• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00534 Iniziative in merito alla crisi industriale riguardante la società Eutelia e quelle connesse, nonché la società Mahle



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00534 presentata da ANTONELLO SORO
martedì 10 novembre 2009, seduta n.243
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per sapere - premesso che:

a partire dal 2003 la famiglia Landi di Arezzo, da cui nasce Eutelia S.P.A., sostenuta da diversi istituti bancari acquisisce diverse società nel campo delle Telecomunicazioni (TLC) e dell'information technology (IT), passando da circa 50 dipendenti a 2700;

la caratteristica comune di queste acquisizioni è che sono società in gravissima crisi finanziaria e con esuberi occupazionali;

tutte le cessioni avvengono a fronte di accordi sul saldo dei debiti da parte di chi vende e/o grandi valori immobiliari e di liquidità ceduti come garanzia futura;

ad esempio le acquisizioni delle attività di information technology da parte di Bull e Getronics (multinazionali che hanno lasciato il nostro Paese), a fronte di una spesa simbolica di 1 euro, hanno portato nelle casse dell'acquirente oltre 100 milioni di euro tra liquidità e proprietà immobiliari;

secondo le organizzazioni sindacali, nel corso del tempo il comportamento ricorrente della proprietà sarebbe stato quello di agire pesantemente nei confronti dei lavoratori annullando qualsiasi relazione sindacale, mettendo in discussione tutti gli accordi precedenti e, soprattutto, adottando misure durissime sul personale. Nel corso degli ultimi due anni, numerosi sarebbero stati i licenziamenti individuali, le dimissioni, i trasferimenti. Secondo le organizzazioni sindacali sarebbero state emesse diverse sentenze ai sensi dell'articolo 28 legge 20 maggio 1970, n. 300 (denunce per comportamento antisindacale) e recuperati decine di licenziamenti e trasferimenti forzati;

a quanto consta agli interroganti, negli ultimi due anni la proprietà avrebbe azzerato tutta la liquidità attraverso fatture e spese elevate in gran parte verso società controllate dalla famiglia Landi. La sede di maggior pregio (valore 14 milioni di euro, acquisita con Bull) sarebbe stata trasferita nella cassaforte di famiglia (Finanziaria Italiana);

nel corso del 2009, nonostante la stipula dell'accordo di solidarietà che ha portato risparmi per 40 milioni di euro all'azienda al fine di evitare i licenziamenti, Eutelia ha deciso di cedere tutto il ramo information technology ad Agile (che a sua volta è stata acquisita dal gruppo Omega Massa, Liori);

l'operazione è, ad avviso degli interroganti, la conclusione di un percorso inteso a scaricare la situazione debitoria e i costi in un perimetro societario estraneo alla famiglia Landi. Complessivamente, sarebbero circa 100 milioni di euro i debiti pendenti tra TFR, fisco, INPS e fornitori;

l'operazione di acquisizione non sembrerebbe mostrare nessuna caratteristica industriale. Dal giorno dell'acquisizione i lavoratori non hanno avuto più regolarità nel pagamento degli stipendi e dei rimborsi (oggi sono in arretrato di 3 mesi) e tutti i clienti sono stati persi per mancanza di investimenti, certificazioni dei lavoratori e pagamento dei contributi, ai sensi del documento unico di regolarità contributiva;

l'attuale proprietà di Omega sarebbe riuscita nel contempo ad acquisire altre società fino ad arrivare a oltre 10.000 dipendenti, tutti senza stipendi e con difficoltà finanziarie evidenti. L'ultimo acquisto è stato la società PHONEMEDIA (call center di 6.000 lavoratori circa, senza stipendio da diversi mesi);

sono stati avviati, nel mese di ottobre 2009, oltre 1.200 licenziamenti da Agile. Mentre non si comprende il futuro lavorativo dei 10.000 dipendenti del gruppo. Attualmente vi è una forte mobilitazione dei lavoratori che ha portato alla quasi totale occupazione delle sedi Agile;

nel corso dell'anno 2009 sono stati diversi gli atti di sindacato ispettivo, presentati da deputati del PD, alcuni dei quali senza risposta (in particolare, n. 4-02833 primo firmatario Nannicini); ad altri la risposta del Governo è stata quella di aver istituito un tavolo di crisi presso il Ministero dello sviluppo economico, il cui esito è stato il solo deterioramento della situazione generale;

la notte del 10 novembre 2009 c'è stata, nei locali occupati dello stabilimento romano di Eutelia, un'irruzione di un gruppo di guardie private guidate dall'ex amministratore delegato dell'azienda Samuele Landi -:

se il Governo sia informato analiticamente della vicenda degli assetti proprietari e industriali di Eutelia/Agile, secondo quanto delineato in premessa;

se non si intenda intervenire con urgenza per preservare le attuali numerose e significative commesse pubbliche che Eutelia/Agile e Phonemedia ancora detengono;

se non si intenda agire attraverso una nuova convocazione delle parti presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, bloccando nel frattempo le procedure di mobilità, affinché si prospetti una diversa strategia industriale per Eutelia/Agile capace di salvaguardare gli assetti occupazionali e un importante gruppo in un settore strategico come quello dell'information technology.

(2-00534)
«Soro, Sereni, Damiano, Rugghia, Madia, Gatti, Bellanova, Santagata, Codurelli, Berretta, Lulli, Brandolini, Ginefra, Andrea Orlando, Miglioli, Rampi, Gnecchi, Schirru, Mosca, Boccuzzi, Mattesini, Bobba, Vico, Peluffo, Esposito, Rossomando, Colombo, Morassut, Velo, Amici, Vaccaro, Coscia, Giachetti, Bachelet, Nannicini».