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Atto a cui si riferisce:
C.4/02236 SARUBBI, BOSSA, FRASSINETTI, MANCUSO, GIAMMANCO, MANNUCCI, BIANCOFIORE e MOSELLA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata martedì 21 luglio 2009
nell'allegato B della seduta n. 205
All'Interrogazione 4-02236 presentata da
ANDREA SARUBBI
Risposta. - Per quanto indicato nell'atto di sindacato ispettivo in esame, dove si pongono in evidenza le problematiche relative allo zoo di Napoli, si rappresenta quanto segue.
Con atto di cessione d'azienda del 19 luglio 2004, il complesso aziendale «Giardino Zoologico» di Napoli, dichiarato fallito con sentenza del Tribunale di Napoli n. 317/2003, veniva acquisito dalla O.S.A.l. s.r.l. alla quale, successivamente, è subentrata la «Parks and Leisure s.r.l.».
Questo Ministero, in data 7 dicembre 2004, su parere della commissione scientifica CITES e a seguito di sopralluogo, aveva rilasciato alla società O.S.A.I. l'idoneità, con prescrizioni, per la detenzione di animali pericolosi, ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 150 del 1992 e successive modificazioni e integrazioni; successivamente, intervenuta la nuova disciplina sui giardini zoologici dettata dal decreto legislativo n. 73 del 2005, lo zoo di Napoli il 18 novembre del 2005 presentava a questa amministrazione l'istanza per il rilascio della licenza prevista all'articolo 4 comma 1, del citato decreto legislativo 73 del 2005.
Poiché la documentazione allegata all'istanza, utile all'accertamento del possesso dei requisiti di cui all'articolo 3 del decreto legislativo n. 73 del 2005, è risultata carente, con nota del 10 agosto 2007, ne è stata richiesta integrazione sospendendo, nel contempo, i termini del procedimento amministrativo.
A tutt'oggi si è in attesa di quanto richiesto al fine di portare a termine la prima fase dell'istruttoria a cui seguirà, ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 73 del 2005, apposita ispezione in loco.
L'ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato, a seguito di quanto denunciato nell'atto di sindacato ispettivo in esame, ha richiesto al servizio CITES l'effettuazione di un sopralluogo che si è svolto, unitamente ai veterinari della Azienda sanitaria locale competente, il 27 febbraio 2009.
Tale operazione ha permesso di appurare che, dopo la cessione dello zoo alla società OSAI, non sono state apportate modifiche sostanziali alle strutture, restando inottemperate le prescrizioni dettate dal Ministero dell'ambiente, in particolare in relazione al miglioramento delle strutture che ospitano le tigri e al miglioramento e arricchimento dello spazio occupato dagli orsi, consistiti finora unicamente nel posizionamento di tronchi; va considerato che non sono emerse condizioni di maltrattamento a carico degli animali ospiti della struttura zoologica.
In merito alla consistenza degli esemplari, dai censimenti risulta che, dal momento della cessione dell'azienda, risalente al 2004, il numero degli animali è progressivamente diminuito. Risulta ridotta anche la consistenza degli esemplari di specie CITES, sia di quelli inclusi nell'allegato A al Regolamento (CE) 338/96 e successive modificazioni, con eccezione dei fenicotteri rosa per i quali vi è stato un incremento, sia degli specimen di allegato B, in conseguenza di decessi e variazione di custodia giudiziaria. Per le tigri, tutte tenute in singole gabbie, il numero degli esemplari è passato da 14 a 11.
Per quanto riguarda l'istituzione di strutture adeguate per il ricovero di animali provenienti da provvisoria chiusura di giardini zoologici dichiarati non idonei, si rammenta che il decreto legislativo n. 73 del 2005 prevede all'articolo 3, comma 2, la stipula da parte delle strutture che presentano istanza come giardino zoologico, di apposita convenzione con altre strutture adeguate a mantenere gli animali in condizioni conformi a quelle previste dal decreto, in caso di chiusura delle stesse.
Da ultimo, si fa presente che la dottoressa Svampa, indicata come consulente del nuovo zoo di Napoli, dal giugno 2006, non è più componente della commissione scientifica CITES.

Il Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare: Roberto Menia.