• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.3/00680 RAMPELLI e BALDELLI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che: il 17 settembre 2009, vittime di un vile attentato alla periferia...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00680 presentata da FABIO RAMPELLI
mercoledì 30 settembre 2009, seduta n.223
RAMPELLI e BALDELLI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:

il 17 settembre 2009, vittime di un vile attentato alla periferia di Kabul, sei soldati italiani sono caduti nell'adempimento del proprio dovere;

le nostre Forze armate sono presenti in territorio afghano come parte della forza di intervento internazionale denominata Isaf (International security assistance force), insediatasi a Kabul in seguito alla risoluzione n. 1386 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;

lunedì 21 settembre 2009, nella Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma, si sono tenuti i funerali militari solenni del tenente Antonio Fortunato, del primo caporal maggiore Matteo Mureddu, del primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, del sergente maggiore Roberto Valente, del primo caporal maggiore Giandomenico Pistonami, del primo caporal maggiore Massimiliano Randino;

in occasione dei funerali di Stato il Governo italiano ha proclamato una giornata di lutto nazionale, con un minuto di silenzio da tenersi nelle scuole e negli uffici pubblici;

il ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per ribadire ufficialmente quanto deciso in sede di Consiglio dei ministri, ha emesso una circolare, diramata in tutti gli istituti italiani, in cui si ricordava il lutto nazionale, l'invito ad osservare un minuto di silenzio e quello ad issare a mezz'asta le bandiere in segno di lutto;

nella stragrande maggioranza degli istituti scolastici del Paese tale circolare ha trovato puntuale applicazione, mentre in un numero limitato il minuto di silenzio non è stato osservato;

le motivazioni che hanno indotto i dirigenti scolastici degli istituti in questione a non far osservare il minuto di silenzio, quando hanno trovato eco nei media locali e nazionali, si sono incentrate sull'inopportunità di coinvolgere i bambini di materne ed elementari in tali vicende e sulla retorica che una simile celebrazione avrebbe comportato, come, ad esempio, avvenuto nella scuola «Iqbal Masih» di Roma;

appare quanto mai grave che una circolare ministeriale venga disattesa con tanta facilità e, a giudizio degli interroganti, è maggiormente retorico il non voler osservare un minuto di silenzio per dei soldati caduti per la Patria;

compito del dirigente scolastico, secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 165 del 2001 istitutivo di tale figura, è quello di organizzare «l'attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative» e appaiono decisamente in contrasto con tale statuizione il disattendere una circolare ministeriale e il mancato rispetto di un minuto di silenzio in un giorno di lutto nazionale;

ad avviso degli interroganti, appare evidente e grave la strumentalizzazione politica della vicenda ed è vergognoso il tentativo di mortificare coloro che rappresentano l'Italia nelle missioni di pace, togliendo loro la dignità di un ruolo difficile e pericoloso svolto con dedizione e amore verso la propria Patria;

l'impegno politico, che ognuno liberamente può decidere di assumere, non può travalicare i confini scolastici e rappresentare uno strumento di faziosità e al limite di «indottrinamento», in deroga alla propria missione educativa e didattica -:

se non ritenga opportuno adottare iniziative, anche di carattere disciplinare, nei confronti dei dirigenti degli istituti scolastici nei quali non è stato osservato il minuto di silenzio e quali urgenti iniziative intenda intraprendere per garantire il diritto ad un percorso educativo equilibrato e plurale per tutte le famiglie italiane.
(3-00680)