• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/01944 STIFFONI, ADERENTI, CAGNIN, FRANCO Paolo, MARAVENTANO, MURA, VACCARI, VALLARDI - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che: in data 1° settembre 2009 il...
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Testo della risposta scritta



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-01944 presentata da PIERGIORGIO STIFFONI
mercoledì 16 settembre 2009, seduta n.253

STIFFONI, ADERENTI, CAGNIN, FRANCO Paolo, MARAVENTANO, MURA, VACCARI, VALLARDI - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

in data 1° settembre 2009 il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza Verona ha smascherato una maxi-truffa di 173.000 euro gestita da immigrati che, senza averne alcun diritto, ricevevano l'assegno sociale per i propri parenti. Le indagini hanno riguardato 38 soggetti che risultavano residenti nella provincia di Verona e che percepivano il suddetto assegno, di cui 17 avevano fatto rientro da tempo al proprio Paese di origine. L'operazione ha portato i finanzieri a denunciare alla Procura della Repubblica di Verona i soggetti scoperti, incriminati per i reati di indebita percezione di erogazioni e truffa aggravata ai danni dello Stato;

un gruppo di extracomunitari, tutti legalmente residenti in Italia, si erano organizzati ottenendo per i propri parenti dapprima il ricongiungimento familiare ed in seguito la residenza. Una volta ottenuta la residenza gli stessi parenti, dopo una permanenza minima in Italia, presentavano domanda per ricevere l'assegno sociale. Dopo la prima riscossione del sussidio i parenti beneficiari, senza darne comunicazione all'INPS, se ne tornavano nel loro Paese pur continuando ad incassare l'assegno sociale che veniva automaticamente versato sul loro conto corrente;

l'assegno sociale è un sussidio erogato dall'INPS (395 euro al mese da 65 a 69 anni e 595 euro al mese da 70 anni in su) a cittadini con particolari difficoltà economiche. Non servono contributi versati, basta aver compiuto 65 anni, essere residente in Italia e non avere altri redditi. Secondo la legge però, qualora la residenza «effettiva» o la dimora «abituale» in Italia vengono meno, l'erogazione del sussidio sociale deve cessare immediatamente;

tra le altre anomalie registrate all'INPS di Verona, particolarmente rilevante risulta il caso di un soggetto che, al fine di ottenere indebitamente l'assegno sociale, ha falsamente autocertificato la propria residenza in Italia, percependo un totale di 38.700 euro ed un altro caso, relativo ad un soggetto deceduto nel proprio Paese d'origine da diversi anni, il cui assegno sociale di 595 euro al mese era percepito da un congiunto residente in Verona,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto in premessa ed in tal caso quali provvedimenti e quali iniziative intenda assumere al fine di porre in essere ogni atto di sua competenza finalizzato a garantire l'osservanza delle previsioni normative vigenti;

se non ritenga opportuno attivarsi in modo sollecito affinché venga assicurata l'esatta osservanza di quanto previsto dalla legge attraverso un sistema di monitoraggio e di controlli periodici, che sia efficace, da un lato, a smascherare truffe economicamente gravose per le casse dello Stato e, dall'altro, ad assicurare l'esercizio di un diritto a coloro che ne hanno i requisiti di legittimità;

se non ritenga necessario procedere ad un'indagine più estesa che prenda in esame quali siano effettivamente gli aventi diritto extracomunitari le cui richieste siano state già verificate dall'INPS, a quanti sia stata concessa l'erogazione del sussidio, quante le richieste respinte per mancanza dei requisiti e quante quelle in attesa di risposta. Il dato complessivo a livello nazionale e ripartito per regioni, sarà utile ad analizzare e quantificare il fenomeno in termini di spesa complessiva, verificando anche l'incidenza in termini di diffusione e localizzazione territoriale;

se non ritenga opportuno sollecitare anche un intervento da parte dell'INPS al fine di promuovere tutte le possibili iniziative tese a verificare e regolarizzare ogni singola posizione e individuare in tempo reale eventuali alterazioni dello stato di residenza dei beneficiari;

se sia nelle intenzioni del Ministro adottare opportune iniziative volte al recupero delle somme che risultano indebitamente percepite a causa del venir meno del requisito della residenza dei soggetti interessati.

(4-01944)