• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
S.3/00946 SBARBATI - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che: la normativa...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00946 presentata da LUCIANA SBARBATI
mercoledì 23 settembre 2009, seduta n.257

SBARBATI - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

la normativa europea impone la sostituzione delle lampadine ad incandescenza con quelle a risparmio energetico: fluorescenti o alogene, che promettono economie nei consumi fino all'80 per cento;

la corrente elettrica sollecita gli atomi di un gas di mercurio per produrre luce ultravioletta, che stimola sali di fosforo che emettono luce visibile;

tali lampadine vanno maneggiate con cura e in caso di rottura è bene raccogliere i frantumi con uno straccio umido;

le lampadine a risparmio energetico non sono altro che una versione compatta dei tubi fluorescenti al neon, e come questi necessitano di un reattore, responsabile dell'emissione di forti campi elettrici alternati. La frequenza emessa (a seconda del modello di considerato) va dai 27 ai 52 Kilohertz, proprio come i telefoni cordless. Ogni a basso consumo accesa è un piccolo trasmettitore radio ad onde lunghe;

se si possiede un monitor a bassa emissione elettromagnetica e si decide di illuminare la scrivania con una a risparmio energetico si annullano tutti gli sforzi fatti per garantirsi un luogo di lavoro poco inquinato. I campi elettrici ad alta frequenza emessi da tale tipo di lampade superano di molto il valore di 1 volt al metro (V/m) fissato quale limite dalle norme della certificazione TCO - da 10 a 40 volte, a seconda del modello di considerato;

le misurazioni effettuate in Svizzera da tecnici professionisti hanno evidenziato come tutte le lampade a risparmio energetico analizzate nel test superassero in modo massiccio i limiti di emissione di 1 V/m fissati dalle norme TCO per il campo elettrico nella frequenza 2-400 Kilohertz. Tutte le misurazioni sono state effettuate impiegando le sonde prescritte dalle stesse norme TCO. Le normali lampadine a incandescenza, invece, non emettono alcuna radiazione di alta frequenza;

le persone elettrosensibili sanno di non poter sopportare lampadine a basso consumo nella propria abitazione, l'organismo di una persona sana non percepisce queste radiazioni, pur subendo un rilevante stress elettrico;

la somma delle diverse fonti di radiazioni artificiali elettriche e magnetiche, nel medio-lungo periodo, potrebbero compromettere la salute di ampie fasce della popolazione;

ne è sconsigliato l'uso in situazioni che prevedono un'illuminazione nelle vicinanze della testa, vale a dire nelle lampade da scrivania, da lavoro, a sospensione, piantane e in quelle da comodino. Si consiglia una distanza di sicurezza dal corpo illuminante di almeno un metro e mezzo. In presenza di più lampadine il disturbo radioelettrico aumenta di molto, pertanto non è auspicabile l'illuminazione a soffitto ottenuta con l'impiego di numerose lampadine a risparmio energetico;

la loro durata, se sottoposte a frequenti accensioni e spegnimenti, è pari se non minore alle lampadine tradizionali e se non si tengono accese per molte ore di seguito, non producono alcuna forma di risparmio;

le lampadine a basso consumo vanno smaltite come rifiuti speciali,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di studi che - fugando ogni dubbio - assicurino ai consumatori un utilizzo sicuro delle lampadine a risparmio energetico;

se non ritengano di dover provvedere ad una doverosa informazione dei consumatori poiché queste lampadine, che sembrano di maggiore durata e minori consumi, se utilizzate in modo improprio, hanno una vita molto breve e non consentono alcun risparmio;

se il diritto alla salute dei consumatori, ove questo pericolo non fosse escluso, sia subordinato al necessario abbattimento dei consumi energetici.

(3-00946)