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Atto a cui si riferisce:
C.4/02542 REALACCI. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1o aprile 2008 dispone...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata martedì 23 giugno 2009
nell'allegato B della seduta n. 191
All'Interrogazione 4-02542 presentata da
ERMETE REALACCI
Risposta. - Si risponde all'interrogazione parlamentare in esame entro l'ambito di competenza istituzionale di questo Ministero.
Il Protocollo di accordo, di cui all'articolo 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1o aprile 2008, concernente la definizione delle forme di collaborazione relative alle funzioni di sicurezza, nonché i principi ed i criteri di collaborazione tra l'ordinamento sanitario e quello penitenziario e della giustizia minorile, è stato condiviso, in sede tecnica, dalla Conferenza unificata nella seduta del 16 settembre 2008.
Il 20 novembre 2008 la Conferenza permanente fra lo Stato, le regioni e le Province autonome ha approvato il protocollo.
Nel protocollo sono individuati gli strumenti di collaborazione interistituzionale ed il monitoraggio e la valutazione degli interventi attuativi (Osservatorio permanente sulla sanità penitenziaria con rappresentanti delle regioni, dell'amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile).
Questo Ministero ha provveduto ad indicare i nominativi dei propri referenti nell'ambito del tavolo di consultazione e del comitato paritetico, che si sono insediati in data 12 febbraio 2009.
Il primo organismo ha «l'obiettivo di garantire l'uniformità nell'intero territorio nazionale degli interventi e delle prestazioni sanitarie e trattamentali nei confronti dei detenuti, degli internati e dei minorenni sottoposti a provvedimento penale», come specificato nell'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1o aprile 2008.
Il comitato paritetico dovrà provvedere all'attuazione delle Linee guida per gli interventi negli ospedali psichiatrici giudiziari e nelle case di cura e custodia, di cui all'allegato C dello stesso decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
Il compito del Comitato è quello di predisporre gli strumenti necessari per supportare il programma di superamento graduale degli ospedali psichiatrici giudiziari e per favorire forme di collaborazione tra il Ministero della giustizia ed il servizio sanitario a livello nazionale, regionale e locale.
Secondo quanto stabilito dal citato protocollo di accordo, questo ministero parteciperà alla stesura degli accordi di programma previsti, con l'obiettivo di ottimizzare ed implementare gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione a tutela della salute dei detenuti.
Inoltre, nell'ambito del comitato di monitoraggio sull'erogazione dei livelli essenziali di assistenza, istituito presso questo Ministero, verranno condotti nel corso del 2009 specifici approfondimenti sulle modalità adottate in ogni regione per il trasferimento delle competenze in materia di assistenza sanitaria ai detenuti.
La particolare attenzione del Ministero per l'assistenza sanitaria in ambito penitenziario, sia dal punto di vista programmatico sia dal punto di vista delle risorse finanziarie dedicate, ha determinato l'inserimento di tale tematica tra gli obiettivi prioritari del piano sanitario nazionale per l'anno 2009, individuati con l'accordo approvato il 25 marzo 2009 dalla conferenza Stato-regioni.
Fatta salva l'autonomia delle regioni in merito al percorso da seguire per dare attuazione al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri già citato, il piano suggerisce in materia alcune priorità:
1) Tutela della salute delle donne detenute e della loro prole.
Il mondo femminile presente nelle carceri fa emergere aspetti di forte fragilità, soprattutto per le detenute con problemi di tossicodipendenza e per quelle affette da malattie virali e a trasmissione sessuale.
Sono necessari pertanto percorsi di tipo sanitario (controlli ginecologici e profilassi dei tumori femminili), d'informazione, di preparazione al parto, di sostegno allo sviluppo corretto del bambino, attraverso l'assistenza pediatrica e i servizi di puericultura, formulati in relazione alle specifiche caratteristiche degli Istituti penitenziari presenti sui territori regionali.
2) Salute dei minori.
La salute fisica e psichica e il reinserimento sociale dei minori sottoposti a provvedimenti penali sono obiettivi prioritari di natura etica e giuridica.
Si auspica, pertanto, che le regioni adottino dei progetti mirati alla cura e prevenzione delle infermità fisiche e psichiche dei giovani detenuti, al loro recupero da tutte le forme di dipendenza e alla presa in carico del minore da parte di strutture idonee, dal momento della sua uscita dall'Istituto fino al pieno recupero sociale.
3) Sistema informativo.
Lo strumento informatico è fondamentale per la rilevazione epidemiologica negli istituti, l'unico in grado di fornire e aggiornare i dati sulla prevalenza e incidenza degli stati patologici e sulle condizioni che ne favoriscono l'insorgenza o ne ostacolano la cura.
Appare essenziale inoltre anche per la gestione della cartella clinica, che segue il detenuto nei suoi eventuali trasferimenti fra Istituti penitenziari e che perviene da ultimo alle strutture sanitarie territoriali dopo la sua scarcerazione.
I progetti regionali dovranno garantire il colloquio fra i sistemi informatici ai diversi livelli, (aziende sanitarie locali, Regioni, Stato), in modo da costituire una rete nazionale a disposizione dei ricercatori ed operatori.
4) Salute mentale.
Le patologie mentali manifestatesi nel corso della detenzione sono una realtà diffusa che richiede misure preventive per la rimozione dei fattori oggettivi e ambientali che ne sono concausa.
È necessaria anche, alla scadenza della pena, un'azione costante di cura e riabilitazione che prosegua sul territorio a carico delle strutture dedicate fino al recupero sociale del paziente.
Inoltre, la priorità della salute mentale ha reso opportuno la destinazione di risorse aggiuntive per la «promozione di attività di integrazione tra dipartimenti di salute mentale e ospedali psichiatrici giudiziari», che sono state previste dal decreto ministeriale 23 dicembre 2008.
Il decreto citato ha destinato 5 milioni di euro ai progetti presentati dalle regioni e province autonome in coerenza all'allegato C del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1o aprile 2008, che definisce le «Linee di indirizzo per gli interventi negli ospedali psichiatrici giudiziari e nelle case di cura e custodia».
Ai fini dell'accesso al cofinanziamento, i progetti presentati devono essere finalizzati a:

definire programmi operativi, tra il Dipartimento di salute mentale della azienda sanitaria locale e l'ospedale psichiatrico giudiziario presente nel territorio di competenza, i quali prevedano la dimissione degli internati che hanno concluso la misura di sicurezza;

attivare una struttura organizzativa autonoma, nell'ambito del dipartimento salute mentale della azienda sanitaria locale dove è presente l'ospedale psichiatrico giudiziario, che svolga funzioni di raccordo con le ASL regionali ed extraregionali di provenienza dei singoli internati ospitati presso gli ospedali psichiatrici giudiziari. L'attività della struttura è finalizzata alla predisposizione di piani di trattamento concordati per il reinserimento degli internati nel territorio di provenienza;

definire, tra la regione titolare di ospedali psichiatrici giudiziari e le regioni limitrofe, programmi di cura, di riabilitazione e recupero sociale per ciascun internato, per realizzare unitamente ai servizi sociali e sanitari il programma di ulteriore decentramento nelle regioni di provenienza;

avviare, all'interno dell'osservatorio regionale, l'attività di monitoraggio della fase di passaggio di competenza dalla sanità penitenziaria al Servizio sanitario nazionale.

Il Viceministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali: Ferruccio Fazio.