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Atto a cui si riferisce:
C.1326 Misure per garantire la razionalizzazione di strutture tecniche del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare



XVI LEGISLATURA
CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 1326


 

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PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
ALESSANDRI, GHIGLIA, GUIDO DUSSIN, NUCARA
Misure per garantire la razionalizzazione di strutture tecniche del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
Presentata il 18 giugno 2008


      

Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge ripropone il testo di un emendamento del Governo approvato dalla Commissione Ambiente della Camera nel corso dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile. Le norme proposte, già introdotte nel decreto-legge, ne sono state espunte a seguito del rinvio del testo alla Commissione da parte dell'Assemblea della Camera, per l'esame degli emendamenti del Governo riproducenti le disposizioni del decreto-legge 17 giugno 2008, n. 107.
      Lo scopo della proposta è quello di promuovere la riorganizzazione di una serie di strutture e organismi tecnici del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che consenta di razionalizzare le risorse umane e finanziarie attualmente destinate a tali organismi, anche allo scopo di assicurare un percorso rapido ed efficace alle attività di controllo e monitoraggio effettuate da tali organismi in materia ambientale.
      S'intende con ciò anche eliminare l'accavallamento di competenze che spesso si verifica, in particolare tra l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT) e l'Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (ICRAM), nelle attività di monitoraggio delle componenti ambientali e, contestualmente, favorire la prevenzione dell'inquinamento, anche con riferimento all'attuazione delle prescrizioni in
 

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materia di autorizzazione ambientale integrata (IPPC) e di valutazione d'impatto ambientale (VIA).
      Si ritiene che attraverso tale riordino si possa contribuire a migliorare la qualità e la sicurezza dell'ambiente, assicurando nel contempo un'effettiva terzietà del sistema dei controlli.
      In particolare, all'articolo 1, mediante l'accorpamento dell'APAT, dell'ICRAM e dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS), viene creato l'Istituto di ricerca per la protezione ambientale (IRPA), i cui organi, modalità di funzionamento e procedure sono definiti dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
      L'articolo 2 provvede invece al riordino della Commissione istruttoria per l'autorizzazione ambientale integrata - IPPC.
      Infine, l'articolo 3 reca la clausola di invarianza finanziaria, mentre l'articolo 4 dispone in merito all'entrata in vigore delle nuove norme.
      Auspichiamo l'immediata iscrizione dell'iniziativa nel calendario dei lavori della Camera e un suo rapido iter parlamentare affinché, quanto prima, si dia corso al recupero di efficienza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare delineato dalla presente proposta.
 

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PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
(Istituto di ricerca per la protezione ambientale).

      1. È istituito, sotto la vigilanza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, l'Istituto di ricerca per la protezione ambientale (IRPA). Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, all'IRPA sono trasferite, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, le funzioni dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici, di cui all'articolo 38 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica, di cui all'articolo 7 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive modificazioni, e dell'Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare, di cui all'articolo 1-bis, comma 6, del decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61, i quali, a decorrere dalla data del trasferimento, sono soppressi.
      2. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, da adottare di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le Commissioni parlamentari competenti in materia di ambiente, che si esprimono entro venti giorni dalla data di assegnazione, sono determinati, in coerenza con obiettivi di funzionalità, efficienza ed economicità, gli organi di amministrazione e di controllo, la sede, le modalità di costituzione e di funzionamento e le procedure per la definizione e l'attuazione dei programmi per l'assunzione e l'utilizzo del personale, nel rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto degli enti di ricerca e della normativa vigente, nonché per l'erogazione delle risorse dell'IRPA.

 

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      3. Per garantire l'ordinaria amministrazione e lo svolgimento delle attività istituzionali fino all'avvio dell'IRPA, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con proprio decreto, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nomina un commissario.
      4. La denominazione «Istituto di ricerca per la protezione ambientale (IRPA)» sostituisce, ad ogni effetto e ovunque presenti, le denominazioni «Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT)», «Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS)» e «Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (ICRAM)».
Art. 2.
(Commissione istruttoria per l'autorizzazione ambientale integrata - IPPC).

      1. La Commissione istruttoria per l'autorizzazione ambientale integrata - IPPC, di cui all'articolo 10 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 90, è composta da venticinque esperti, provenienti dal settore pubblico e privato, con elevata qualificazione giuridico-amministrativa, di cui almeno tre scelti fra magistrati ordinari, amministrativi e contabili, oppure tecnico-scientifica.
      2. Il presidente della Commissione di cui al comma 1 è scelto nell'ambito degli esperti con elevata qualificazione tecnico-scientifica.
      3. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare procede, con proprio decreto, alla nomina dei venticinque esperti di cui al comma 1, in modo da adeguare la composizione dell'organo alle prescrizioni del presente articolo.
      4. Sino all'adozione del decreto di cui al comma 3, lo svolgimento delle attività istituzionali è garantito dagli esperti in carica alla data di entrata in vigore della presente legge.

 

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Art. 3.
(Disposizioni finanziarie).

      1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 4.
(Entrata in vigore).

      1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.