• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00840 [Controlli in Calabria contro il lavoro nero]



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00840 presentata da FRANCESCO LARATTA
martedì 19 gennaio 2010, seduta n.268
LARATTA, LENZI, DAMIANO, VILLECCO CALIPARI, MARAN, BELLANOVA, BERRETTA, BOBBA, BOCCUZZI, CODURELLI, GATTI, GNECCHI, MADIA, MATTESINI, MIGLIOLI, MOSCA, RAMPI, SANTAGATA, SCHIRRU, LAGANÀ FORTUGNO, LO MORO, CESARE MARINI, OLIVERIO, QUARTIANI e GIACHETTI. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:

nei giorni 7, 8 e 9 gennaio 2010 gravi episodi di violenza sono avvenuti a Rosarno, in Calabria, tra popolazione autoctona e immigrati;

le testimonianze raccolte e l'ampia documentazione giornalistica denunciano la presenza di fenomeni massicci di lavoro nero, in particolare nel comparto agricolo. Si tratta di lavoro sottopagato in condizioni disumane, soggetto al controllo della 'ndrangheta e gestito totalmente dai caporali;

quanto accaduto rende evidente l'intreccio tra criminalità organizzata, immigrazione clandestina e lavoro nero, intreccio per il quale nessuno di questi fenomeni può essere efficacemente affrontato in modo isolato. Legalità e lavoro sono un binomio inscindibile per un'efficace politica a favore del Sud;

la lotta al lavoro nero è, quindi, elemento indispensabile di una strategia complessiva, come dichiarato dal Ministro dell'interno Maroni nell'intervista a Il Messaggero dell'11 gennaio 2010;

la linea portata avanti dall'attuale Governo in materia di lotta al lavoro nero ha trovato la sua prima applicazione nella direttiva del Ministro interrogato del 18 settembre 2008, dalla quale in sostanza emerge, ad avviso degli interroganti, l'intento di orientare le attività ispettive alla prevenzione e alla promozione dell'illecito, evitando atteggiamenti vessatori, e nulla si dice sulle verifiche da effettuarsi su situazioni quali quelle che si sono verificate, che avrebbero richiesto particolare attenzione;

nel documento di programmazione dell'attività di vigilanza per il 2009 dello stesso ministero si sceglie esplicitamente una riduzione del 17 per cento del numero delle aziende soggette a controlli, «anche in considerazione della crisi economica che sta colpendo la nostra società», a favore di un dichiarato recupero di qualità dell'attività ispettiva. Tale programma vede la regione Calabria prima in graduatoria, con una riduzione del 46 per cento dei controlli rispetto a quanto fatto nel 2008. Infatti, si prevede di sottoporre a controlli 9.200 aziende a fronte delle 17.268 controllate nel 2008 -:

come intenda il Governo correggere tale impostazione, in modo da garantire la presenza dello Stato nella regione Calabria a tutela della legalità del lavoro, necessaria premessa all'affermazione di un'economia sana. (3-00840)