• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/06091 DUILIO e MELIS. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che: già in precedenza, gli interroganti hanno...
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Testo della risposta scritta



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-06091 presentata da LINO DUILIO
mercoledì 10 febbraio 2010, seduta n.281
DUILIO e MELIS. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:

già in precedenza, gli interroganti hanno sottoposto all'attenzione del Governo le gravi condizioni in cui versa l'Archivio centrale dello Stato (atto 4-02890, presentato il 29 aprile 2009, nella seduta n. 168);

in quella occasione si era evidenziato come i progressivi tagli di bilancio e di personale avessero costretto a limitare il numero di buste e faldoni che ogni utente può prelevare giornalmente, penalizzando fortemente gli studiosi impegnati nella ricerca storica (penalizzazione tuttora in essere e che risulta aggravata - ora si aggiunge - dalle rilevanti lungaggini che caratterizzano il servizio di riproduzione dei documenti);

sono state ora riscontrate dall'interrogante ulteriori criticità, che richiedono interventi immediati da parte delle Autorità competenti;

circa un anno fa alcuni controsoffitti nei depositi hanno ceduto, costringendo gli addetti a liberare gli scaffali sottostanti, ammonticchiando la documentazione archivistica e rendendo estremamente difficile la sua individuazione e consultazione;

nonostante l'avvio di alcuni lavori di ripristino e adeguamento, le pareti e i soffitti dei depositi presentano crepe che mostrano vistosi segni di umidità e causano forti infiltrazioni d'acqua in caso di pioggia;

da anni il sistema di aerazione non funziona e ciò impedisce di mantenere costanti i livelli di temperatura e umidificazione necessari per la conservazione dei documenti; conseguentemente, mentre alcuni faldoni sono attaccati da muffe, in altre zone la secchezza dell'aria causa lo sgretolamento della carta;

il loggiato che circonda la sala studio, fruito dagli studiosi nelle pause di lavoro, è inagibile da oltre un anno;

l'Istituto non è più in grado di curare correttamente l'ordinaria manutenzione degli impianti, né viene più effettuata la regolare spolveratura dei documenti; i restauri vengono effettuati solo in casi rarissimi, per documenti di particolare importanza e fortemente deteriorati;

a fronte di una continua crescita degli utenti, il personale tecnico è progressivamente diminuito, a causa dei pensionamenti, dei trasferimenti e del blocco delle assunzioni: l'ultimo concorso per archivisti di Stato risale ad oltre trent'anni fa e il concorso di recente bandito dal Ministero per i beni e le attività culturali non prevede vincitori da destinare alle sedi di Roma;

nel frattempo si è fatto fronte alle esigenze d'ufficio con impiegati in comando o avvalendosi della collaborazione di cooperative di giovani lavoratori; non si tratta di archivisti, ma di personale non tecnico, che può essere adibito solo a compiti amministrativi o di movimentazione;

concretamente, gli addetti (interni e collaboratori esterni) sono passati in pochi anni da 14 a 9; mentre il personale di ruolo, che ammontava a dieci unità ancora nel 2001, è ora ridotto ad appena cinque lavoratori;

da ultimo, i depositi sono pressoché saturi e non vi è quasi più spazio fisico sufficiente per accogliere la nuova documentazione che periodicamente perviene dai Ministeri;

in questo quadro desolante, gran parte delle risorse a disposizione per l'Archivio centrale sono destinate a coprire l'oneroso canone di locazione (circa sei milioni di euro), versato annualmente a favore dell'ente Eur, ora Eur s.p.a.;

il canone era stato inizialmente concepito, negli anni cinquanta, «a titolo di concorso alle spese generali e di manutenzione», in vista di una successiva acquisizione al Demanio dello Stato del complesso che ospita l'Archivio centrale, dopo la preventivata e mai avvenuta liquidazione dell'ente Eur;

a tale acquisizione gratuita non è si è mai proceduto, mentre gli interventi di manutenzione a carico dell'ente Eur sono stati sempre scarsi e l'istituto ha sopportato spese gravosissime, da ultimo per l'adeguamento degli impianti alle nuove norme in tema di sicurezza;

l'ente Eur, oggi Eur s.p.a. è una società interamente pubblica, controllata per il 90 per cento dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il 10 per cento dal comune di Roma: la sua acquisizione al Demanio dello Stato, dunque, non comporterebbe oneri all'erario; mentre le risorse oggi impegnate nel pagamento dei canoni di locazione potrebbero essere finalmente destinate per assicurare la piena fruibilità degli archivi agli studiosi e per garantire un adeguato stato di manutenzione e conservazione delle strutture e dei documenti;

nella sua risposta del 30 luglio 2009, pubblicata in allegato alla seduta n. 212, il Ministro interrogato si era impegnato a tenere nella massima considerazione i problemi segnalati; in particolare, avviando la digitalizzazione dei documenti e attivando una serie di progetti specifici di sostegno;

le istituzioni culturali, e gli archivi dello Stato in particolare, sono oggi chiamati ad una nuova missione; conservare le radici della nostra storia nazionale in una società che sempre più si apre alla globalizzazione, per costruire una nuova identità nella modernità;

occorre per questo un disegno coerente: il Centocinquantennale dell'Unità d'Italia rappresenta in quest'ottica una occasione straordinaria, che non deve andare perduta -:

quali iniziative intenda adottare il Governo per far fronte alle descritte gravissime condizioni in cui versa l'Archivio centrale dello Stato;

se in particolare, non ritengano percorribile ed utile l'acquisizione al Demanio dello Stato del complesso che oggi ospita l'istituto, ovvero attivare altri progetti di intervento straordinario;

se non ritengano di avviare iniziative ed interventi speciali a favore degli archivi dello Stato, in occasione del Centocinquantennale dell'Unità d'Italia. (4-06091)