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Atto a cui si riferisce:
C.4/01208 ROSATO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: l'articolo 2 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, trasformando il concorso per la magistratura ordinaria...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata lunedì 27 aprile 2009
nell'allegato B della seduta n. 166
All'Interrogazione 4-01208 presentata da
ETTORE ROSATO
Risposta. - In risposta all'interrogazione in oggetto, si osserva quanto segue. L'articolo 2 del decreto legislativo 5 aprile 2006 n. 160, nel disciplinare i requisiti per l'ammissione al concorso per magistrato ordinario prevede, tra le varie categorie ammesse, quella degli «avvocati iscritti all'albo che non sono incorsi in sanzioni disciplinari». Il requisito dell'iscrizione, essendo espressamente previsto dalla legge, non può essere escluso in via interpretativa dalla pubblica amministrazione, neppure sulla base di paventati profili di incostituzionalità per disparità di trattamento, in relazione alla previsione dell'ammissione al concorso dei diplomati presso le scuole di specializzazione per le professioni legali.
Tale considerazione sembrerebbe escludere in radice la possibilità, evocata dagli interroganti, di modificare il bando di concorso nel senso di estendere al semplice superamento degli esami di avvocato, senza necessità di iscrizione all'albo, la qualifica di requisito sufficiente per l'ammissione all'esame.
Nel merito si osserva, peraltro, che la questione di costituzionalità, per quanto pregevole, non sembrerebbe fondata, poiché risponde ad una ragionevole scelta discrezionale del legislatore l'individuazione di requisiti atti a garantire una specifica competenza professionale e, in particolare, l'individuazione di tali requisiti nel diploma conseguito all'esito di studi teorico-pratici specificamente orientati all'accesso alle professioni legali e non nella mera abilitazione all'esercizio della professione forense, senza lo svolgimento della corrispondente attività. Le valutazioni testé enunciate in merito alla fondatezza della suddetta questione di illegittimità costituzionale, appaiono, altresì, confortate dal parere n. 272 del 2008, espresso al riguardo dall'Ufficio studi del Consiglio superiore della magistratura.
In ogni caso si segnala che, davanti al tribunale amministrativo regionale del Lazio, sono stati proposti tre distinti ricorsi volti ottenere l'annullamento del bando di concorso di cui al decreto ministeriale del 27 febbraio 2008.
In relazione ad uno di detti ricorsi (promosso da cinque dei sette candidati ricorrenti), il tribunale amministrativo regionale Lazio ha ritenuto non manifestamente infondata la questione di illegittimità costituzionale sollevata nel ricorso con riferimento alla disposizione che non consente la partecipazione al concorso degli avvocati non iscritti all'albo e, nel rimettere la decisione alla Corte costituzionale, ha accolto l'istanza di tutela cautelare avanzata dai ricorrenti, ammettendoli con riserva a partecipare al concorso.
Si fa presente, infine, che le prove scritte del predetto concorso (il cui diario di esame è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 19 settembre 2008) si sono svolte nelle giornate di 19, 20 e 21 novembre 2008, ma dei candidati ammessi a partecipare al concorso con riserva, in seguito all'accoglimento da parte del tribunale amministrativo regionale dell'istanza cautelare in tal senso proposta, uno solo ha effettivamente preso parte alle prove consegnando tutti e tre gli elaborati, mentre tutti gli altri candidati non si sono presentati.
Alla luce degli elementi acquisiti e delle considerazioni svolte, si fa presente che non si ritiene opportuno assumere iniziative nel senso richiesto dall'interrogante.

Il Ministro della giustizia: Angelino Alfano.