• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/05794 [Situazione giudiziaria di Ottaviano Del Turco e sviluppi di indagine]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-05794 presentata da GIULIANO CAZZOLA
mercoledì 20 gennaio 2010, seduta n.269
CAZZOLA, BARETTA, DE NICHILO RIZZOLI, CALVISI, MARROCU, ZAMPARUTTI, GIACHETTI, SANTELLI, VIGNALI, VERSACE, BARANI e CESARE MARINI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:

il 14 luglio 2009 alle ore 8,11 del mattino le agenzie di stampa iniziavano a diramare la notizia che il presidente della regione Abruzzo Ottaviano del Turco era stato arrestato dalla Guardia di finanza, nell'ambito dell'inchiesta sulla sanità condotta dalla procura della Repubblica di Pescara, e che il provvedimento di custodia cautelare riguardava, oltre allo stesso Del Turco, anche altri assessori regionali e funzionari dell'ente;

contemporaneamente le agenzie di stampa, in breve tempo, venivano messe in grado di rivelare particolari delle indagini in corso, che di fatto si protraevano da due anni, e che invece sarebbero dovuti restare riservati a garanzia dei diritti costituzionali degli indagati;

da diciassette mesi l'intervento della magistratura ad opera della procura della Repubblica di Pescara ha portato all'incriminazione del presidente della giunta regionale Ottaviano Del Turco con gravi provvedimenti di lunga custodia preventiva in carcere di cui i primi 3 giorni in totale isolamento;

a seguito della carcerazione il presidente della regione Abruzzo Ottaviano del Turco è stato «costretto» a presentare le proprie dimissioni;

significative od apparentemente incontrovertibili in occasione del grave provvedimento nei confronti del presidente della regione Abruzzo Ottaviano del Turco, sono state le dichiarazioni del procuratore della Repubblica di Pescara che in un'apposita conferenza stampa ha affermato che gli indagati erano «schiacciati da una valanga di prove»;

soltanto a fine 2009, quando la procura ha dovuto presentare quelle che riteneva inoppugnabili prove, sono risultati agli atti di fine indagine, dopo varie proroghe, fatti ed elementi purtroppo conosciuti già dall'avvio dei provvedimenti cautelari per l'ex-presidente Del Turco noti solo agli inquirenti ma non alla difesa degli imputati, come prescrive la legge. Questi sconcertanti elementi vengono così riassunti:

a) indagini precedenti disposte della procura della Repubblica di Pescara, e affidate all'Arma dei carabinieri, hanno segnalato gravissime irregolarità da parte delle cliniche private fra cui quello dell'«accusatore» Angelini tanto da indurre i Nas dei carabinieri a richiedere l'arresto per impedire che Angelini potesse inquinare le prove e perpetuare i reati che stava commettendo;

b) dalla documentazione presentata dalla stessa procura risulta un rapporto della Guardia di finanza e uno della Banca d'Italia, secondo i quali sarebbero stati compiuti da parte di Angelini e di sua moglie ingenti prelevamenti di denaro contante e trasferimenti all'estero di decine di milioni di euro. Sembrerebbe che su questi fatti la procura di Pescara abbia omesso di svolgere alcune indagini vista l'ampiezza dei movimenti bancari;

c) risulta inoltre che la procura di Chieti ha aperto un fascicolo nei confronti di Angelini per l'ipotesi di bancarotta fraudolenta. Da tener presente che i dipendenti delle case di cura di Angelini non percepiscono da mesi gli stipendi; per tutte queste ragioni si riterrebbe necessaria, ad avviso degli interroganti, un'ispezione sulle modalità e sulle eventuali omissioni che hanno caratterizzato l'inchiesta che ha prodotto palesi violazioni di diritti costituzionali al fine di rassicurare un'opinione pubblica sorpresa e turbata da un esercizio abnorme di strutture giudiziarie in contrasto con elementari regole di una giustizia giusta -:

se il Ministro interrogato, alla luce dei fatti esposti, non ritenga di dover assumere iniziative ispettive ai fini dell'esercizio di tutti i poteri di sua competenza.(4-05794)