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Atto a cui si riferisce:
C.4/01137 BIANCOFIORE. - Al Ministro dell'interno, al Ministro degli affari esteri, al Ministro per i rapporti con le regioni. - Per sapere - premesso che: la cronaca nella provincia di...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata giovedì 30 luglio 2009
nell'allegato B della seduta n. 212
All'Interrogazione 4-01137 presentata da
MICHAELA BIANCOFIORE
Risposta. - Il fenomeno segnalato dall'interrogante è seguito con particolare attenzione da questa Amministrazione che, nell'ambito delle proprie attribuzioni, e nei limiti consentiti dal quadro normativo vigente, interviene per richiamare al rispetto e alla corretta applicazione delle disposizioni a presidio del valore e dell'importanza dei segni distintivi dell'unità nazionale.
È opportuno precisare che solo alcuni comuni della provincia di Bolzano (Cortaccia, Montagna, Termeno, Campo Tures, Valle Aurina, Naz Sciaves, Lasa e Parcines) hanno approvato, in seno ai loro consigli, mozioni a sostegno dell'inno ad Andreas Hofer, Zu Mantua in Banden, quale inno ufficiale in sostituzione di quello di Mameli, mentre analoga mozione è stata respinta dal consiglio comunale di Appiano.
L'iniziativa è stata promossa dai partiti d'opposizione di lingua tedesca, laddove sono rappresentati, per sottolineare il «carattere tedesco» dell'Alto Adige e l'unità culturale e storica con il vicino Tirolo austriaco - che ha adottato l'inno di Hofer quale inno ufficiale della regione - e come reazione alla «bocciatura» in consiglio provinciale, in due occasioni, di atti di analogo contenuto.
Per, quanto riguarda l'«azione simbolica» del 21 settembre 2008, cui fa cenno l'interrogante, relativa all'inaugurazione, a Brennero, di un cippo analogo a quello che era stato posto sulla sommità dell'omonimo passo e rimosso nel 1926, il sindaco promotore dell'iniziativa ha dichiarato che il cippo vuole rappresentare, da un lato, lo spartiacque fra Tirolo e Alto Adige e, dall'altro, l'unione tra nord e sud Europa.
Desidero comunque rassicurare l'interrogante che l'esigenza di salvaguardare le tradizioni culturali italiane e di rafforzare il sentimento dell'unità nazionale sono oramai quasi unanimemente avvertite a tutti i livelli delle maggiori istituzioni del Paese.
Il Governo, in particolare, avverte tale esigenza in relazione alla piena consapevolezza dell'importanza dei segni distintivi del senso di appartenenza alla comunità nazionale, soprattutto in un'epoca, come quella attuale, fortemente caratterizzata dai fenomeni della cosiddetta «globalizzazione».
La difesa e la valorizzazione di ciò che caratterizza la nostra storia può fungere da motore propulsore per una nuova educazione alla cittadinanza attiva non solo per i cittadini italiani, ma anche per coloro che da stranieri vogliono acquisire la cittadinanza italiana.
Il senso dell'appartenenza ad uno Stato, infatti, presuppone la condivisione dei suoi valori, dei suoi simboli e della sua memoria storica.
Proprio per rafforzare il sentimento dell'unità nazionale, recentemente, è stata istituita la giornata delle Forze armate e dell'Unità nazionale, che si festeggia in tutta Italia il 4 novembre di ogni anno.
Del resto, l'importanza dei segni evocativi della propria storia è stata sentita anche da un'istituzione sovranazionale come l'Unione europea, allorquando ha ravvisato la necessità di un proprio simbolo musicale scegliendo formalmente come suo inno la musica dell'Inno alla gioia.
In proposito, è appena il caso di ricordare che l'articolo 12 della Costituzione italiana riconosce il tricolore come bandiera ufficiale della Repubblica mentre nulla dispone in ordine all'inno nazionale.
Il Canto degli italiani di Mameli, conosciuto come Fratelli d'Italia, è considerato inno nazionale italiano dal 1946, a seguito di un atto del Consiglio dei ministri che ne dettava l'adozione, sebbene provvisoria.
Attualmente, sia alla Camera che al Senato sono pendenti alcune proposte di legge di iniziativa parlamentare, volte al definitivo riconoscimento dell'inno di Mameli quale inno ufficiale della Repubblica.
I testi non sono stati ancora esaminati da parte delle rispettive Commissioni, ma il Governo assicura fin d'ora ogni suo possibile contributo affinché si possa addivenire quanto prima alla consacrazione di «Fratelli d'Italia» quale inno della nostra Repubblica.

Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Nitto Francesco Palma.