• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01025 sulla sicurezza di una nave italiana da pesca nelle acque dell’oceano indiano



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01025 presentata da GIANPIERO CARLO CANTONI
giovedì 5 novembre 2009, seduta n.275

CANTONI, LICASTRO SCARDINO, GALIOTO, PALMIZIO, AMORUSO, NESSA, DI GIROLAMO Nicola, TOFANI, TORRI, RAMPONI, DIVINA, CARRARA, AMATO, BETTAMIO, TOTARO - Ai Ministri della difesa, delle infrastrutture e dei trasporti e delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

il fenomeno della pirateria nell'oceano Indiano ha ormai assunto proporzioni tali da indurre la comunità internazionale, i singoli Stati ed il mondo imprenditoriale ad assumere iniziative (operazione "Atalanta", imbarco di militari, imbarco di security team, eccetera) volte a prevenire e contrastare la minaccia, non potendo per evidenti ragioni lasciar soccombere le attività economiche in quell'area;

la nave da pesca oceanica denominata "Torre Giulia", iscritta al n. 307 delle matricole delle navi tenute dalla Capitaneria di porto di Bari, opera stabilmente in tali aree nell'ambito di accordi comunitari di pesca;

le attività di pesca assumono caratteristiche peculiari, rispetto all'attività mercantile, tali da indurre il Governo francese e quello spagnolo ad approntare specifiche misure per la difesa del rispettivo naviglio da pesca: in particolare la Francia ha disposto l'imbarco di militari a bordo di ciascuna delle 15 navi tonniere operanti in quell'area, mentre la Spagna ha autorizzato l'imbarco di un security team armato, a spese dell'armatore delle navi da pesca presenti nell'oceano Indiano;

l'Industria armatoriale tonniera SpA (IAT), armatrice del motopesca Torre Giulia, ha avanzato alle competenti autorità, in primis il Ministero della difesa, per il tramite della Federazione nazionale delle imprese di pesca (Federpesca), una richiesta di tutela della propria attività economica attraverso l'imbarco di militari italiani sull'unità in questione, l'unica di bandiera italiana operante in tali zone o, in subordine, di un security team privato;

con nota n. 03/0659 in data 12 ottobre 2009, in risposta alla suddetta istanza di Federpesca, lo Stato maggiore della marina ha trasmesso una nota dello Stato maggiore della difesa che riportava la constatazione della mancata previsione, nell'ambito delle operazioni di coalizione nell'area, di effettuare scorte a singole unità rimandando, ai sensi dell'art. 193 del codice della navigazione (di cui al regio decreto n. 327 del 1942, o successive modificazioni ed integrazioni), l'eventuale autorizzazione all'imbarco di personale armato alla competenza ascritta in capo al Comandante del porto di iscrizione o dell'autorità consolare;

l'armatore ha presentato in data 8 ottobre 2009 alla competente Capitaneria di Bari, porto di iscrizione della nave, un Piano di sicurezza integrato dalla domanda di imbarco di un security team armato a bordo della nave Torre Giulia, ma ad oggi non è stato fornito alcun riscontro;

nelle more permane ad oggi una gravissima minaccia a danno della nave "Torre Giulia", unica della flotta tonniera comunitaria ad operare in condizioni di assoluta esposizione alla minaccia dei pirati,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga di dover intervenire per consentire l'immediato invio di personale militare a bordo della nave Torre Giulia a difesa dei legittimi interessi nazionali, dell'unità e del relativo equipaggio;

se non ritenga opportuno, in attesa della definizione delle procedure di invio di militari italiani a bordo del Torre Giulia, attivarsi per accelerare, per quanto di propria competenza, la procedura per l'autorizzazione all'imbarco di un team di sicurezza privato a spese dell'armatore.

(3-01025)