• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/01791/006/ ... in sede di esame delle parti di competenza del disegno di legge n. 1791, recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio...



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/1791/6/04 presentato da GIUSEPPE CAFORIO
mercoledì 14 ottobre 2009, seduta n. 094

La 4ª Commissione permanente del Senato,
in sede di esame delle parti di competenza del disegno di legge n. 1791, recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012,
premesso che:

l'articolo 65 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ha previsto una riduzione del 7 per cento per il 2009 e del 40 per cento a decorrere dall'anno 2010 degli stanziamenti destinati alla professionalizzazione delle Forze armate;
la manovra di bilancio approvata lo scorso anno ha previsto un ulteriore decremento della dotazione del Ministero della difesa che è passata dai 21,2 miliardi di euro del 2008 ai 20,3 miliardi per l'anno 2009;
i disegni di legge all'esame della commissione relativi alla manovra di bilancio 2010-2012 prefigurano per la Difesa un andamento in ulteriore progressivo decremento degli stanziamenti contenuti nello stato di previsione del Ministero della difesa; in particolare, seppur in presenza di aumenti di stanziamenti in determinate missioni e/o programmi del dicastero, la "funzione difesa" - a cui sono destinati ben 14.339,5 miliardi di euro dei 20,3 previsti per l'intero dicastero - registra un taglio di ulteriore 0,4 per cento pari a 59 milioni di euro;
il rapporto "funzione difesa/PIL" è stimato per l'esercizio finanziario 2010 allo 0,90 per cento, con un differenziale di ben mezzo punto percentuale rispetto alla media dell'1,42 per cento dei principali paesi europei con cui l'Italia si confronta sul paino internazionale;
così come riportato dalla nota preliminare che accompagna lo stato di previsione del Ministero della difesa, con i sopra menzionati stanziamenti sarà possibile soddisfare, peraltro in modo non adeguato, le esigenze nelle aree fondamentali della formazione e dell'addestramento del personale coinvolti principalmente fuori area, mentre non sarà possibile garantire il mantenimento e la manutenzione generale dei mezzi e degli equipaggiamenti, dei servizi generali, delle infrastrutture, del ripianamento delle scorte;
considerato che:
tutti i sopra menzionati provvedimenti succedutisi nel tempo, hanno generato una riduzione prossima all'azzeramento delle esercitazioni, delle ore di moto navale e di volo per l'Aeronautica, una sensibile riduzione delle attività manutentive sui sistemi d'arma in dotazione, ed avranno, anche in seguito alla approvazione della manovra di bilancio in discussione, un impatto diretto sia sull'efficienza operativa delle capacità disponibili sia in termini patrimoniali, determinando una situazione di irreversibilità nel settore delle scorte operativo-strategiche e nel settore infrastrutturale;
queste misure comportano, insieme alla riduzione dei nuovi arruolamenti anche la mancata rafferma in servizio permanente di soldati che sono già nelle Forze armate da 5-6 anni e che quindi - contro ogni loro legittima aspettativa - potrebbero essere congedati dopo aver prestato, con merito, servizio in Italia e all'estero;
il modello di difesa basato sulla sospensione del servizio di leva obbligatorio e l'adozione del reclutamento totalmente volontario è nei fatti disatteso dagli effetti dei tagli contenuti principalmente, ma non solo, nel decreto-legge 112/2008 - laddove prevede riduzioni sino al 40 per cento alle risorse destinate alla professionalizzazione - motivati, dallo stesso Ministro della difesa, essenzialmente da esigenze di finanza pubblica condizionate da fattori interni e aggravate ancor più pesantemente dalla crisi finanziaria internazionale, piuttosto che da esigenze operative;
l'Italia, operando nell'alveo delle organizzazioni internazionali e sovranazionali cui aderisce, è uno dei principali attori sulla scena di politica estera e di sicurezza internazionale del pianeta;
non senza pagare pesanti perdite, anche in termini di uomini, in operazioni svolte in tempo di pace per il nostro Paese, l'Italia, soprattutto nell'ultimo ventennio, ha partecipato con risultati meritevoli alle più importanti missioni internazionali di pace come in Libano, ex Jugoslavia, Timor Est, Iraq ed Afghanistan;
impegna il Governo:
ad assumere le necessarie iniziative per garantire che il rapporto tra PIL e risorse destinate alla funzione Difesa nello "Stato di previsione del Ministero della difesa" per i prossimi anni non sia inferiore all'1 per cento, garantendo un significativo recupero di risorse;
ad assumere ogni misura utile a garantire la continuità del rapporto di servizio dei volontari delle Forze armate richiamati o trattenuti;
a dare concreta attuazione al transito dei volontari aventi diritto nelle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare;
ad affrontare in Parlamento la verifica della validità del nostro modello di difesa e quella di una sua eventuale razionalizzazione sulla base di decisioni che essendo squisitamente politiche non possono essere rimesse ad atti delegati a livello tecnico-amministrativo;
a garantire - anche con interventi straordinari e specifici - i programmi di reclutamento, addestramento e formazione del personale e lo svolgimento di livelli adeguati di esercitazioni operative;
a valorizzare il contributo dato dalle piccole e medie imprese nella fornitura di beni e servizi necessari alle Forze armate e alla difesa nazionale, sostenendone l'attività attraverso una accurata pianificazione e programmazione che garantisca nei rapporti con il Ministero della difesa tempi certi e brevi per la conclusione dei procedimenti dei contratti di fornitura stipulati;
a presentare in Parlamento il consuntivo delle attività svolte e le proposte in merito alle missioni internazionali in corso;
a prevedere appositi ed ulteriori finanziamenti per:
a. permettere il proficuo e sicuro svolgimento delle missioni internazionali di pace cui l'Italia partecipa;
b. garantire efficaci programmi di esercitazione e aggiornamento delle professionalità e dello strumento militare che permettano ai nostri soldati di ricominciare ad effettuare i necessari addestramenti navali, terresti ed aerei, nonché garantire la formazione allo svolgimento delle funzioni di pubblica sicurezza.
(0/1791/6/4)
CAFORIO