframe, in estremo oriente;

il fatturato del 2008 è stato di 15 milioni di euro;

il 20 febbraio 2009 è stato presentato un concordato preventivo che pretenderebbe lo smantellamento della società e la vendita di lotti con gravi conseguenze di carattere occupazionale per i 160 dipendenti;

dall'8 marzo 2009 tutto il personale è stato messo in cassa integrazione (legge n. 223 del 1991, articolo 3) con scadenza 8 marzo 2010;

oggi si lotta per avere una proroga di ulteriori sei mesi;

a settembre 2009 si è costituita una cooperativa «SAT Energia» nella speranza che questo possa dare vita ad un possibile reinserimento nel mondo del lavoro;

in questo anno drammatico si è sostenuto un progetto portato avanti dal dottor Salvo Raffa sul fotovoltaico denominato «centrale diffusa» che potrebbe prevedere il reinserimento dei lavoratori SAT. Il progetto discusso al Dipartimento contributi alle imprese del Ministero dello sviluppo economico a Roma rimane ancora oggi lontano da una possibile attuazione. Non è possibile che un pezzo importante come la SAT facente parte del «Progetto Etna Valley» sia smantellato e dimenticato da tutti -:

quali urgenti iniziative intenda assumere per fronteggiare la crisi occupazionale che interessa i 160 lavoratori e le loro famiglie, anche mediante una proroga della cassa integrazione e il sostegno alle iniziative di reinserimento nel mercato del lavoro del citato personale, altamente qualificato nel settore. (4-06114)