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Atto a cui si riferisce:
C.1263 Introduzione degli articoli 603 - bis, 603-ter e 629 - bis del codice penale e altre disposizioni contro il grave sfruttamento dell'attività lavorativa, nonché interventi per contrastare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale



XVI LEGISLATURA
CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 1263

 

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PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
SAMPERI, DAMIANO, MINNITI, FERRANTI, TENAGLIA, BOCCUZZI, CAPANO, CODURELLI, CONCIA, GATTI, GNECCHI, MIGLIOLI, ROSSOMANDO, SCHIRRU
Introduzione degli articoli 603-bis, 603-ter e 629-bis del codice penale e altre disposizioni contro il grave sfruttamento dell'attività lavorativa, nonché interventi per contrastare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale
Presentata il 6 giugno 2008


      

Onorevoli Colleghi! - Nella scorsa legislatura il Governo aveva presentato un disegno di legge, atto Senato n. 1201, recante interventi per contrastare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale, che è stato approvato dal Senato in prima lettura con il nuovo titolo «Disposizioni penali contro il grave sfruttamento dell'attività lavorativa e interventi per contrastare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale». Il testo è stato, successivamente, rielaborato dalla Commissione Giustizia della Camera, dopo un'ampia discussione, che ha permesso l'approvazione di un testo unificato, che ripresentiamo con la presente proposta di legge. Il provvedimento si propone di sostenere l'azione di contrasto del lavoro nero e di prevedere rimedi allo sfruttamento di manodopera, con particolare attenzione a quella extracomunitaria clandestina, nella consapevolezza della vasta diffusione del fenomeno, aggravata dalla ripresa del caporalato nel campo dell'agricoltura e dell'edilizia.
      Ci troviamo di fronte ad una vera e propria economia sommersa che genera enormi profitti, distorce la concorrenza e alimenta una malavita particolarmente violenta che controlla oltre 300.000 persone. Quando si parla di sicurezza, dunque, non si può non pensare al giro di affari criminale e alle illusioni di lavoro che vengono ingenerate negli abitanti dei Paesi più poveri, che vengono attirati nel
 

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nostro Paese da una prospettiva di benessere legata al lavoro e che vanno invece incontro ad un destino fatto di clandestinità, sfruttamento, miseria e marginalità. Appare dunque, a nostro avviso, urgente mettere in campo una nuova disciplina penale e sanzionatoria al fine di intervenire con efficacia e fermezza per arginare e porre fine a questo dilagante fenomeno.
      L'articolo 1 modifica il codice penale, introducendo, dopo l'articolo 603, l'articolo 603-bis, che prevede una nuova fattispecie di reato, quella del grave sfruttamento del lavoro, che viene punita con la reclusione da uno a quattro anni e con una multa che va da 1.000 a 2.000 euro per ogni lavoratore. Costituisce un'aggravante che fa aumentare la pena da un minimo di due fino ad un massimo di sei anni e la multa da 1.500 a 3.000 euro l'avere sfruttato minorenni (e la previsione, in questo caso, riguarda anche i minorenni regolarmente soggiornanti).
      Si considera indice di grave sfruttamento la sistematica sproporzione della retribuzione rispetto al lavoro prestato, così come gli abusi in materia di orari di lavoro o di ferie, il mancato rispetto degli standard di sicurezza ed igiene, il sottoporre il lavoratore a condizioni, sia di lavoro sia relative alla sorveglianza, o a situazioni alloggiative particolarmente degradanti. Quanto alle pene accessorie, si prevede che la condanna per il delitto de quo comporti l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche o delle imprese e il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione.
      La nuova figura non presenta problemi di duplicazioni con la disciplina amministrativa, in considerazione dei differenti profili di offensività rilevabili.
      Si è ritenuto inoltre che la sanzione accessoria dell'esclusione per cinque anni da agevolazioni e contributi in ragione della sua estrema afflittività, debba essere limitata all'ipotesi di recidiva.
      Gli articoli 3 e 4 estendono le previsioni rispettivamente dell'articolo 25-septies (omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro) del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e dell'articolo 18, comma 1 (soggiorno per motivi di protezione sociale) del testo unico sull'immigrazione, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, anche alla nuova fattispecie di reato prevista dal nuovo articolo 603-bis del codice penale.
 

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PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
(Modifiche al codice penale).

      1. Dopo l'articolo 603 del codice penale sono inseriti i seguenti:

      «Art. 603-bis. - (Grave sfruttamento del lavoro). - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque induce taluno, mediante approfittamento di una situazione di inferiorità o di necessità, a prestare attività lavorativa caratterizzata da grave sfruttamento è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da 1.000 a 2.000 euro per ogni lavoratore.
      Ai fini del primo comma, costituiscono indici di grave sfruttamento:

          a) la sistematica retribuzione dei lavoratori in modo palesamente sproporzionato rispetto alla quantità e alla qualità del lavoro prestato, la grave e sistematica violazione della normativa relativa all'orario di lavoro, al riposo settimanale, all'aspettativa obbligatoria, alle ferie;

          b) la sussistenza di gravi o reiterate violazioni della normativa in materia di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, tale da esporre il lavoratore a pericolo per la salute, la sicurezza o l'incolumità personale;

          c) la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, a metodi di sorveglianza o a situazioni alloggiative particolarmente degradanti.

      La pena per il fatto di cui al primo comma è della reclusione da due a sei anni e della multa da 1.500 a 3.000 euro per ogni lavoratore se tra le persone soggette a grave sfruttamento vi sono minori degli anni diciotto o cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea o apolidi irregolarmente soggiornanti nel

 

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territorio dello Stato, in numero superiore a quattro.

      Art. 603-ter. - (Pene accessorie). - La condanna per i delitti di cui agli articoli 600, limitatamente ai casi in cui lo sfruttamento ha ad oggetto prestazioni lavorative, e 603-bis comporta l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e il divieto di concludere contratti di appalto, di cottimo fiduciario o di fornitura di opere, beni o servizi riguardanti la pubblica amministrazione, nonché i relativi subcontratti.
      La condanna per i delitti di cui al primo comma comporta altresì, quando il fatto è commesso da soggetto recidivo ai sensi dell'articolo 99, secondo comma, numeri 1) e 3), l'esclusione per un periodo di cinque anni da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi da parte dello Stato o di altri enti pubblici, anche dell'Unione europea, relativi al settore di attività in cui ha avuto luogo lo sfruttamento».

      2. Dopo l'articolo 629 del codice penale è inserito il seguente:

      «Art. 629-bis. - (Pene accessorie). - La condanna per il delitto di cui all'articolo 629, quando il fatto è commesso nell'ambito di un rapporto di lavoro, comporta le pene accessorie previste all'articolo 603-ter».

Art. 2.
(Disciplina sanzionatoria).

      1. All'articolo 22 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

          a) il comma 12 è sostituito dal seguente:

      «12. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri

 

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irregolarmente soggiornanti è punito con l'arresto da tre mesi a un anno nonché con l'ammenda di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato. Al datore di lavoro domestico non organizzato in forma di impresa, nei casi di cui al primo periodo, si applica la sola ammenda da 3.000 a 5.000 euro, qualora siano impiegati contestualmente non più di due lavoratori»;

          b) dopo il comma 12 è inserito il seguente:

      «12-bis. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri irregolarmente soggiornanti, usufruendo dell'intermediazione non autorizzata di cui agli articoli 4, comma 1, lettera c), e 18, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa di 7.000 euro per ogni lavoratore impiegato».

      2. La condanna per il delitto di cui all'articolo 22, comma 12-bis, del citato testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, introdotto dal comma 1 del presente articolo, comporta le pene accessorie di cui all'articolo 603-ter del codice penale, introdotto dall'articolo 1 della presente legge.
      3. All'articolo 25-quinquies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

          a) al comma 1, lettera b), le parole: «e 600-quinquies» sono sostituite dalle seguenti: «600-quinquies e 603-bis»;

          b) dopo il comma 1 è inserito il seguente:

      «1-bis. La sanzione pecuniaria di cui alla lettera c) del comma 1 si applica all'ente anche in relazione al delitto di cui all'articolo 22, comma 12-bis, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla

 

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condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286»;

          c) al comma 2, dopo le parole: «lettere a) e b),» sono inserite le seguenti: «e nel comma 1-bis,»;

          d) dopo il comma 2 è inserito il seguente:

      «2-bis. Per i delitti di cui all'articolo 603-bis del codice penale e di cui all'articolo 22, comma 12-bis, del citato testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, è esclusa in ogni caso dall'ambito delle sanzioni interdittive di cui all'articolo 9, comma 2, del presente decreto la sospensione delle attività concernenti cicli biologici agricoli o di allevamento del bestiame».

      4. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste per le infrazioni concernenti un rapporto di lavoro che riguardi un lavoratore straniero irregolarmente soggiornante sono raddoppiate.

Art. 3.
(Modifica all'articolo 25-septies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231).

      1. All'articolo 25-septies, comma 3, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e successive modificazioni, le parole: «al delitto di cui all'articolo 590, terzo comma, del codice penale, commesso» sono sostituite dalle seguenti: «ai delitti di cui agli articoli 590, terzo comma, e 603-bis del codice penale, commessi».

Art. 4.
(Modifica all'articolo 18 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286).

      1. All'articolo 18, comma 1, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, dopo le parole: «legge 20 febbraio 1958,

 

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n. 75,» sono inserite le seguenti: «o di cui all'articolo 603-bis, terzo comma, del codice penale,».
Art. 5.
(Entrata in vigore).

      1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.