• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01893 FUGATTI e MONTAGNOLI. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: l'articolo sul quotidiano Libero del 24...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-01893 presentata da MAURIZIO FUGATTI
mercoledì 7 ottobre 2009, seduta n.228
FUGATTI e MONTAGNOLI. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:

l'articolo sul quotidiano Libero del 24 settembre 2009 riportava la notizia di una truffa da 173 mila euro scoperta dalla Guardia di finanza di Verona: 38 persone extracomunitarie prendevano l'assegno sociale Inps pur essendo rientrate nel proprio Paese e, addirittura, qualcuno era pure deceduto e l'assegno veniva incassato da un parente;

secondo dati Inps, ogni mese 13.800 immigrati ricevono dall'Inps un assegno sociale per una spesa di 6.190.930 euro; per il 2009 - si ricorda - l'importo mensile dell'assegno è di 409,05 euro per un totale annuo di 5.317,65 (il calcolo è per 13 mensilità);

stando all'articolo di giornale, la truffa si svolge secondo un metodo collaudato: un immigrato con permesso di soggiorno che risiede «legalmente e continuativamente» da almeno dieci anni sul territorio italiano (peraltro fino all'anno scorso, prima dell'entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge n. 112 del 2008, erano sufficienti 5 anni) si fa carico di mantenere un parente e chiede il ricongiungimento familiare; il nuovo arrivato, se ultra sessantacinquenne e privo di reddito ovvero con introiti inferiori ai limiti fissati dalla legge, ha diritto all'assegno sociale, che incasserà per un paio di volte in Italia e poi continuerà a riceverlo nel suo Paese ove è rientrato senza comunicare la partenza;

è fondamentale che l'Inps proceda ogni anno all'accertamento dell'esistenza in vita del titolare della pensione, avvalendosi a tal fine delle procedure di scambio di informazione automatizzate con i Comuni, per evitare che gli extracomunitari riscuotano le pensioni di «fantomatici» parenti;

il comma 12 dell'articolo 20 del decreto-legge n. 112 del 2008 dispone che entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge l'Inps metta a disposizione dei Comuni modalità telematiche di trasmissione per le comunicazioni relative ai decessi e alle variazioni di stato civile, da effettuarsi obbligatoriamente entro due giorni dalla data dell'evento, altrimenti il responsabile del procedimento risponde a titolo di danno erariale -:

se e quali risultati siano stati conseguiti, in termini di risparmio di spesa previdenziale, dall'applicazione del disposto citato in premessa - comma 12 dell'articolo 20 del decreto-legge n. 112 del 2008 - ad un anno dalla sua data di entrata in vigore;

se, oltre all'incrocio dei dati Inps con gli uffici anagrafe dei comuni, siano stati posti in essere o è intenzione del Governo farlo altri strumenti per monitorare i continui spostamenti degli stranieri ed impedire truffe simili a quella citata in premessa.(5-01893)