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Atto a cui si riferisce:
C.2777 Dichiarazione dell'interesse nazionale della Villa Verdi in Sant'Agata di Villanova sull'Arda
approvato con il nuovo titolo
"Disposizioni per la celebrazione del secondo centenario della nascita di Giuseppe Verdi"



XVI LEGISLATURA
CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 2777


 

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PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
BARBIERI, TOMMASO FOTI
Dichiarazione dell'interesse nazionale della Villa Verdi in Sant'Agata di Villanova sull'Arda
Presentata il 7 ottobre 2009


      

Onorevoli Colleghi! - Nell'anno 2013 ricorrerà il duecentesimo anniversario della nascita di Giuseppe Verdi.
      Nel 1848 il grande compositore, dopo aver vissuto a Vienna, a Londra e a Parigi, acquista quella che diventerà la sua dimora preferita: Villa Verdi nella frazione Sant'Agata del comune di Villanova sull'Arda. In questa grande Villa il Maestro amministra le sue proprietà, guida i suoi fattori e, soprattutto, scrive splendida musica come quella delle opere «Il Trovatore», «La Traviata», «La forza del destino», «Don Carlos» e «Aida» fino all'ultimo capolavoro «Falstaff».
      Oggi Villa Verdi è ancora come l'ha lasciata il Maestro ed è abitata dai suoi eredi, come lui stesso desiderava.
      Le stanze visitabili sono quelle nelle quali abitava Giuseppe Verdi insieme alla moglie, Giuseppina Strapponi, celebre cantante lirica. Lo spogliatoio della sua consorte contiene, oltre alla toilette e all'armadio con i vestiti, un pianoforte a sei pedali, di marca Fritz, usato dal Maestro negli anni che vanno dalla composizione del «Il Rigoletto» a quella dell'«Aida». Sotto il pianoforte si trova il baule, con gli effetti personali e con la partitura de «La forza del destino». La stanza adiacente è la camera da letto della signora Strapponi: il letto con baldacchino in stile genovese, il reliquiario, i mobili intarsiati e i quadri della scuola del Correggio sono quelli che essa vedeva e amava. La signora Strapponi si spense in questa stanza il 14 novembre 1897.
 

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      La camera dove dormiva e lavorava Verdi è senza dubbio quella più evocativa: lo scrittoio sul quale il Maestro componeva occupa il posto centrale, si può ammirare il busto in terracotta di Verdi realizzato da Vincenzo Gemito a Napoli nel 1872 e in una teca sono riposti i guanti che Verdi utilizzò per dirigere la «Messa di Requiem» a Milano il 22 maggio 1874, in memoria di Alessandro Manzoni, al quale il Maestro era legato da profonde ammirazione e amicizia. Nello studio sono conservati spartiti e scritti verdiani, ma anche di altri musicisti come Bach, Mozart, Haydin e Beethoven; sono inoltre conservati la cappelliera, con il cilindro del Maestro, e altri documenti che riguardano la vita politica di Verdi, che fu deputato e senatore del Regno d'Italia.
      Infine la camera del Grand hotel Et de Milan, l'albergo di Milano dove Verdi spirò all'alba del 27 gennaio 1901, i cui mobili e il cui letto sono stati trasportati presso Villa Verdi.
      Villa Verdi, oltre ad essere un luogo dove ancora «vive» l'anima di uno dei più grandi geni musicali di tutti i tempi, è anche una pregevole struttura architettonica, circondata da un parco secolare, tipico esempio di casa padronale dell'ottocento, posto al centro di poderi agricoli che Verdi seguiva personalmente con l'introduzione di tecniche agricole all'avanguardia per i suoi tempi.
      Si propone pertanto di dichiarare di interesse nazionale Villa Verdi in Sant'Agata di Villanova sull'Arda.
 

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PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.

      1. La Villa Verdi in Sant'Agata di Villanova sull'Arda, residenza del compositore Giuseppe Verdi e luogo nel quale sono conservate importanti memorie della vita e dell'opera del Maestro, è dichiarata di interesse nazionale.