• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00717 Iniziative a favore dei lavoratori interessati dal piano di riorganizzazione dell'azienda Tenaris Dalmine



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00717 presentata da ANTONIO MISIANI
martedì 20 ottobre 2009, seduta n.235
MISIANI, SANGA, FARINONE, VELO, MOSCA, SERENI, BRESSA, GIACHETTI, QUARTIANI, VICO, DAMIANO, LULLI, BELLANOVA, BERRETTA, BOBBA, BOCCUZZI, CODURELLI, GATTI, GNECCHI, LETTA, MADIA, MATTESINI, MIGLIOLI, RAMPI, SANTAGATA e SCHIRRU. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:

nella giornata di lunedì 28 settembre 2009 la direzione aziendale di Tenaris Dalmine - primo produttore italiano di tubi di acciaio senza saldatura per l'industria energetica, automobilistica e meccanica - ha presentato al coordinamento sindacale degli stabilimenti italiani il piano industriale 2010-2011, che prevede investimenti per 114 milioni di euro in due anni, con l'obiettivo di perseguire un «riposizionamento strategico» per l'azienda. Gli investimenti saranno concentrati sugli impianti strategici e sono destinati all'ampliamento delle gamme di prodotto, alla razionalizzazione impiantistica delle linee di finitura-filettatura, al miglioramento di produttività ed efficienza. L'implementazione del piano industriale richiede, secondo i vertici aziendali, un riassetto degli organici «coerente», con una prospettiva di produzione attestata nei prossimi anni su una media di 550 mila tonnellate all'anno, rispetto alla punta di 877 mila raggiunte nel 2008;

i fattori che hanno determinato questo mutamento sono, secondo l'azienda, l'incremento esponenziale della concorrenza internazionale, causato dall'aumento di capacità produttiva a livello mondiale. La Cina ha accresciuto del 55 per cento la sua capacità produttiva dal 2005 al 2009 e sta continuando ad investire in nuovi impianti: oggi la sua capacità è di 28 milioni di tonnellate di tubi senza saldatura l'anno, superiore al fabbisogno complessivo mondiale (pari a circa 27 milioni di tonnellate l'anno). A ciò si aggiunge il ridimensionamento strutturale dell'attività di alcuni settori industriali destinatari di tubi senza saldatura e il progressivo ed irreversibile calo di economicità di alcune tipologie di produzioni standard e scarsamente differenziate (come, ad esempio, i tubi di piccolo diametro per applicazioni meccaniche, per il settore automotive, per la termica);

il piano prevede la chiusura dello stabilimento di Piombino (Livorno), il forte ridimensionamento di quello di Costa Volpino (Bergamo) e Arcore (Monza-Brianza), il graduale disimpegno delle attività Fapi (tubi piccoli) a Dalmine (Bergamo) e una generale riorganizzazione che coinvolge tutta l'azienda. L'impatto occupazionale di queste scelte viene quantificato in 1.024 lavoratori in esubero (più di un terzo dei 2.814 dipendenti in forza negli stabilimenti italiani di Tenaris), con la previsione di 717 posti in meno a Dalmine e Sabbio (da 2.218 a 1.501 dipendenti), 119 a Costa Volpino (da 247 a 161), 64 ad Arcore (da 225 a 161) e 124 a Piombino;

la riorganizzazione produttiva ipotizzata da Tenaris Dalmine rappresenta una delle maggiori situazioni di crisi occupazionale in atto nel nostro Paese -:

quali iniziative intenda attivare, a partire dalla convocazione di un tavolo nazionale di confronto con l'azienda e le organizzazioni sindacali, allo scopo di tutelare i diritti e le prospettive dei lavoratori interessati dal piano di riorganizzazione di Tenaris Dalmine. (3-00717)