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Atto a cui si riferisce:
C.4/01294 MUSSOLINI. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata lunedì 27 aprile 2009
nell'allegato B della seduta n. 166
All'Interrogazione 4-01294 presentata da
ALESSANDRA MUSSOLINI
Risposta. - Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo in esame e sulla base degli elementi forniti dalla direzione generale competente e dal ministero dell'ambiente, si comunica quanto segue.
Si precisa, preliminarmente, che l'articolo 87 del decreto legislativo n. 259/2003 - recante il «codice delle comunicazioni elettroniche» - dispone che l'installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e la modifica delle caratteristiche di emissione di tali impianti e, in particolare, l'installazione di torri, tralicci, impianti rice-trasmittenti, ripetitori di servizi di comunicazione elettronica, stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche mobili GSM/UMT, viene autorizzata dagli enti locali, previo accertamento, da parte delle agenzie regionali per la protezione dell'ambiente (ARPA), di cui all'articolo 14 della legge quadro 22 febbraio 2001, n. 36, della compatibilità del progetto con i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità stabiliti uniformemente a livello nazionale dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2003.
Sono, quindi, di competenza regionale:

l'individuazione dei siti in cui collocare gli impianti di telefonia mobile;

le modalità per il rilascio delle autorizzazioni all'installazione degli impianti di telefonia mobile, tenendo conto dei campi elettromagnetici preesistenti;

l'individuazione degli strumenti e delle azioni per il raggiungimento di obiettivi di qualità quali i criteri localizzativi, gli standard urbanistici, le prescrizioni e le incentivazioni per l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili.
Per quanto riguarda il problema della pericolosità e della dannosità per la salute umana derivante dalla installazione degli impianti in parola, si segnala che la vigente e già richiamata normativa (legge n. 36 del 2001 e il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2003) prevede, come limite di esposizione della popolazione alle emissione elettromagnetiche, una soglia massima di 6 volt al metro, limite non derogabile dagli enti locali.
Ne consegue che i singoli comuni sono i titolari di ogni potere decisorio in ordine al rilascio o al diniego dell'autorizzazione alla installazione delle infrastrutture di comunicazione elettronica (articolo 87 del codice di comunicazione), nel rispetto del regime dei controlli, sia preventivi che successivi, in materia di inquinamento elettromagnetico.
Sempre ai sensi del citato articolo 87, l'istanza di autorizzazione - redatta conformemente ai modelli allegati al codice stesso e corredata dalla documentazione comprovante il rispetto dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità relativi alle emissioni elettromagnetiche - deve essere presentata all'ufficio competente del comune interessato, il quale deve provvedere a darne pubblicità, affinché tutti gli interessati, cittadini o associazioni ambientalistiche, possano esprimere il loro avviso. Tale domanda, entro venti giorni dal ricevimento, deve essere trasmessa dal comune alla competente agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ed alla locale azienda sanitaria.
Le citate agenzie regionali, da parte loro, devono monitorare continuamente tutti gli impianti, affinché, ai sensi delle normative vigenti, non vengano superati i limiti di esposizione (20 volt/metro) ed i valori di attenzione (6 volt/metro), all'interno di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere, e loro pertinenze esterne, che siano fruibili come ambienti abitativi intensamente frequentati.
Il ministero dello sviluppo economico, pur non avendo una competenza diretta su questa materia, come già sopra esposto, raccomanderà comunque agli enti locali responsabili affinché, attraverso le proprie agenzie regionali e le aziende sanitarie locali, provvedano a verificare periodicamente che i vari impianti rispettino sempre le norme vigenti.

Il Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico: Paolo Romani.