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Atto a cui si riferisce:
C.2520 Disposizioni concernenti il termine di preavviso per la sospensione e l'esercizio del diritto di recesso da parte delle banche nei contratti di concessione di linee di credito in favore di imprese e persone fisiche che operano per scopi inerenti all'attività imprenditoriale o professionale



XVI LEGISLATURA
CAMERA DEI DEPUTATI

   N. 2520


 

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PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
ARACRI, MOFFA, CATONE, GIULIO MARINI, ANTONINO FOTI
Disposizioni concernenti il termine di preavviso per la sospensione e l'esercizio del diritto di recesso da parte delle banche nei contratti di concessione di linee di credito in favore di imprese e persone fisiche che operano per scopi inerenti all'attività imprenditoriale o professionale
Presentata il 18 giugno 2009


      

Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge intende introdurre alcuni correttivi alla normativa relativa ai contratti bancari stipulati dai piccoli e medi imprenditori e artigiani per fronteggiare gli incostanti flussi di cassa e per reperire le risorse indispensabili per far fronte alle spese necessarie, in particolare nei casi in cui le entrate di denaro, pur previste, sono però dilazionate nel tempo.
      Questa pratica di finanziamento è senz'altro la forma più classica e più comunemente utilizzata dalle piccole e medie imprese, le quali, da sempre, contano proprio sulla liquidità messa a disposizione dalle banche per sopperire alle esigenze immediate di cassa e per sostenere la propria iniziativa economica nel breve periodo.
      La crisi economica e finanziaria che sta investendo i mercati internazionali e che ha colpito anche l'Europa e il nostro Paese ha comportato una maggiore rigidità del sistema bancario, con la conseguenza che risulta essere sempre più difficoltoso, soprattutto per un piccolo imprenditore, rispondere ai fabbisogni immediati dell'azienda e reperire nel breve periodo risorse di cassa, senza compromettere irrimediabilmente l'equilibrio economico-finanziario aziendale.
 

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      In un simile contesto è sempre più crescente il rischio che la richiesta di una banca di sospendere o di revocare, senza un congruo preavviso, il credito concesso a tempo indeterminato in favore di una piccola o media impresa pregiudichi il futuro dell'azienda, la quale si troverà in pochi giorni a dover restituire le somme utilizzate o il credito concessole e a continuare a far fronte alle esigenze aziendali immediate senza però trovare sul mercato del credito - sempre meno flessibile - interlocutori in grado di dotarla tempestivamente delle risorse di cassa necessarie a sopperire ai bisogni essenziali inerenti l'esercizio dell'attività e alla richiesta inaspettata della banca di rientro delle somme utilizzate e degli anticipi accordati.
      Tuttavia, proprio la crisi finanziaria ed economica che stiamo vivendo ha posto l'accento sulla necessità di tutelare le piccole e medie imprese, in quanto esse rappresentano il cuore pulsante dell'economia reale del Paese e hanno un ruolo sociale riconosciuto anche dal Costituente.
      Difendere la piccola e media impresa e le realtà artigianali diffuse sull'intero territorio nazionale significa garantire le future prospettive di crescita economica del Paese, l'impiego di giovani risorse umane, il sostegno alla ricerca tecnologica e all'innovazione, nonché lo sviluppo del mercato «made in Italy», che rappresenta un fiore all'occhiello del nostro Paese nel panorama internazionale.
      Pertanto con la presente proposta di legge ci si prefigge lo scopo di permettere al piccolo e medio imprenditore e artigiano, qualora il credito concessogli a tempo indeterminato venga revocato dalla banca, di essere messo nelle condizioni di reperire nel breve periodo strumenti finanziari alternativi, in modo da evitare danni irreparabili all'equilibrio finanziario-economico della propria azienda.
 

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PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.

      1. Senza possibilità di patto contrario, nei contratti, comunque denominati, in forza dei quali una banca accorda a tempo indeterminato a una persona giuridica ovvero a una persona fisica, che agisce per scopi inerenti all'attività imprenditoriale o professionale da essa svolta, un credito tramite conto corrente individuato nel suo limite massimo, che può essere utilizzato dal cliente ogni qualvolta ne abbia bisogno e per l'anticipazione di crediti verso terzi derivanti da contratto o rappresentati da fatture, il diritto della banca di chiedere, in qualsiasi momento, la sospensione o l'estinzione dell'utilizzazione del credito concesso ovvero dell'anticipo accordato sui crediti verso terzi derivanti da contratto o da fatture può essere esercitato, in deroga all'articolo 1845 del codice civile, solo previo preavviso scritto di sei mesi.

Art. 2.

      1. I contratti aventi ad oggetto la concessione di crediti di cui all'articolo 1 già stipulati alla data di entrata in vigore della presente legge devono essere adeguati alle disposizioni del medesimo articolo entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della stessa legge. Decorso tale termine le disposizioni dei contratti contrarie o non adeguate sono sostituite di diritto.

Art. 3.

      1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.