• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.6/00032 La Camera, esaminata la Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica 2010-2013; l'articolo 3 della legge di...



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00032 presentata da MASSIMO DONADI testo di martedì 6 ottobre 2009, seduta n.227
La Camera,
esaminata la Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica 2010-2013;
l'articolo 3 della legge di contabilità, tra le finalità del DPEF e quindi della Nota di aggiornamento, predisposta per ottenere un quadro più aggiornato in vista dell'emanazione della manovra, indica testualmente "gli obiettivi macroeconomici ed in particolare quelli relativi allo sviluppo del reddito e dell'occupazione" ed indica altresì i disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica;
la Nota di aggiornamento al DPEF 2010-2013 registra l'emergere di un miglioramento degli indicatori economici tali da far prefigurare per l'economia italiana uno scenario più favorevole, rispetto al DPEF 2010-2013, per il biennio 2009-2010. Il Governo e la maggioranza sanno perfettamente di sostenere una tesi che contrasta con i dati contabili e statistici rilevati dall'ISTAT, il quale ha registrato un calo dell'occupazione nel secondo trimestre del 2009, pari a 378 mila posti di lavoro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno;
come ha sostenuto il Presidente della BCE, la crisi non è finita, le previsioni rimangono segnate da un'elevata incertezza e ora più che mai si richiede ai governi di prepararsi a risanare non appena la congiuntura darà segni di ripartire. La crisi finanziaria in atto è molto grave. Gli effetti sull'economia reale sono certi e nessuno può ragionevolmente ritenere che non vi saranno conseguenze negative sul prodotto, sul reddito, sull'occupazione e, in generale, sul livello di fiducia degli investitori, degli imprenditori e delle famiglie;
rilevato che:
gli obiettivi finanziari indicati nel DPEF di luglio risultano sostanzialmente confermati, così come le stime macroeconomiche, con una piccola revisione al ribasso: la variazione del PIL è stimata a -4,8 per cento per il 2009, con un modestissimo miglioramento (di 0,4 punti percentuali) rispetto al dato contenuto nel DPEF di luglio, che era del 5,2 per cento;
il deficit (ovvero l'indebitamento netto) viene riconfermato al 5,3 per cento del PIL nel 2009 e al 5 per cento nel 2010. Il dato, al netto delle correzioni per il ciclo e al netto delle misure una tantum adottate dal Governo, risulta del 3,3 per cento per il 2009 e del 2,8 per cento nel 2010;
il debito pubblico nel 2009 si attesterà al 115,1 per cento del PIL e nel 2010 salirà al 117,3 per cento. In termini strutturali, nel 2009 il saldo di bilancio peggiora di 0,2 punti percentuali rispetto al DPEF di luglio in seguito all'effetto prevalente delle maggiori spese correnti, nonostante un risparmio di 12 miliardi di euro dovuto ai minori oneri per interessi sul debito. Il percorso di risanamento dei conti pubblici riprende a partire dal 2010;
la nota di aggiornamento al DPEF 2010-2013 provvede altresì ad aggiornare il livello del saldo netto da finanziare per l'anno 2010 che viene rideterminato in 63 miliardi, rispetto ai 61,4 miliardi stimati nel DPEF di luglio;
dalla Nota di aggiornamento al DPEF 2010-2013, con specifico riferimento al conto della Pubblica Amministrazione a legislazione vigente, risulta, in particolare, l'elevato livello della pressione fiscale per il 2009, che si attesterà al 43 per cento, per calare lievissimamente al 42,5 per cento nel 2010 ed attestarsi al 42,4 per cento nel triennio 2011-2013;
l'unica vera novità della Nota di aggiornamento in esame è relativa all'individuazione dei provvedimenti da considerarsi collegati alla manovra di bilancio 2010-2012. Si tratta di una indicazione che il DPEF deve obbligatoriamente contenere in attuazione della vigente legge di contabilità, che nel mese di luglio, il Governo aveva dimenticato di segnalare, così come avevamo avuto modo di far rilevare con la risoluzione sul DPEF 2010-2013 presentata dal gruppo IdV. Adesso il Governo si ravvede e dichiara provvedimenti collegati alla finanziaria 2010:
1. dell'atto Senato 1167, cosiddetto «disegno di legge collegato lavoro» già indicato l'anno scorso come collegato alla Finanziaria 2009 e ancora non definitivamente approvato dal Parlamento;
2. disegno di legge recante disposizioni in materia di organi e funzioni degli enti locali, semplificazione e razionalizzazione dell'ordinamento delle autonomie locali e carta delle autonomie locali (approvato dal Consiglio dei ministri in data 17 settembre 2009 e non ancora trasmesso al Parlamento);
3. disegno di legge recante disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti della pubblica amministrazione con cittadini e imprese e delega al Governo per l'emanazione della carta dei doveri delle amministrazioni pubbliche (non ancora presentato in Parlamento né esaminato del Consiglio dei ministri);
considerato inoltre che:
a fronte della fase di recessione in atto, ed in generale del certo peggioramento delle condizioni economiche e sociali del Paese, non c'è e non viene prospettata alcuna seria e credibile politica economica anticiclica, limitandosi il Governo, con la Finanziaria per il 2010 appena varata, così come dichiarato dal ministro dell'economia e delle finanze, a non mettere in atto alcuna «manovra», bensì a limitarsi alla presentazione di semplici tabelle per il 2009, il 2010 e il 2011, con l'aggiunta di un anno (il 2012). Una mera fotografia dei conti pubblici, un aggiornamento dell'oramai superato piano triennale di finanza pubblica adottato con il decreto n. 112 del 2008;
la Finanziaria per il 2010 in realtà è «leggera» non perché tutto è già stato scritto un anno fa, ma perché mancano le idee contro la recessione; di fronte ai quasi 400 mila posti di lavoro persi nel secondo trimestre di quest'anno, il Governo non ha cure efficaci, limitandosi ad attendere di quantificare il gettito che lo Stato recupererà dal rientro dei capitali detenuti all'estero, grazie ad uno scudo fiscale alleggerito, con buona pace degli evasori;
siamo costretti a registrare l'inesistenza di qualsiasi seria reazione alla crisi in atto nel nostro Paese, l'inesistenza di una politica economica nazionale capace di dare risposte ai cittadini, ai lavoratori e alle famiglie e la totale mancanza di una strategia nazionale di contrasto del deterioramento dell'economia nazionale, impegna il Governo: a riformulare la Nota di aggiornamento al DPEF 2010-2013, al fine di introdurvi specifiche indicazioni circa le scelte di politica economica e di gestione della finanza pubblica funzionali - e coessenziali - al superamento della crisi in atto, al sostegno dell'economia, al rilancio dei consumi e degli investimenti necessari ai fini di una crescita reale del Paese;
a mettere in atto una seria politica di contrasto alla disoccupazione, con particolare riferimento al Mezzogiorno;
ad operare per la riduzione - e la redistribuzione tra i diversi soggetti economici e sociali - della pressione fiscale, a partire dalla restituzione del fiscal drag, attraverso un aumento della detrazione IRPEF per lavoro dipendente, una riduzione del prelievo fiscale sulla quota di salario da contrattazione di secondo livello e una detassazione delle tredicesime, nonché la riduzione o l'annullamento dell'Irap per le imprese;
ad adottare una politica di sviluppo nazionale con una visione unitaria del Paese, esigenza questa assoluta e imprescindibile per conciliare la sopravvivenza e la crescita dei sistemi produttivi più forti con la salvaguardia di un'azione costante per la riduzione del divario di sviluppo tra Nord e Sud.
(6-00032) «Donadi, Borghesi, Evangelisti, Di Pietro, Cambursano, Barbato, Cimadoro, Di Giuseppe, Di Stanislao, Favia, Aniello Formisano, Messina, Misiti, Monai, Mura, Leoluca Orlando, Paladini, Palagiano, Palomba, Piffari, Pisicchio, Porcino, Razzi, Rota, Scilipoti, Zazzera».