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Atto a cui si riferisce:
S.1/00199 [Funzionamento e riforma della giustizia]



Atto Senato

Mozione 1-00199 presentata da ANNA FINOCCHIARO
giovedì 12 novembre 2009, seduta n.280

FINOCCHIARO, ZANDA, LATORRE, MARITATI, CASSON, DELLA MONICA, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, GALPERTI, ADAMO, ADRAGNA, AGOSTINI, AMATI, ANDRIA, ANTEZZA, ARMATO, BAIO, BARBOLINI, BASSOLI, BASTICO, BERTUZZI, BIANCHI, BIANCO, BIONDELLI, BLAZINA, BOSONE, BRUNO, BUBBICO, CABRAS, CARLONI, CECCANTI, CERUTI, CHIAROMONTE, CHITI, COSENTINO, CRISAFULLI, DE LUCA, DE SENA, DEL VECCHIO, DELLA SETA, DI GIOVAN PAOLO, DONAGGIO, D'UBALDO, FERRANTE, FILIPPI Marco, FIORONI, FISTAROL, FOLLINI, FONTANA, FRANCO Vittoria, GARAVAGLIA Mariapia, GARRAFFA, GASBARRI, GHEDINI, GIARETTA, GRANAIOLA, ICHINO, INCOSTANTE, LEDDI, LEGNINI, LIVI BACCI, LUMIA, LUSI, MAGISTRELLI, MARCENARO, MARCUCCI, MARINARO, MARINI, MARINO Ignazio, MARINO Mauro Maria, MAZZUCONI, MERCATALI, MICHELONI, MILANA, MOLINARI, MONGIELLO, MORANDO, MORRI, MUSI, NEGRI, NEROZZI, PAPANIA, PASSONI, PEGORER, PERTOLDI, PIGNEDOLI, PINOTTI, PROCACCI, RANDAZZO, RANUCCI, ROILO, ROSSI Nicola, ROSSI Paolo, RUSCONI, SANGALLI, SANNA, SBARBATI, SCANU, SERAFINI Anna Maria, SERRA, SIRCANA, SOLIANI, STRADIOTTO, TEDESCO, TOMASELLI, TONINI, TREU, VERONESI, VIMERCATI, VITA, VITALI, ZAVOLI - Il Senato,

premesso che:

il diritto ad ottenere giustizia è garantito a tutti dalla Costituzione repubblicana, ma è oggi posto seriamente in discussione: le attuali condizioni degli uffici giudiziari italiani e del sistema giustizia nel complesso, unitamente ad una mancata riforma organica della normativa sostanziale e processuale, impediscono di fatto di assicurarlo in tempi brevi e in modo efficace;

la garanzia del diritto dei cittadini alla sicurezza presuppone necessariamente - oltre all'efficienza dell'azione delle Forze dell'ordine cui vanno assicurati i mezzi indispensabili per il loro operato - un sistema giudiziario efficiente, per il cui miglioramento è necessario realizzare riforme normative organiche e stanziare risorse adeguate e idonee a realizzare un effettivo miglioramento della qualità dell'amministrazione della giustizia;

considerato che:

per realizzare una seria riforma della giustizia occorre un progetto organico di interventi diretti a restituire credibilità ed efficienza all'intero sistema giudiziario, allo scopo di farlo funzionare, fornendo risposte rapide ed efficienti alle attese dei cittadini e assicurando loro una ragionevole durata dei processi civili e penali, nel rispetto dell'articolo 111 della Costituzione e senza rinunziare alle altre garanzie costituzionali;

per rendere efficiente il sistema occorre, quindi, realizzare una riforma organica della giustizia, che preveda, da una parte, ulteriori e più incisivi interventi per il processo civile, attraverso la razionalizzazione dei riti, l'effettiva realizzazione del processo telematico e, dall'altra, una riforma complessiva del diritto e del processo penale, che si ponga nel solco dei valori costituzionali e il cui obiettivo esclusivo sia assicurare l'efficacia del sistema giudiziario;

in particolare, per il sistema penale, occorre far fronte alle disfunzioni organizzative e processuali, in modo da dare la necessaria effettività all'esercizio dell'azione penale; è dunque di massima importanza introdurre strumenti di deflazione del carico di lavoro degli uffici inquirenti e giudicanti quali: la depenalizzazione dei reati minori, l'introduzione dell'istituto dell'archiviazione dell'irrilevanza penale del fatto e la mediazione dei conflitti interpersonali. In questa stessa chiave assume un ruolo strategico la previsione del tutto coerente con le regole e i valori della Costituzione di una clausola di necessaria offensività del fatto penale. Già da sole, queste innovazioni assicurerebbero maggiore razionalità, coerenza ed efficienza al sistema penale;

inoltre, intervenendo sul processo penale, occorre cercare di ridurre i tempi processuali, con innovazioni quali: la notificazione degli atti con posta elettronica certificata; l'abolizione dell'istituto dell'avviso di conclusione delle indagini; la riforma dell'udienza preliminare; la revisione del processo in contumacia con introduzione di meccanismi di sospensione del rito degli irreperibili; ulteriori soluzioni normative volte a disincentivare anche quei comportamenti delle parti finalizzati a procrastinare la durata dei processi oltre la loro ragionevole durata;

al fine di migliorare l'efficienza della giustizia ordinaria, riducendo in particolare la durata dei procedimenti, è, inoltre, indispensabile procedere al riordino degli ambiti territoriali degli uffici giudiziari, mediante l'accorpamento di uffici e di sezioni distaccate, l'organico unico di più uffici limitrofi, al fine di ottenere una ricaduta positiva in termini di efficienza del sistema e di benefici organizzativi di un'equa distribuzione dei carichi di lavoro e della possibilità di conseguire una maggiore specializzazione dei magistrati; in questo senso strutture di maggiori dimensioni e meccanismi organizzativi maggiormente flessibili possono assicurare senz'altro un migliore funzionamento del sistema;

sempre nel quadro di una riduzione dei tempi e del miglioramento dell'efficienza della giustizia è necessario introdurre una figura di dirigente amministrativo manager degli uffici giudiziari responsabile dell'organizzazione del lavoro dell'ufficio, ed istituire il cosiddetto "ufficio per il processo", quale struttura organizzativa idonea a fornire un concreto supporto al lavoro dei magistrati, a valorizzare le specifiche competenze di tutto il personale dell'amministrazione giudiziaria e a favorire il migliore utilizzo degli strumenti analitici, statistici ed informatici disponibili assicurando, inoltre, la circolazione delle esperienze e delle pratiche professionali più virtuose. Al fine di fornire l'adeguato supporto all'attività magistratuale è necessario peraltro rinnovare le dotazioni organiche del personale amministrativo, attualmente carenti in quasi tutti gli uffici giudiziari;

al fine di implementare l'efficienza dell'attività giurisdizionale e ridurre gli oneri burocratici e la stessa durata dei procedimenti giudiziari, migliorando la qualità complessiva del "servizio giustizia", è indispensabile attuare pienamente, e in ogni suo aspetto, l'informatizzazione dei procedimenti civili, penali, amministrativi e di prevenzione, quale presupposto ineludibile per la funzionalità del sistema integrato giudiziario informatizzato, la cui organizzazione è, allo stato, ancora gravemente carente;

l'efficienza del sistema deve essere inoltre garantita da innovazioni ordinamentali, che assicurino la massima professionalità della magistratura e dell'avvocatura e delle altre componenti che operano nel sistema giustizia. Per quanto riguarda la magistratura la legge n. 111 del 2007 ha già garantito un ampio rinnovamento dell'istituzione giudiziaria, attraverso la responsabilizzazione, la progressiva e costante formazione dei magistrati, le periodiche valutazioni di professionalità, la temporaneità degli incarichi direttivi, la netta distinzione delle funzioni, la maggiore efficienza dei procedimenti disciplinari ed una migliore organizzazione delle Procure, così da migliorare professionalità e competenza dei magistrati preservandone l'indipendenza esterna e interna;

questi aspetti della riforma richiedono un monitoraggio della sua attuazione e una complessiva valutazione dei risultati, con conseguenti interventi di rafforzamento che assicurino, inoltre, l'effettiva copertura degli organici dei magistrati, oggi assai a rischio, soprattutto nelle sedi disagiate. Altre parti della legge n. 111 del 2007 richiedono, peraltro, con urgenza, una piena attuazione. Tra queste in particolare va realizzata l'effettiva organizzazione ed operatività della Scuola superiore della magistratura, che nel sistema attuale rappresenta un istituto fondamentale ai fini della formazione costante e dell'innalzamento dello standard professionale e della preparazione dei magistrati;

per quanto riguarda la riforma della magistratura non togata, occorre selezionarne adeguatamente l'accesso alla giurisdizione, garantendone la dignità anche con idonei trattamenti retributivi e previdenziali e con la previsione di incompatibilità tra funzione giudiziaria e libera professione. È, inoltre, necessario provvedere alla riqualificazione professionale del personale amministrativo;

per quanto riguarda la riforma della professione, occorre intervenire nel medesimo contesto, affinché anche l'avvocatura sia posta in grado di agire con professionalità e competenza nell'interesse del buon funzionamento del servizio giustizia. Difatti, pur se diversi sono i ruoli e i compiti di magistratura e avvocatura, per restituire ai cittadini l'efficienza della giustizia è indispensabile che la riforma della professione forense sia parte della più complessiva riforma della giustizia. La riforma dell'avvocatura deve, quindi, tendere ad adeguare le strutture della professione alla realtà sociale, economica e politica in continua evoluzione; preparare la professione di avvocato ad applicare le regole della concorrenza indicate dalle norme comunitarie; prevedere la rimozione di situazioni che possano incidere su la libertà richiesta nell'esercizio della professione forense; consentire di attuare pienamente il diritto alla difesa, valorizzando il ruolo dell'avvocato all'interno del sistema giudiziario e garantendone il massimo di autonomia nell'esercizio del mandato, secondo gli indirizzi affermatisi nel diritto comunitario e nella giurisprudenza di Strasburgo e Lussemburgo, che concepisce la professione forense quale servizio nell'interesse della collettività e dei singoli;

il nuovo ordinamento della professione forense deve dunque tener conto di molte esigenze: coordinare le nuove norme con la disciplina comunitaria; prescrivere una nuova disciplina di accesso alla professione, che garantisca un'adeguata formazione dei nuovi avvocati ed un'opportuna selezione tra i molti aspiranti, ma senza impedire ai giovani di sviluppare le proprie capacità e prevedendo la retribuzione dei praticanti; è poi necessario imporre un'elevata professionalità a tutti gli iscritti, l'obbligo del costante aggiornamento e gli istituti idonei a conseguirlo in modo tendenzialmente gratuito e della quale siano garanti i Consigli dell'ordine. La nuova disciplina del difensore va poi inserita nel quadro complessivo della riforma della giustizia in atto e di quelle future;

tra le cause principali delle disfunzionalità che caratterizzano oggi la giustizia in Italia va, inoltre, sottolineata la carenza di risorse adeguate all'espletamento delle numerose e rilevanti funzioni cui il Ministero della giustizia e gli uffici giudiziari devono adempiere. Per riformare la giustizia e renderla un servizio efficiente per i cittadini occorre, quindi, procedere all'attribuzione di maggiori risorse materiali ed umane per un settore così cruciale per il Paese, cui oggi è destinato soltanto l'1,6 per cento circa delle risorse complessive del bilancio dello Stato e che, con il decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, sono state ulteriormente ridotte nella misura del 40 per cento in tre anni;

considerato, quindi, che tali innovazioni, insieme alla piena attuazione della legge n. 111 del 2007 e alla riforma della normativa sostanziale e processuale, consentirebbero di delineare un quadro ordinamentale idoneo a consentire la piena efficacia ed efficienza dell'attività giudiziaria, senza ledere quel complesso di garanzie di indipendenza, autonomia e terzietà riconosciute alla magistratura dalla Costituzione. Proprio queste ultime sarebbero fortemente pregiudicate, senza peraltro migliorare l'efficienza della giustizia, dalla previsione della separazione delle carriere, dalla progressiva autonomizzazione della Polizia giudiziaria dal pubblico ministero, dall'abolizione del regime di obbligatorietà dell'esercizio dell'azione penale,

impegna il Governo:

a destinare risorse economiche adeguate per il funzionamento degli uffici giudiziari e a garantire agli stessi il personale amministrativo adeguato dal punto di vista numerico e professionale;

ad attuare in ogni sua parte la legge n. 111 del 2007, con particolare riferimento all'organizzazione della Scuola superiore della magistratura;

a sostenere la riforma della magistratura onoraria, nei termini sopra indicati;

a sostenere la riforma della professione forense come parte della più ampia riforma della giustizia;

a realizzare pienamente l'informatizzazione e la telematizzazione dei processi civili, penali, di prevenzione e amministrativi;

a sostenere la completa riforma del processo civile, del diritto penale e del processo penale nel solco dei valori costituzionali, con il fine esclusivo di assicurare maggiore efficacia al sistema giudiziario;

a sostenere tutte le altre riforme sopra indicate, con particolare riferimento all'istituzione dell'ufficio del processo e alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, quali misure necessarie a garantire l'efficienza della giustizia ordinaria e a migliorarne la qualità nell'interesse dei cittadini.

(1-00199 p. a.)