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Atto a cui si riferisce:
S.4/02235 PASTORE - Ai Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione, dell'interno e della giustizia - (4-02235) (Già 3-00127)



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 058
all'Interrogazione 4-02235

Risposta. - Si rappresenta in via preliminare che la questione prospettata dall'interrogante, in quanto relativa a determinazioni assunte da un'amministrazione comunale, non è riconducibile alle competenze primarie del Ministro, il quale può dunque dare riscontro solo ad alcuni dei profili della questione.

In particolare, sulla vicenda relativa al dottor Guido Dezio, dirigente del Comune di Pescara, gli uffici del Ministro hanno invitato il competente Ispettorato della funzione pubblica, al quale sono assegnati, ai sensi dell'art. 60, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, compiti ispettivi di vigilanza sulla conformità dell'azione amministrativa ai principi di imparzialità e buon andamento, ad avviare le necessarie attività istruttorie.

I citati uffici hanno, inoltre, chiesto elementi di competenza al Ministro dell'interno, al quale, peraltro, unitamente al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione ed al Ministro della giustizia, è stata indirizzata l'interrogazione.

In esito alle suddette procedure istruttorie è stata acquisita dall'amministrazione comunale di Pescara una copiosa documentazione, utile alla puntuale ricostruzione della vicenda, che è a disposizione dell'interrogante al fine di ottenere complete e dettagliate informazioni in merito agli sviluppi della vicenda in parola.

Peraltro, giova rammentare che le questioni connesse alla responsabilità dei pubblici dipendenti ed alle sanzioni disciplinari, da un lato, nonché alla dirigenza pubblica, dall'altro, sono state oggetto di un incisivo intervento normativo di riforma.

Si richiama al riguardo il noto decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, che, in attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, ha introdotto in materia una serie di disposizioni volte all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico ed all'efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni.

Nello specifico, per quanto attiene alla materia delle sanzioni disciplinari e della responsabilità dei dipendenti pubblici, il decreto da ultimo citato intende conseguire obiettivi di potenziamento del livello di efficienza degli uffici pubblici e di contrasto ai fenomeni di scarsa produttività e di assenteismo nel pubblico impiego. In tale ambito si è provveduto a disciplinare i rapporti tra procedimento disciplinare e procedimento penale, inserendo, nel decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, una norma ad hoc (articolo 55-ter introdotto dall'articolo 69 del decreto legislativo n. 150 del 2009), con il quale, finalmente, viene regolamentata una materia finora caratterizzata da numerose incertezze applicative, come può del resto evincersi, per taluni aspetti, anche dalla vicenda del dottor Dezio.

Si sottolinea, infine, per completezza che le norme del decreto determinano una semplificazione dei procedimenti ed un incremento della loro funzionalità, soprattutto attraverso l'estensione dei poteri del dirigente della struttura in cui il dipendente lavora, la riduzione e la perentorietà dei termini, il potenziamento dell'istruttoria, l'abolizione dei collegi arbitrali di impugnazione e la previsione della validità della pubblicazione del codice disciplinare sul sito telematico dell'amministrazione. Viene poi disciplinato in modo innovativo il rapporto fra procedimento disciplinare e procedimento penale, limitando ai soli procedimenti disciplinari più complessi la possibilità di sospenderli in attesa del giudizio penale e prevedendo, peraltro, che i procedimenti disciplinari non sospesi siano riaperti, se vi è incompatibilità con il sopravvenuto giudicato penale.

Per esigenze di certezza e di omogeneità di trattamento viene definito un catalogo di infrazioni particolarmente gravi assoggettate al licenziamento, che potrà essere ampliato, ma non diminuito dalla contrattazione collettiva. Sono espressamente previste, inoltre, varie ipotesi di responsabilità per condotte che arrecano danno all'amministrazione pubblica, fra le quali assume particolare rilevanza pratica la responsabilità disciplinare del dirigente o del funzionario che determina per colpa la decadenza dell'azione disciplinare.

BRUNETTA RENATO Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione

13/11/2009