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Atto a cui si riferisce:
S.1/00204 Proliferazione armi nucleari



Atto Senato

Mozione 1-00204 presentata da LUIGI RAMPONI
martedì 24 novembre 2009, seduta n.288

RAMPONI, GASPARRI, FINOCCHIARO, BRICOLO, BELISARIO, D'ALIA, PISTORIO, CUTRUFO, FASANO, TOFANI - Il Senato,

considerato che:

la Dichiarazione sulla non proliferazione adottata in occasione del Vertice G8 de L'Aquila riconosce che la proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori "continua a rappresentare una sfida globale ed una minaccia importante per la sicurezza internazionale";

la Dichiarazione de L'Aquila impegna i leader degli otto Paesi a lavorare per "un mondo più sicuro per tutti ed a creare le condizioni per un mondo senza armi nucleari, in linea con gli obiettivi del Trattato di non proliferazione" (TNP);

il 24 settembre 2009 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, riunitosi a livello di Capi di Stato e di Governo sotto la direzione del Presidente degli Stati Uniti, ha adottato la risoluzione 1887 in materia di non proliferazione e di disarmo nucleare, finalizzata ad una sempre maggiore efficacia ed universalizzazione del regime multilaterale di non proliferazione e di disarmo, anche attraverso un crescente coinvolgimento dello stesso Consiglio di sicurezza in caso di mancato rispetto degli obblighi internazionali in materia di non proliferazione;

la Conferenza sul disarmo di Ginevra ha finalmente adottato, nella primavera del 2009, un programma di lavoro;

la Federazione Russa e gli Stati Uniti hanno avviato i negoziati per giungere ad un nuovo accordo in materia di riduzione delle proprie armi strategiche in sostituzione dello strategic arms reduction Treaty (START) che verrà a scadenza nel dicembre 2009;

gli Stati Uniti hanno convocato per il prossimo aprile, invitandovi l'Italia, un Vertice sulla sicurezza nucleare finalizzato a rafforzare le condizioni di sicurezza delle installazioni e dei materiali nucleari ed a favorire la cooperazione internazionale a tal fine;

nel maggio del 2010 si terrà la prevista Conferenza di riesame del Trattato di non proliferazione, pietra angolare del regime di non proliferazione e del disarmo nucleare;

il TNP ha subito negli anni un'erosione a causa del possesso di armi nucleari da parte di paesi non aderenti ad esso, dello sviluppo clandestino di attività nucleari da parte di alcuni Paesi parte al Trattato e dei risultati giudicati insufficienti nel campo del disarmo;

sforzi importanti sono stati effettuati negli ultimi decenni attraverso la conclusione di trattati di disarmo e di non proliferazione i quali hanno condotto alla proibizione di intere categorie di armamenti ed al dimezzamento degli arsenali nucleari. Ciò nonostante, l'obiettivo della totale eliminazione di tali armamenti, ed in particolare di quelli nucleari, è lungi dall'esser raggiunto;

l'adesione agli impegni multilaterali nel campo del disarmo e della non proliferazione non riveste ancora un carattere universale e le armi di distruzione di massa continuano a figurare negli arsenali di alcuni Paesi spesso al di fuori da qualsiasi disciplina multilaterale;

considerati:

l'enorme numero di testate nucleare presenti sulla Terra, esorbitante qualsiasi fantasiosa immaginazione di possibile impiego;

la parallela, gravissima pericolosità di un lancio o di un impiego per errore (certamente assai difficile ma non completamente escludibile);

la situazione internazionale post-guerra fredda che non giustifica in alcun modo il possesso di un tale numero di ordigni, fosse anche per ragioni difensive o di deterrenza;

la possibilità che il permanere della presenza di una elevata e diffusa quantità di ordigni, possa indurre un numero sempre maggiore di Stati a dotarsene a loro volta;

considerato altresì che:

la minaccia che gruppi terroristici entrino in possesso di armi di distruzione di massa è motivo di profonda preoccupazione e ogni sforzo dovrà essere effettuato per impedire una tale eventualità;

in relazione alla crescente domanda energetica mondiale il diritto all'energia nucleare a scopi pacifici sancito dall'art. 4 del TNP deve essere esercitato nel pieno rispetto degli obblighi di non proliferazione;

l'Unione europea, anche in virtù della Strategia contro la proliferazione adottata sotto presidenza italiana nel 2003, è oggi un protagonista importante sulla scena internazionale in tale settore;

le armi chimiche e biologiche, pur proibite totalmente dai trattati internazionali, costituiscono un perdurante pericolo poiché non è ancora universale l'adesione a tali trattati;

occorre impedire che lo spazio extra-atmosferico, divenuto un ambito essenziale per la cooperazione economica, commerciale e scientifica e lo sviluppo, si trasformi in teatro di conflitti armati;

il rafforzamento del regime generale di non proliferazione può facilitare la soluzione negoziata delle crisi di proliferazione regionali,

impegna il Governo ad intraprendere ogni possibile iniziativa nell'ambito dell'Organizzazione delle Nazioni unite (ONU), dell'Unione europea ed attraverso contatti multilaterali e bilaterali, al fine di:

promuovere la sicurezza attraverso il rafforzamento del regime internazionale di non proliferazione e disarmo avendo a mente la strategia dell'Unione europea contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa e gli impegni assunti nel quadro del G8 con la Dichiarazione de L'Aquila sulla non proliferazione;

rafforzare, in vista della Conferenza di riesame del 2010, il Trattato di non proliferazione nucleare attraverso lo sviluppo di tutte le sue componenti: non proliferazione, disarmo ed uso pacifico dell'energia nucleare ponendo obiettivi realistici e raggiungibili;

sostenere un processo di disarmo nucleare e di non proliferazione propiziando in primo luogo l'entrata in vigore del Trattato sulla proibizione degli esperimenti nucleari nell'atmosfera, nello spazio e sott'acqua e l'avvio alla Conferenza del disarmo del negoziato su un trattato che metta al bando la produzione di materiale fissile destinato agli armamenti nucleari;

promuovere ulteriori riduzioni delle testate nucleari esistenti, iniziando con gli Stati possessori dei principali arsenali, nella prospettiva di una totale eliminazione delle armi nucleari ed assicurando il pieno sostegno agli sforzi del Presidente degli Stati Uniti d'America e del Presidente della Federazione Russa diretti a concludere un nuovo trattato che sostituisca lo START alla sua scadenza;

rafforzare le capacità ispettive dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) attraverso la universalizzazione del Protocollo aggiuntivo ed a promuovere altresì la sicurezza delle installazioni nucleari ed iniziative di formazione e per il rafforzamento istituzionale in questo settore;

rafforzare il regime di non proliferazione missilistica ed in particolare il Codice di condotta dell'Aja contro la proliferazione dei missili balistici, promuovendone l'universalizzazione e la piena attuazione;

perseguire l'obiettivo della prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio extra atmosferico stabilendo, come primo passo, misure di fiducia ed un codice di condotta che permettano di assicurare l'incolumità dei satelliti, avendo a mente la loro crescente importanza quali strumenti di sviluppo economico, scientifico e di sicurezza;

contribuire alla ricerca di una soluzione negoziata delle crisi di proliferazione regionali nel contesto del rafforzamento del regime generale di non proliferazione.

(1-00204)