• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00482 [Patto di stabilità interno]



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00482 presentata da PAOLO FONTANELLI
mercoledì 23 settembre 2009, seduta n.219
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere - premesso che:

il comparto dei comuni dall'anno 2004 all'anno 2008, secondo dati ISTAT, ha migliorato il saldo di 2 miliardi e 500 milioni di euro;

il saldo di comparto dei comuni per l'anno 2008 è positivo e ammonta a circa 1 miliardo di euro;

lo stock di debito della pubblica amministrazione è pari, a luglio 2009, a 1.753 miliardi di euro mentre quello dei comuni e pari a 48 miliardi di euro, cioè il 2,7 per cento del totale;

il 60 per cento della spesa per investimenti del Paese è sostenuta dai comuni, che all'interno della pubblica amministrazione sono l'unico comparto che presenta un avanzo;

il comparto dei comuni partecipa, nel 2009, al risanamento dei conti pubblici per un importo pari ad 1 miliardo e 340 milioni di euro. Per gli anni successivi il contributo dei Comuni è, addirittura, molto più pesante: 2 miliardi e 370 milioni di euro per il 2010 e 4 miliardi e 145 milioni per il 2011; complessivamente quindi ai comuni nel triennio 2009-2011 è richiesto, in termine di miglioramento dei saldi, un contributo pari a 4 miliardi e 145 milioni di euro;

per rispettare i vincoli imposti dal patto di stabilità i comuni potrebbero essere costretti nel triennio 2009-2011 a ridurre la spesa per investimenti di almeno il 30 per cento;

i comuni potrebbero dare un forte impulso al rilancio dell'economia liberando risorse immediatamente spendibili;

l'articolo 9-bis del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, prevede che i Comuni in regola con il patto di stabilità 2008 possano escludere per il solo 2009 dal saldo utile ai fini del patto il 4 per cento dei residui passivi in conto capitale risultanti dal conto consuntivo 2007, che ammontano a circa 1,7 miliardi su un totale di 44 miliardi di euro;

la percentuale dei residui passivi sbloccata è esigua e assolutamente insufficiente a far fronte agli impegni;

l'articolo 9, comma 1, lettera a), numero 2, del citato decreto-legge n. 78, inoltre, obbliga il responsabile finanziario ad accertare preventivamente che il programma dei pagamenti sia compatibile con i relativi stanziamenti di bilancio e con le regole di finanza pubblica e che la violazione di tale obbligo comporta responsabilità disciplinare ed amministrativa del suddetto funzionario, con la conseguenza di «frenare» l'avvio di procedure che comportino spese di investimento;

i comuni si trovano, pertanto, di fronte ad una alternativa: bloccare i pagamenti alle imprese, così rispettando le regole imposte dal patto di stabilità, ovvero ottemperare agli obblighi contrattuali precedentemente assunti, anche in deroga alle disposizioni previste dalla normativa vigente, accelerando i pagamenti per la spesa in conto capitale e così facendo fronte al generale ristagno dell'economia e alle ricadute occupazionali;

molti sindaci, prevalentemente nei territori del centro-nord, si sono già espressi in tal senso, dichiarando l'intenzione di non rispettare le regole previste dal patto di stabilità interno al fine di sostenere l'economia dei propri territori e, quindi, di procedere comunque al pagamento di tutte le spese previste, sia in conto competenza che in conto residui, senza tener conto dei limiti di cui al patto di stabilità 2009;

il consiglio nazionale dell'ANCI ha approvato il 10 luglio 2009 a Cernobbio un documento in cui ribadisce la propria volontà di sostenere l'azione dei comuni che intendano adottare misure a sostegno delle imprese qualora queste misure causassero lo sforamento delle regole del patto di stabilità e, pertanto, chiedendo al Governo il superamento delle sanzioni previste e la revisione del sistema di regole finanziarie nel senso di consentire agli enti virtuosi l'utilizzo delle risorse per le spese in conto capitale per un limitato periodo di tempo;

peraltro, tale circostanza rischia di determinare una situazione di difficile gestione da parte dello stesso Governo: infatti, laddove molti comuni, come annunciato, dovessero dar seguito all'intenzione di non rispettare le regole del patto di stabilità 2009, una rigida applicazione delle sanzioni previste non sembra realistica; al contrario, la mancata attuazione delle sanzioni determinerebbe una ingiusta sperequazione tra amministrazioni locali -:

come valuti la situazione che si è venuta a determinare e, soprattutto, se non ritenga di assumere le opportune iniziative normative urgenti per disporre una sospensione di tutte le sanzioni per il mancato rispetto del patto di stabilità interno, al contempo eliminando la responsabilità disciplinare ed amministrativa del responsabile finanziario di cui all'articolo 9, comma 1, lettera a) punto 2 del decreto-legge n. 78 del 2009.

(2-00482)
«Fontanelli, Tempestini, Vannucci, Miglioli, Agostini, Sani, Bressa, Pierdomenico Martino, Verini, Losacco, Genovese, Baretta, Calvisi, Fadda, Ferrari, Piccolo, Causi, Ceccuzzi, Fogliardi, Fiorio, Cuperlo, Beltrandi, Tocci, D'Incecco, Sbrollini, Fassino, Rugghia, Zaccaria, Dal Moro, Brandolini, Vaccaro, Lucà, Cardinale, Lovelli, Nicolais, Bonavitacola, Sereni, Boffa, Duilio, Zucchi, Misiani, Lolli, Cesario, Marco Carra, Barbi, Narducci, Ginoble, Mattesini, Cuomo, D'Antoni».