• C. 2526 Proposta di legge presentata il 23 giugno 2009

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Atto a cui si riferisce:
C.2526 Disposizioni concernenti l'esercizio della professione di veterinario e la tutela della salute degli animalli



XVI LEGISLATURA
CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 2526


 

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PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa del deputato CASSINELLI
Disposizioni concernenti l'esercizio della professione di veterinario e la tutela della salute degli animali
Presentata il 23 giugno 2009


      

Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge introduce nuove norme per il corretto esercizio della professione di veterinario, nonché per la tutela della salute degli animali, diritto sancito dal titolo IX-bis del libro secondo del codice penale, introdotto dalla legge 20 luglio 2004, n. 189. È noto, infatti, che - diversamente dalle altre professioni a rilevante «impatto sociale», per le quali esistono una corretta regolamentazione e un'adeguata disciplina sanzionatoria a fronte di lesioni di diritti meritevoli di tutela - per l'esercizio della professione di veterinario non sono previste norme alle quali il professionista debba attenersi nello svolgimento della sua prestazione professionale a garanzia della tutela del benessere degli animali e a tutela dei nostri sentimenti nei loro confronti, ma tutto è rimesso al senso etico di ciascun veterinario.
      Non esistono norme coercitive che impongano una corretta gestione della cura del «paziente» animale, in quanto - da un punto di vista normativo e sanzionatorio - l'inadempimento da parte del veterinario nella cura dell'animale viene considerato alla stregua della lesione di un «bene materiale», trovando quindi un riconoscimento di tutela solo in questi ristretti confini.
      Appare opportuno sensibilizzare i veterinari sul ruolo di grande importanza che essi svolgono a tutela e nel rispetto del diritto dell'animale al benessere, a un'esistenza consona al suo essere, ai nostri sentimenti e alle cure che vogliamo e che abbiamo il diritto di riservare loro.
      Sotto questo profilo, sorge, pertanto, la necessità di preveder una normativa che stabilisca specifici e cogenti obblighi e i conseguenti diritti, anche relativamente
 

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ai proprietari di animali che ricorrono alle cure di un veterinario, in modo che in base ad apposite disposizioni si possa giudicare il buon operato e il corretto svolgimento della cura dell'animale da parte del veterinario.
      Infatti, tra i compiti che il veterinario è chiamato ad assolvere, ci sono anche quelli della tutela del benessere degli animali, in attuazione della normativa vigente in materia.
      Non dimentichiamo, infatti, che il codice deontologico chiama il veterinario a intervenire e a prestare la propria opera per la promozione del benessere degli animali. Ma la situazione reale non testimonia la concreta attuazione di tali princìpi: ad esempio, non vi è alcun obbligo di specializzazione per aprire un ambulatorio veterinario lasciando spazio ad una scarsa selezione del personale e, di conseguenza, ad una qualità scadente della prestazione professionale. Deve quindi essere prevista una specializzazione post-laurea, così come esiste per i medici che si occupano della salute degli uomini.
      Inoltre, non sono richiesti requisiti di strumentazione minima per gli ambulatori veterinari, a scapito dell'indagine diagnostica nonché della cura e delle diagnosi delle patologie.
      Non vi è l'obbligo di allegare referti scritti alle analisi effettuate, né di repertare per iscritto le visite svolte, né di conservare, rilasciare e compilare cartelle cliniche. Le analisi eseguite (radiografie, analisi del sangue, ecografie, eccetera) non sono rilasciate ai proprietari degli animali o ai loro detentori (se non su espressa richiesta), né vi è l'obbligo di conservarle.
      Per i veterinari, inoltre, non è previsto l'obbligo di reperibilità per ventiquattro ore né quello di lasciare un loro recapito telefonico per le fasce orarie non coperte dall'ambulatorio.
      Non vi è, infine, l'obbligo di soccorrere un animale, né è contemplato il reato di omissione di soccorso per gli animali.
 

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PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
(Disposizioni generali).

      1. Il veterinario, nell'esercizio della professione, presta la propria opera secondo scienza e coscienza, eseguendo una visita corretta dell'animale, avvalendosi delle proprie conoscenze scientifiche e di ogni esame clinico e strumentale utile ai fini di una corretta diagnosi e cura delle patologie. Egli presta, altresì, la tutela della salute degli animali, evitando loro sofferenza, dolore e fatica, nel rispetto della normativa vigente in materia e della sensibilità individuale di ogni animale.

Art. 2.
(Analisi e visite diagnostiche).

      1. Il veterinario consegna al proprietario o al detentore dell'animale che ha in cura, di seguito denominato «proprietario», i referti scritti delle analisi e delle indagini strumentali eseguite per la diagnosi delle patologie, corredati della relativa data e della sua firma. Le analisi e i relativi referti sono conservati in copia nell'ambulatorio veterinario per dieci anni.
      2. Il veterinario rilascia referti scritti, firmati e datati, ai sensi del comma 1, di ogni visita effettuata all'animale e annota su un apposito registro, vidimato dall'azienda sanitaria locale competente, la data e l'ora di entrata e di uscita di ogni animale sottoposto a visita nel proprio ambulatorio, con la firma del proprietario e con l'indicazione dei dati caratteristici dell'animale.
      3. Il veterinario informa con chiarezza il proprietario sulle terapie effettuate all'animale, sui dosaggi dei farmaci somministrati e sugli eventuali effetti collaterali.

 

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      4. Il veterinario compila e rilascia al proprietario un libretto sanitario nel quale sono registrate le vaccinazioni annuali e gli eventuali interventi chirurgici eseguiti su ogni animale.
      5. In caso di morte dell'animale durante il ricovero nel proprio ambulatorio, il veterinario compila un certificato, datato e firmato su carta intestata, recante la causa del decesso.
Art. 3.
(Cartella clinica).

      1. Il veterinario compila e conserva una cartella clinica dell'animale che ha in cura, recante l'annotazione delle terapie, degli esami clinici e delle eventuali patologie.
      2. La cartella clinica di cui al comma 1 può essere rilasciata, in copia, su richiesta scritta del proprietario dell'animale. Il veterinario, nell'interesse esclusivo dell'animale che ha in cura, è tenuto, altresì, a mettere a disposizione del proprietario o dei suoi legali rappresentanti nonché di chiunque vi abbia interesse la cartella clinica di cui al comma 1.

Art. 4.
(Urgenze, reperibilità e pronto soccorso).

      1. Il veterinario è tenuto a prestare le prime cure e il soccorso agli animali in pericolo e in stato di difficoltà. L'omissione di soccorso, senza giustificato motivo, di un animale in pericolo e in stato di bisogno configura maltrattamento degli animali, ai sensi della legge 20 luglio 2004, n. 189.
      2. Nei casi di cui al comma 1, primo periodo, qualora il veterinario sia impossibilitato a intervenire per gravi motivi, è tenuto comunque a fornire al proprietario dell'animale o a chiunque ne faccia richiesta un recapito telefonico di un collega che operi presso un'ambulatorio dotato della necessaria strumentazione.
      3. In ogni distretto delle aziende sanitarie locali è attivata una struttura di

 

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pronto soccorso veterinario, operante ventiquattro ore al giorno, dotata della necessaria strumentazione per la cura degli animali e per l'esecuzione di interventi chirurgici di urgenza. In tale struttura è obbligatoria la presenza di veterinari in possesso di specifica specializzazione in pronto soccorso, conseguita al termine di un corso le cui modalità di svolgimento sono stabilite, con proprio decreto, dal Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali.
Art. 5.
(Rapporti professionali).

      1. Qualora lo reputi necessario e nei casi in cui non sia in possesso della strumentazione necessaria per la cura dell'animale, il veterinario si avvale della collaborazione di colleghi, che sono tenuti a prestare la loro opera.
      2. Il veterinario è tenuto a informare il collega che subentra nella cura di un animale da lui precedentemente assistito di ogni terapia effettuata e a fornire i referti relativi alle analisi eventualmente eseguite nonché la cartella clinica. Qualora il veterinario si avvalga di un suo sostituto egli è comunque tenuto a dare la propria disponibilità per ogni informazione ed emergenza, fornendo un proprio recapito telefonico al medesimo sostituto.

Art. 6.
(Specializzazione e requisiti).

      1. Il veterinario è tenuto a seguire periodicamente corsi di specializzazione e di aggiornamento, le cui modalità di svolgimento sono stabilite dal Consiglio nazionale dell'Associazione nazionale dei medici veterinari italiani, al fine di garantire prestazioni conformi al continuo progresso delle conoscenze nel settore medico-veterinario-scientifico.
      2. Il veterinario che intende aprire un ambulatorio per la cura di animali di affezione deve essere in possesso della

 

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specifica specializzazione conseguita al termine di un corso le cui modalità di svolgimento sono stabilite con proprio decreto, dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali.
Art. 7.
(Requisiti delle strutture veterinarie).

      1. Gli ambulatori veterinari devono essere dotati della seguente strumentazione:

          a) un apparecchio radiologico;

          b) un apparecchio ecografico;

          c) una camera sterile per l'esecuzione delle operazioni chirurgiche;

          d) un'apparecchiatura per la rianimazione;

          e) un apparecchio sterilizzatore per gli strumenti;

          f) bombole di ossigeno.

      2. Gli ambulatori veterinari devono essere mantenuti in buone condizioni igieniche ed essere sottoposti a controlli periodici di verifica da parte del personale competente dell'azienda sanitaria locale.
      3. Gli ambulatori veterinari devono possedere una sala di aspetto per il pubblico, separata dagli altri locali dove sono visitati gli animali, e una sala di degenza per gli animali in osservazione e in cura; devono altresì possedere i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi previsti dall'accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano di cui alla deliberazione 26 novembre 2003, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 23 dicembre 2003.
      4. Il veterinario che esegue prevalentemente visite a domicilio deve comunque possedere una idonea struttura ambulatoriale fornita di adeguata strumentazione ai sensi del presente articolo.

 

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Art. 8.
(Visite e interventi).

      1. Il personale ausiliario e i veterinari sono tenuti a indossare il camice durante la visita e ogni intervento prestato, esponendo il relativo cartellino indicante il nome, il cognome e la qualifica professionale.
      2. In caso di interventi chirurgici, il veterinario informa con chiarezza il proprietario dell'animale sugli eventuali rischi e fa sottoscrivere al medesimo un apposito modulo per la dichiarazione del consenso informato, quale liberatoria per procedere all'intervento.
      3. Il veterinario deve attivarsi nell'esercizio della propria professione ai fini dell'applicazione e del rispetto della legislazione vigente in materia di tutela degli animali, segnalando ogni abuso e violazione alle autorità competenti. Egli deve altresì collaborare con le associazioni di protezione degli animali per i medesimi fini.

Art. 9.
(Provvedimenti disciplinari).

      1. I provvedimenti disciplinari erogati dagli ordini locali dei veterinari nei confronti dei soggetti destinatari degli obblighi di legge devono essere annualmente resi noti tramite idonea pubblicazione nei modi stabiliti dal Consiglio nazionale dell'Associazione nazionale dei medici veterinari italiani.