• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/01835/007/ ... in sede di esame del disegno di legge n. 1835, recante "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, recante disposizioni urgenti per garantire la...



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/1835/7/07 presentato da FABIO GIAMBRONE
giovedì 5 novembre 2009, seduta n. 142

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge n. 1835, recante "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, recante disposizioni urgenti per garantire la continuità del servizio scolastico ed educativo per l'anno 2009-2010",
premesso che:
a causa dei numerosi tagli operati dai decreti-legge 25 giugno 2008, n. 112, e 1° settembre 2008, n. 137 - convertiti in legge rispettivamente dalle leggi 6 agosto 2008, n. 133, e 30 ottobre 2008, n. 169 - oltre che dalla finanziaria per l'anno 2009, il settore dell'istruzione vive uno dei momenti più bui della sua storia, che sta avendo gravissime ripercussioni sull'intero Paese,
in un momento di grave crisi economica, come quello attuale, che attanaglia il nostro sistema Paese in modo più pesante rispetto ai più importanti Paesi europei, il Governo - invece di far corrispondere investimenti pubblici al fine di risollevare l'andamento dell'economia e di garantire la continuità del diritto allo studio oltre che la qualità del sapere - ha operato scelte politiche, peraltro tramite l'uso indiscriminato dei decreti-legge e dei regolamenti, volte a ridurre il costo complessivo del sistema scolastico, senza curarsi degli effetti pratici sul settore e riducendo di fatto l'offerta scolastica a tutti i livelli,
mentre la finanziaria per l'anno 2007 prevedeva l'assunzione in tre anni di 150.000 docenti e 30.000 assistenti amministrativi, tecnici ed ausiliari - nonostante lo slittamento all'anno scolastico 2010-2011 dell'applicazione del regolamento sulle "Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola", approvato il 27 febbraio 2009 dal Consiglio dei Ministri, nonostante la sentenza n. 200 del 2009 della Corte costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della parte dell'articolo 64, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, riguardante le chiusure e gli accorpamenti delle strutture scolastiche - già da questo anno scolastico, a seguito della circolare ministeriale n. 38 del 2 aprile 2009 del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, si è disatteso l'impegno contenuto nella precedente finanziaria e si sono operate meno del 20 per cento delle assunzioni utili (almeno 100.000) al corretto inizio dei lavori,
risultano inoltre ancora irrisolte le rilevanti questioni riguardanti il personale precario che dovrà anche quest'anno fare i conti con l'assenza del regolamento sulle supplenze del personale ATA, con l'assenza di un concorso per Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi (DSGA) e con delle graduatorie ad esaurimento dei docenti sistematicamente oggetto di ricorsi di ogni ordine e grado,
considerato che:
solo due mesi son trascorsi da quando diverse decine di migliaia di insegnanti, molto spesso laureati, specializzati, abilitati e plurititolati, che da anni svolgevano, pur nella precarietà, con dedizione il lavoro della docenza sono rimasti senza un contratto di lavoro e quindi senza la possibilità di poter insegnare e guadagnarsi da vivere,
a causa dei summenzionati ed indiscriminati tagli, operati dall'attuale Governo, analogamente a quanto descritto per gli insegnanti, diverse migliaia di assistenti amministrativi, tecnici ed ausiliari (ATA) non potranno svolgere il lavoro che, in molti casi, veniva svolto da anni,
le intenzioni del Governo e del Ministro dell'istruzione, avvalorate dai provvedimenti adottati sino ad oggi, oltre a ridurre sensibilmente l'offerta formativa e la qualità della stessa, volgono indubbiamente verso un progressivo smantellamento del sapere libero ed aperto a tutti, come sancito dalla Carta costituzionale, al fine di creare un servizio differente, a domanda individuale, che prevede medesimi investimenti per le scuole pubbliche e quelle paritarie;
gli atti normativi e di natura regolamentare sin ora adottati stanno producendo dei cambiamenti nel settore dell'istruzione che non seguono un progetto di innovazione, ma rappresentano di fatto un mero strumento per far cassa, diminuendo una delle voci della spesa pubblica tra le più importanti per il futuro della stessa popolazione italiana;
il decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, prevede al comma 2 dell'articolo 1 che le supplenze per asssenza dei titolari per l'anno scolastico 2009-2010 sono assegnate dall'amministrazione scolastica con precedenza assoluta ed a prescindere dall'inserimento nelle graduatorie di istituto, al personale docente ed ATA già destinatario di supplenze annuali nel precedente anno scolastico,
impegna il Governo:
a ritirare i provvedimenti approvati volti a diminuire ulteriormente gli organici e le dotazioni da assegnare alla scuola pubblica;
ad adottare tutte le iniziative necessarie per garantire a tutti i precari del settore, rimasti già dall'anno scolastico in corso senza un posto di lavoro, di poter usufruire degli ammortizzatori sociali che permettano il sostentamento economico;
a garantire l'inizio dell'anno scolastico su tutto il territorio nazionale, mettendo gli uffici scolastici regionali nelle condizioni di poter assicurare a tutti gli studenti ed alle loro famiglie un diritto allo studio che si concretizzi in docenti preparati a svolgere il proprio lavoro senza l'assillo della precarietà assoluta, in classi in cui svolgere le lezioni con non più di trenta alunni, un cosiddetto "tempo pieno" che garantisca alle famiglie di poter svolgere tranquillamente il proprio lavoro, nonché quella qualità dei programmi e della didattica di cui molto poco il Governo si è interessato in quest'ultimo anno;
ad assegnare risorse adeguate alle scuole pubbliche al fine di realizzare un piano nazionale per la messa a norma degli edifici scolastici, per la realizzazione di impianti energetici che nel tempo possano produrre grandi risparmi e rispettare l'ambiente, per la realizzazione di strutture utili al raggiungimento di una formazione completa degli alunni, quali palestre, laboratori tecnici, aule magne;
a prevedere, dalla prossima manovra finanziaria, la stabilizzazione dei precari della scuola, già prevista dalla legge finanziaria per il 2007 del Governo Prodi;
a ripristinare la legalità con riferimento al rapporto del numero di alunni per classe e alla dimensione dell'aula, nel rispetto delle norme igieniche e di sicurezza secondo quanto disposto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;
a garantire il rispetto del diritto allo studio per gli alunni in situazione di handicap, assicurando loro la possibilità di usufruire del sostegno di insegnanti specializzati per il maggior numero di ore possibile a settimana, al fine di garantire loro una reale ed efficace azione di integrazione.
(0/1835/7/7)
GIAMBRONE, BELISARIO, CAFORIO, CARLINO, DE TONI, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PEDICA, PARDI