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Atto a cui si riferisce:
S.4/01694 [Iniziative elettorali per il PdL del presidente dell'INPDAP]



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 055
all'Interrogazione 4-01694 presentata da
DONAGGIO

        Risposta. - In riferimento all'atto di sindacato ispettivo concernente il corretto utilizzo di sistemi informatici da parte di un dipendente della Segreteria del Presidente dell'INPDAP, si rappresenta, sulla base dell'istruttoria svolta tramite l'Ispettorato per la funzione pubblica presso il predetto istituto, quanto segue.

        In via preliminare, occorre evidenziare che, al fine di salvaguardare la sicurezza del sistema informativo ed il rispetto delle disposizioni normative sull'efficienza dei servizi, l'INPDAP ha provveduto ad individuare una serie di «norme generali di comportamento», finalizzate a regolamentare l'utilizzo della posta elettronica. In particolare, meritano di essere segnalate, tra le altre, le direttive della Direzione generale n. 3255 del 5 agosto 2002, n. 349 del 1º febbraio 2005 e n. 5515 del 5 giugno 2007, nelle quali si sottolinea che l'utilizzo del predetto strumento telematico «è previsto esclusivamente per esigenze di servizio e nel rispetto di ambiti definiti dal vigente Ordinamento dei Servizi e delle Direttive organizzative».
        Ciò premesso, l'episodio che ha dato origine all'interrogazione riguarda una e-mail del 27 maggio 2009, indirizzata ad alcuni dirigenti e funzionari dell'INPDAP, contenente un invito a partecipare ad una manifestazione politica, nella quale era annunciata anche la presenza del Presidente del predetto istituto. Stante il fatto che tale comportamento si pone, in ogni caso, in stridente contrasto con le citate direttive e, più in generale, con le norme comportamentali dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, sembra opportuno fornire le seguenti precisazioni sulla vicenda.
        In primo luogo, occorre rilevare che l'e-mail in questione non proveniva dalla casella istituzionale della Presidenza dell'INPDAP, ma da una casella personale appartenente ad un funzionario dell'ufficio del Presidente. Ciò detto, il Presidente dell'istituto, già in data 28 maggio 2009, ha provveduto comunque ad inviare un comunicato ufficiale, con il quale ha smentito la propria partecipazione all'evento in oggetto ed a qualunque altra manifestazione politica, provvedendo altresì a stigmatizzare, per quanto di competenza, il comportamento scorretto posto in essere dal dipendente dell'ufficio, nonché a disporre ulteriori accertamenti per verificare il corretto utilizzo della posta elettronica.
        Si sottolinea, inoltre, che già nel corso dell'ultimo semestre, al fine di scongiurare eventuali abusi da parte degli utenti nell'utilizzo della posta elettronica, l'amministrazione in esame ha ritenuto necessario regolamentare nuovamente l'utilizzo dei servizi informatici di posta e di Internet. Tali iniziative hanno avuto, peraltro, un ulteriore impulso a seguito della direttiva n. 2 del 26 maggio 2009 («Utilizzo di internet e della casella elettronica istituzionale sul luogo di lavoro»), con la quale il Ministro, come correttamente rilevato dall'interrogante, ha individuato, in modo chiaro e puntuale, il quadro normativo di riferimento, le singole regole di comportamento ed i limiti nell'utilizzo degli strumenti informatici e telematici messi a disposizione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.
        Occorre, infine, evidenziare che l'INPDAP ha formalmente provveduto a richiamare il citato trasgressore all'osservanza delle direttive impartite e ne ha segnalato l'errato comportamento al dirigente della Direzione centrale sistemi informativi, tecnologici e telecomunicazioni, in quanto l'utilizzo non corretto del servizio di posta elettronica da parte dei soggetti abilitati può dar luogo alla sospensione di detto servizio e, in caso di rilevanti disservizi per l'amministrazione, all'adozione di sanzioni disciplinari proporzionali all'infrazione commessa.

Il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione

Brunetta