• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/01937 PERDUCA, PORETTI - Al Ministro della giustizia - Considerato che la Casa circondariale "Santa Maria Maggiore" a Venezia vive attualmente in una situazione di grande sofferenza a causa del...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-01937 presentata da MARCO PERDUCA
mercoledì 16 settembre 2009, seduta n.253

PERDUCA, PORETTI - Al Ministro della giustizia - Considerato che la Casa circondariale "Santa Maria Maggiore" a Venezia vive attualmente in una situazione di grande sofferenza a causa del sovrannumero di detenuti, 328 reclusi a fronte di una capienza regolamentare di 152 e "tollerata" di 225, oltre che della carenza di agenti di custodia, previsti da pianta organica 167, assegnati 163, effettivi 112 (dati forniti dalla direzione dell'istituto durante la visita ispettiva del 14 agosto 2009), e, a causa di tali numeri, gli operatori sono costretti a lavorare costantemente in situazione di emergenza limitando significativamente la possibilità di garantire le condizioni necessarie per avviare progetti di recupero dei condannati, come prescrive la Costituzione;

constatato che:

all'inizio del 2008 è stato chiuso a Venezia l'istituto a custodia attenuata (SAT) presso l'isola della Giudecca. Istituto nato nel 1992 con una cinquantina di posti che prevedeva al suo interno un percorso di recupero individualizzato per detenuti semiliberi e soggetti con consumo problematico di alcol e narcotici, finalizzato alla costruzione di un progetto di reinclusione sociale dei soggetti;

la chiusura di tale istituto era stata motivata con la mancanza di risorse finanziarie per eseguire i lavori di rimessa a norma delle cucine, dichiarate non idonee dal Magistrato delle acque nel luglio 2007;

a quanto riportano notizie apparse sui giornali, tali risorse si aggirano su cifre intorno ai 150-200.000 euro;

in merito a tale chiusura l'allora direttrice, dottoressa Gabriella Straffi, dichiarava alla stampa: "Si tratta di una chiusura temporanea, certo non definitiva e noi siamo stati costretti a questa decisione dopo la comunicazione del Magistrato alle acque. Eravamo lontani dal voler chiudere l'istituto, tanto che avevamo già indetto la gara per l'acquisto dei nuovi macchinari per le cucine";

con la chiusura dell'istituto a custodia attenuata viene a mancare a Venezia la sezione semiliberi e a ridursi la possibilità di ricorrere a pene alternative, e questo in un contesto come quello veneziano dove esiste una rete di cooperative sociali in grado di mettere in opera attività lavorative, anche all'interno dell'istituto - dove a detta di alcuni rappresentanti di tali cooperative incontrati in occasione dell'ispezione - esistono spazi idonei, di sicuro valore, al pari di quanto avviene con successo nel carcere femminile situato anch'esso sull'isola della Giudecca;

constatato altresì che presso l'istituto di Santa Maria Maggiore non sono ancora terminati i lavori di ristrutturazione relativi ad un'ala del terzo piano con la conseguente indisponibilità di 50 posti,

si chiede di sapere:

se, e in che tempi, il Ministro in indirizzo intenda attivarsi per lo stanziamento dei fondi che occorrono sia per l'assegnazione degli agenti di custodia necessari alla riapertura dell'istituto a custodia attenuata dell'isola della Giudecca, sia alla sua messa a norma;

entro quando saranno terminati i lavori di riapertura della richiamata ala del terzo piano presso l'istituto di Santa Maria Maggiore e la messa in disponibilità delle celle ristrutturate.

(4-01937)