• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/01790/050 in sede di discussione del disegno di legge atto Senato n, 1790, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010), premesso...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/1790/50 presentato da CRISTANO DE ECCHER
martedì 10 novembre 2009, seduta n.276

"Il Senato,
in sede di discussione del disegno di legge atto Senato n, 1790, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010),
premesso che:
il comma 10 dell'articolo 19 della legge 28 dicembre 2005, n. 262, recante disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari, prevede l'adozione di un regolamento per ridefinire l'assetto proprietario della Banca d'Italia e promuovere le modalità di trasferimento delle quote di partecipazione al capitale in possesso di soggetti diversi dallo Stato o altri enti pubblici;
allo stato risultano azionisti della Banca d'Italia nell'ordine: Banca Monte dei Paschi (2,5 per cento), BNL Spa (2,8 per cento), Banca Carige Spa (4 per cento), Cassa di Risparmio di Bologna (6,2 per cento), Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli Spa (2,1 per cento), Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza Spa (2 per cento), Intesa San Paolo Spa (30,3 per cento), UniCredito Italiano Spa (15,7 per cento), Banco di Sicilia Spa (6,3 per cento), Assicurazioni Generali Spa (6,3 per cento) etc;
la situazione in essere ha manifestato la propria anomalia strutturale anche in occasione del passaggio, all'interno del decreto anticrisi, della tassa sulle plusvalenze auree posta in discussione dal Presidente della Banca centrale europea (BCE), Jean Claude Trichet intervenuto, queste sono sue parole, per garantire l'indipendenza finanziaria della Banca d'Italia;
la stessa BCE non può dirsi indipendente in quanto gli azionisti privati della Banca d'Italia ne controllano direttamente la tranche riservata alla nostra Nazione, pari al 14,5 per cento, e per di più, dal punto di vista strettamente teorico, aziende di qualunque parte del mondo potrebbero acquisire nel tempo il controllo degli istituti di credito in questione;
appare contraddittorio, grave e oggettivamente insostenibile che l'azione di vigilanza e controllo sull'intero sistema bancario sia lasciata, in evidente condizione di conflitto di interesse, in capo ad una struttura che proprio da quest'ultimo si trova a dipendere,
impegna il Governo:
a dare attuazione, secondo le modalità e la tempistica che riterrà più opportune, a quanto necessario e peraltro normativamente già stabilito, per riportare in mano pubblica la proprietà della Banca centrale italiana".
(numerazione resoconto Senato G2.144)
(9/1790/50)
DE ECCHER, GIORDANO, DI STEFANO, SERAFINI GIANCARLO, DE FEO, SANCIU, BEVILACQUA, DIGILIO, SCARPA BONAZZA BUORA, BENEDETTI VALENTINI, SCARABOSIO, BALBONI, PASTORE, ALLEGRINI, SANTINI