• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/02169 PIFFARI e CIMADORO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-02169 presentata da SERGIO MICHELE PIFFARI
giovedì 26 novembre 2009, seduta n.253
PIFFARI e CIMADORO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:

l'area dei cementifici di Este e Monselice è inserita nella «zona A» del «Piano di Tutela e risanamento dell'Atmosfera» approvato il 12 novembre del 2004 dal Consiglio Regionale del Veneto;

nel capitolo relativo alle aree industriali si afferma che i comuni di Este e Monselice necessitano di interventi di risanamento ambientale data la pressione causata dall'elevata densità dei cementifici, (che rappresentano di gran lunga il fattore di inquinamento più elevato), dal traffico collegato a tali attività e secondariamente da quello relativo alle grandi vie di comunicazione presenti in questo territorio;

i tre cementifici presenti in questi territori comunali, rappresentano una risorsa produttiva, ma nel contempo immettono nell'atmosfera ingenti quantitativi di gas serra e di sostanze tossiche e nocive per la salute (come dimostrano le tabelle INES degli ultimi anni in riferimento a C02, S02, NOX, pm<10);

l'articolo n. 19, comma 3, del Piano Ambientale - Parco Regionale dei Colli Euganei, recita testualmente: «Per quanto concerne le cementerie esistenti l'Ente potrà sollecitare la conclusione di accordi di programma con la Regione, con il Ministero dell'Ambiente, i Comuni e altri soggetti pubblici competenti, ai sensi dell'articolo 26 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 e dell'articolo 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142, per il coordinamento delle azioni di contenimento dell'impatto ambientale e paesistico e per concertare, con le aziende stesse, strategie di adeguamento, ed eventuale riconversione e/o rilocalizzazione delle attività e degli impianti»;

il programma operativo regionale (Progetti Fondi Europei 2007/2013) si avvale di circa 420 milioni di euro della Comunità europea, di cui circa 70 sono destinati a risanamento e progetti ambientali;

si assiste ad una progressiva e continua penetrazione nel mercato dello smaltimento dei rifiuti da parte dei cementifici che si sono trasformati in veri e propri inceneritori incontrollati per bruciare rifiuti, realizzando da questa pratica utili sempre maggiori;

i rifiuti entrano in un cementificio come materie finte prime o additivi (terre di fonderia, ceneri da centrali a carbone, polveri da filtri elettrostatici, rifiuti da demolizioni e costruzioni compresi terreni di siti contaminati, eccetera) o come combustibili (oli usati, pneumatici, coke di petrolio o petcoke, farine animali, combustibile da rifiuto detto CDR);

pur potendo legalmente utilizzare rifiuti i cementifici non sono tenuti, incomprensibilmente, a dover rispettare i limiti di emissione tipici degli inceneritori e tecnologicamente non sono in grado di abbattere gli inquinanti più pericolosi sicuramente presenti nei rifiuti;

politici locali e amministratori pubblici, in contrasto col piano ambientale della regione, stanno sponsorizzando l'utilizzo di rifiuti come combustibili nei cementifici;

i cementifici stanno diventando sempre più smaltitori di rifiuti con quantità di materiale smaltito superiore rispetto agli inceneritori e con inquinamento generato, e non controllabile, che supera enormemente quello degli inceneritori;

risulta all'interrogante che in un cementificio di Monselice il laboratorio ARPAV, obbligato da un movimento popolare a fare le verifiche, abbia riscontrato nei fumi la presenza di sostanze cancerogene come cloruro di vinile, benzene, acroleina tanto da vietare al cementificio stesso l'uso di rifiuti -:

se i Ministri interrogati non ritengano assumere iniziative di competenza per limitare, fino alla definizione di una eventuale normativa specifica, lo smaltimento dei rifiuti nei cementifici, causa di gravissimo pericolo per la salute della popolazione anche accertando, anche tramite il comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente che non si verifichino condotte non conformi alle leggi nei cementifici italiani. (5-02169)