• C. 3069 Proposta di legge presentata il 17 dicembre 2009

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Atto a cui si riferisce:
C.3069 Inquadramento dei direttori penitenziari e dei direttori coordinatori di servizio sociale nei ruoli dirigenziali dell'Amministrazione penitenziaria



XVI LEGISLATURA
CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 3069


 

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PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
PICCOLO, BONAVITACOLA, CESARIO, CIRIELLO, CUOMO, FADDA, MARROCU, MAZZARELLA, PISACANE, RUGGHIA, ANTONINO RUSSO
Inquadramento dei direttori penitenziari e dei direttori coordinatori di servizio sociale nei ruoli dirigenziali dell'Amministrazione penitenziaria
Presentata il 17 dicembre 2009


      

Onorevoli Colleghi! - La legge n. 154 del 2005 ha istituito la dirigenza penitenziaria, prevedendo l'inquadramento nella medesima di tutti i direttori penitenziari e dei direttori coordinatori di servizio sociale (assistenti sociali posizione economica C3) dell'Amministrazione penitenziaria.
      Da tale previsione normativa risultano esclusi alcuni (e ormai ultimi) direttori penitenziari e alcuni direttori coordinatori di servizio sociale. Complessivamente trattasi di cinque unità in posizione economica C2, più un'unità in posizione economica C3, di due assistenti sociali in posizione economica C3, responsabili dell'esecuzione penale esterna presso i provvedi- torati regionali dell'Amministrazione penitenziaria (PRAP), e di circa quattordici assistenti sociali in posizione economica C3, reggenti gli uffici dell'esecuzione penale esterna (UEPE).
      In effetti, sono rimasti esclusi, con la motivazione di non essere transitati nella categoria (direttore di istituto penitenziario e direttore coordinatore di servizio sociale, oggi assistenti sociali in posizione economica C3) per concorso diretto, ma attraverso altre forme, previste peraltro per legge e per contratto, quali passaggi verticali a seguito di corso-concorso.
      Tale personale ha svolto per anni le stesse funzioni di coloro che sono transitati nella dirigenza. Di fatto si è assistito
 

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a un'ingiustizia che ha colpito direttori penitenziari, responsabili dell'esecuzione penale esterna presso i PRAP e reggenti degli UEPE locali, che svolgono da anni quest'attività e che sono in possesso dei requisiti culturali e professionali (laurea; qualcuno anche di specializzazione post laurea e di abilitazione all'esercizio forense eccetera), anche se non sono arrivati alla posizione economica C2 o C3 per concorso pubblico dall'esterno, bensì attraverso procedure concorsuali interne, assimilabili, anche per consolidato giurisprudenziale, al concorso pubblico (è da tenere presente, peraltro, che nessuno degli inquadrati dirigenti a seguito dell'applicazione della legge n. 154 del 2005 è stato inquadrato nella posizione economica C3 per concorso).
      È opportuno ribadire che la questione concerne un numero limitato di persone e che, conseguentemente, la sua auspicata soluzione non comporterebbe impatti economici rilevanti, come ha già verificato l'ufficio legislativo del Ministero della giustizia.
      Ciò posto, si vuole ulteriormente richiamare l'attenzione sul fatto che l'esclusione dall'inquadramento dei citati funzionari ha operato una doppia e immotivata discriminazione:

          1) rispetto ai colleghi per aver svolto le stesse funzioni per anni;

          2) rispetto a un gruppo di ex direttori coordinatori di servizio sociale transitati in tale ruolo non per concorso, bensì per disposizione di legge.

      Il conferimento della dirigenza agli esclusi, inoltre, risponderebbe a un'esigenza pubblica, poiché per l'effetto dell'articolo 1, comma 1, lettera c), della legge n. 154 del 2005, non verrebbero meno posti in pianta organica e non sarebbero disperse professionalità acquisite con il ruolo direttivo.
      Ciò premesso, con la presente proposta di legge si chiede di sanare un'ingiustizia involontariamente perpetrata ai danni degli interessati e che, se protratta, consoliderebbe un'incomprensibile discriminazione a carico di un personale altamente qualificato e meritevole di una giusta e adeguata considerazione.

 

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PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.

      1. Il personale dell'Amministrazione penitenziaria che, alla data di entrata in vigore della legge 27 luglio 2005, n. 154, rivestiva la qualifica di direttore, posizione economica C2 o C3, degli ex profili professionali di direttore penitenziario o di direttore coordinatore di istituto penitenziario e che ha assunto tale incarico senza concorso pubblico ma per effetto di disposizioni di legge o di contratti collettivi nazionali di lavoro, è nominato, ai sensi della presente legge, dirigente dell'Amministrazione penitenziaria, in aggiunta al personale dirigenziale nominato ai sensi del decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63.
      2. Il personale dell'Amministrazione penitenziaria che, alla data di entrata in vigore della legge 27 luglio 2005, n. 154, era inquadrato quale assistente sociale, posizione economica C3, e che svolgeva la funzione di responsabile dell'esecuzione penale esterna presso i provveditorati regionali della stessa Amministrazione o di responsabile degli uffici di esecuzione penale esterna di livello dirigenziale per effetto di provvedimenti formali è inquadrato quale dirigente dell'Amministrazione penitenziaria in aggiunta al personale dirigenziale nominato ai sensi del decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63.
      3. Il personale di cui ai commi 1 e 2 è collocato nel ruolo dei dirigenti sulla base dell'anzianità di servizio espletato presso l'Amministrazione penitenziaria.

Art. 2.

      1. All'onere derivante dall'attuazione dell'articolo 1, valutato in 300.000 euro a decorrere dall'anno 2010, si provvede mediante corrispondente riduzione dello

 

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stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012, nell'ambito del fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.
      2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.