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Atto a cui si riferisce:
C.4/03872 [Sito archeologico di Nola]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata martedì 24 novembre 2009
nell'allegato B della seduta n. 251
All'Interrogazione 4-03872 presentata da
FRANCESCO BARBATO
Risposta. - In risposta all'interrogazione in esame, si osserva quanto segue.
Come già noto all'interrogante, nel corso dei lavori di realizzazione di un edificio privato a Nola, in località Croce del Papa, nel 2001 sono state rinvenute tre capanne dell'Età del Bronzo antico.
L'intervento di scavo condotto dalla Soprintendenza in varie fasi ha richiesto l'applicazione di metodologie piuttosto complesse, rilevamenti con tecnologie avanzate ed il lavoro costante di un gruppo di circa cinquanta specialisti per lo studio interdisciplinare del sito. Tale struttura di ricerca si caratterizza per la sua capacità di affrontare i vari aspetti derivanti dai ritrovamenti (archeozoologia per lo studio di resti animali, archeobotanica per lo studio dei pollini e delle essenze botaniche, archeomagnetismo per lo studio dei suoli, indagini di radiocarboniche per le datazioni in particolare dei resti lignei, eccetera.
L'importanza del sito, che costituisce un unicum per la comprensione dell'architettura protostorica, come riconosciuto dagli studiosi anche in una riunione scientifica dell'Istituto italiano di preistoria e protostorica tenutasi nel 2005, non deriva dalla monumentalità delle strutture scoperte, che certamente non possono competere con altri complessi archeologici della stessa area nolana.
Occorre evidenziare che non sembra, in relazione all'attività svolta, condivisibile l'affermazione secondo cui in questi anni il sito archeologico nonostante la notorietà sia a livello scientifico che di mass media, ha avuto una sopravvivenza piuttosto travagliata e che non ci siano stati interventi volti a consentirne la fruizione e la valorizzazione.
La Soprintendenza ha realizzato infatti, con fondi erogati in parte da questo ministero e in parte dalla regione, interventi volti alla fruizione e valorizzazione delle capanne che sono state protette con coperture; è stato approntato un percorso di visita con la creazione di una scalinata in tufo e una passerella in metallo lunga più di 40 metri e da ultimo l'area è stata recintata con una cancellata monumentale e sistemata la zona di accesso.
Inoltre, la regione Campania con un contributo di oltre 700.000 Euro, ha permesso l'acquisizione dell'area, in origine di proprietà privata; in tal modo la Soprintendenza competente ha potuto elaborare un progetto di valorizzazione e la creazione di un'area didattica, per un importo di 99.000 euro nell'ambito del programma di valorizzazione dell'area nolana, che è stato presentato alla regione Campania.
Si ritiene, peraltro, non condivisibile l'affermazione secondo cui l'Associazione Meridies con propri fondi ha reso fruibile l'area. A questo ministero risulta, infatti, che tale società ha effettuato nell'area del villaggio, su autorizzazione della Soprintendenza archeologica di Napoli, solo visite guidate, rivolte soprattutto a gruppi scolastici e che non abbia effettuato con fondi propri interventi di manutenzione o realizzato apparati didattici nel sito archeologico.
Occorre, invece, menzionare la collaborazione ed il contributo forniti dalla Società Gori, che cura l'erogazione idrica nella zona di Nola, la quale con propri fondi, ha liberalmente installato, non appena si sono manifestati nel sito i primi allagamenti, due pompe aspiranti, che hanno mantenuto il livello delle acque di falda molto basso, consentendo in questi anni la fruizione del sito.
In merito all'innalzamento della falda acquifera, verificatosi negli ultimi tre anni con varie fasi ed in diversi periodi, si comunica che nel corso del 2009 si è avuto un acuirsi di tale fenomeno, dovuto probabilmente ad un aumento della piovosità, ma forse anche ad altre cause da accertare, quali potrebbero essere lavori di cementificazione dei lagni, oppure la realizzazione di grandi opere (come ad esempio il «Vulcano Buono») nella piana nolana, che potrebbero aver contribuito a creare degli squilibri.
Per tali motivi, la Soprintendenza archeologica, dopo una serie di incontri, ha richiesto agli Enti regionali, provinciali e comunali preposti, l'invio di relazioni e dati sul fenomeno in corso; contemporaneamente ha elaborato un progetto, da sottoporre alla Regione per acquisire il finanziamento necessario per effettuare indagini preliminari per avere una completa conoscenza del fenomeno.
Successivamente, sulla base dei dati acquisiti, si potrà procedere alla progettazione e alla realizzazione delle opere opportune e all'installazione di apparecchiature adatte all'eliminazione delle acque che hanno invaso l'area.
Le capanne portate in luce in via Polveriera comunque sono solo una piccola parte di una realtà archeologica molto più vasta, costituita dal Villaggio dell'Età del Bronzo, che si estende sotto gran parte dei terreni circostanti, anche nell'ambito del confinante comune di Saviano.
Buona parte di tali aree è stata già sottoposta a vincolo di interesse archeologico ed è stato avviato l'iter procedurale per allargare le aree da tutelare.
Inoltre, recenti indagini hanno confermato l'esistenza di un'estesa presenza di insediamenti di epoca preistorica e protostorica, che dovevano caratterizzare l'agro nolano sin dalle epoche più antiche.
L'eccezionalità delle scoperte e la diffusione territoriale, hanno suggerito alla Soprintendenza archeologica l'elaborazione di una proposta progettuale per il recupero e valorizzazione di tali siti del territorio di Nola, che permetterà di consolidare l'azione di tutela ed imprimere la necessaria azione di promozione per la conoscenza della storia delle più antiche popolazioni campane.

Il Ministro per i beni e le attività culturali: Sandro Bondi.