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Atto a cui si riferisce:
C.3013 Disposizioni temporanee in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei ministri a comparire nelle udienze penali
approvato con il nuovo titolo
"Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza"



XVI LEGISLATURA
CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 3013


 

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PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa del deputato VIETTI
Disposizioni temporanee in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei ministri a comparire nelle udienze penali
Presentata il 2 dicembre 2009


      

Onorevoli Colleghi! - A seguito della dichiarata illegittimità costituzionale dell'articolo 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124, recante disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato, e dei fatti successivamente accaduti, si è evidenziata la necessità di intraprendere un percorso che, tenendo nella massima considerazione gli esiti della pronunzia della Corte costituzionale, consenta l'introduzione di un sistema di prerogative per le alte cariche dello Stato, con specifico riferimento al Presidente del Consiglio dei ministri.
      Dalla lettura della sentenza della Corte è emerso come, sebbene in astratto non sia irragionevole introdurre alcune prerogative a favore delle alte cariche dello Stato, dette prerogative debbano essere logicamente e coerentemente legate al sistema politico-costituzionale vigente.
      Ebbene, al fine di non compromettere la funzionalità dell'azione dell'esecutivo per fatti estranei all'iniziativa parlamentare, così come è stato recentemente e autorevolmente affermato dal Presidente della Repubblica, si ritiene necessario introdurre un sistema di prerogative che consenta di garantire il sereno svolgimento delle funzioni del Presidente del Consiglio dei ministri.
      Con le disposizioni di cui alla presente proposta di legge si intende disciplinare, in via temporanea e transitoria sino all'approvazione della correlata norma costituzionale, l'istituto del legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei ministri a comparire nelle udienze dei processi penali che lo vedono imputato, parte lesa o testimone.
      La chiara indicazione circa la transitorietà della norma, valida sino all'approvazione di un'organica disciplina delle prerogative
 

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del Presidente del Consiglio dei ministri attraverso legge costituzionale e comunque non oltre dodici mesi dall'entrata in vigore della presente proposta di legge, permette di superare l'eventuale eccezione di violazione dell'articolo 138 della Costituzione.
      Infatti, la stessa Corte costituzionale ha più volte ritenuto indenne da censure di incostituzionalità l'introduzione di una normativa anticipatrice degli effetti di una norma già sottoposta all'esame del Parlamento, statuendo il principio in forza del quale risulta ammissibile la previsione di una disciplina transitoria e limitata nel tempo destinata ad essere sostituita in tempi brevi dalla legge che regolerà in via definitiva l'istituto che la norma temporanea anticipa (Corte costituzionale, sentenze n. 349 del 2007, Diritto, 7.1; n. 431 del 1987, Diritto, 5.3; n. 67 del 1984).
      L'introduzione, dunque, con norma temporanea e transitoria, di una disciplina che consenta il rinvio del processo penale nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, in vista della prossima approvazione della disposizione di riforma costituzionale, restando intatto il corretto esercizio dell'azione penale, garantita l'attività di indagine e inalterati i termini prescrizionali, si ritiene essere una soluzione idonea a tutelare il buon andamento dell'amministrazione e del Governo.
      Si tratta di un'iniziativa legislativa chiaramente alternativa alla proposta di legge sul cosiddetto «processo breve», proprio al fine di prevenirne gli effetti destabilizzanti sull'intero sistema giudiziario.
 

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PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
(Norma transitoria e temporanea in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei ministri a comparire nelle udienze penali).

      1. Nelle more della definitiva approvazione e promulgazione della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del Presidente del Consiglio dei ministri e delle modalità di partecipazione dello stesso ai processi penali e, comunque, non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, salvi i casi previsti dall'articolo 96 della Costituzione, al fine di consentire al Presidente del Consiglio dei ministri il sereno svolgimento delle funzioni attribuitegli dalla Costituzione e dalla legge, costituisce suo legittimo impedimento, ai sensi dell'articolo 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali quale imputato, parte offesa o testimone il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dagli articoli 5, 6 e 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, dagli articoli 2, 3 e 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni, e dal regolamento interno del Consiglio dei ministri, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 novembre 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 268 del 15 novembre 1993, e successive modificazioni, nonché delle attività preparatorie e consequenziali.
      2. Quando ricorrono le ipotesi di cui al comma 1, il giudice, su richiesta del Presidente del Consiglio dei ministri, rinvia il processo ad altra udienza.
      3. Nei casi previsti dal presente articolo, la prescrizione dei reati rimane sospesa per tutta la durata del rinvio, secondo

 

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quanto previsto dall'articolo 159, primo comma, numero 3), del codice penale, e si applica il terzo comma del medesimo articolo 159 del codice penale. Il giudice può provvedere all'assunzione delle prove urgenti a norma degli articoli 392 e 467 del codice di procedura penale.
      4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 2.
(Entrata in vigore).

      1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.