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Atto a cui si riferisce:
C.4/02759 [Situazione delle imprese lattiero-casearie in Puglia e controlli sulla provenienza del latte]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata giovedì 18 giugno 2009
nell'allegato B della seduta n. 190
All'Interrogazione 4-02759 presentata da
CARMINE SANTO PATARINO
Risposta. - In riferimento all'interrogazione in esame, relativa a talune problematiche evidenziatesi nel mercato del latte utilizzato dalle industrie casearie pugliesi, si rappresenta quanto segue.
In primo luogo, si ritiene opportuno far presente che questo ministero, tramite il competente Ispettorato centrale per il controllo dei prodotti agroalimentari, svolge azioni di controllo dirette:

all'accertamento delle caratteristiche merceologiche, anche attraverso il campionamento e successiva analisi, delle materie prime e dei semi lavorati (latte, cagliate, grano, farine, eccetera) destinati all'agroindustria nazionale;

alla verifica della corretta commercializzazione delle produzioni agroalimentari di qualità più rappresentative del made in italy (latte, formaggi, vini, spumanti, olio d'oliva, pasta, frutta, salumi, conserve vegetali, eccetera);

alla verifica della corretta etichettatura, presentazione e pubblicità di tutti i prodotti agroalimentari con particolare riferimento all'indicazione dell'origine geografica;

all'accertamento in ogni punto della filiera del rispetto della tracciabilità.
Al riguardo, si fa presente che il citato Ispettorato, inoltre, per migliorare l'azione di controllo e di contrasto all'illecita importazione di prodotti agroalimentari sul territorio nazionale ha instaurato un rapporto di collaborazione con l'Agenzia delle Dogane, per poter monitorare i flussi d'introduzione dei prodotti alimentari provenienti da Paesi extra Unione Europea.
Nell'anno in corso, come peraltro nel 2008, sono stati programmati controlli ispettivi nell'ambito del settore lattiero caseario con l'obiettivo di verificare l'origine dichiarata, la conformità al sistema di tracciabilità e le caratteristiche merceologiche del prodotto commercializzato sul territorio nazionale.
Nella tabella, si riportano i dati di sintesi inerenti ai controlli effettuati nel settore lattiero caseario, sul territorio nazionale e nella regione Puglia. Attività di controllo effettuata dal 1o gennaio 2008 al 31 dicembre 2008 nel settore lattiero caseario   Totali Operatori nazionali controllati (n.)
... di cui irregolari (n.)
Operatori controllati nella regione Puglia (n.)
... di cui irregolari (n.) 3.100
293
342
16 Totale prodotti nazionali controllati (n.)
... di cui irregolari (n.)
Totale prodotti controllati nella regione Puglia (n.)
... di cui irregolari (n.) 8.950
337
96
19 Totale campioni analizzati (n.)
... di cui irregolari (n.)
Totale campioni analizzati, prelevati nella regione Puglia (n.)
... di cui irregolari (n.) 1.380
73
99
6 Sequestri (n.)
di cui nella regione Puglia (n.) 57
3 Notizie di reato (n.)
di cui nella regione Puglia (n.) 8
0 Contestazioni amministrative (n.)
di cui nella regione Puglia (n.) 370
14 I controlli effettuati nel settore rappresentano circa il 12 per cento di quelli complessivamente svolti dal citato Ispettorato nel periodo di riferimento. Le irregolarità principalmente riscontrate riguardano la non corretta etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti lattiero caseari.
Inoltre, le analisi di laboratorio hanno evidenziato alcune difformità relative alla composizione chimico fisica dei diversi prodotti analizzati quali, ad esempio, la presenza di grassi estranei, di additivi non consentiti e/o non dichiarati in etichetta nonché l'impiego di latte vaccino in prodotti caseari, anche a denominazione d'origine, ottenuti da latte di specie diverse (bufala, pecora e capra).
In considerazione del ruolo strategico del settore lattiero caseario nel comparto agroalimentare nazionale e dell'importanza, in termini economici, delle produzioni casearie di qualità regolamentata e di quelle del latte italiano, si assicura, da parte di questo Ministero, un'alta soglia di attenzione indirizzando e consolidando l'istituzionale azione di controllo verso le criticità della filiera in questione.
Infatti, è in corso un'azione di controllo specifica per tracciare la destinazione finale del latte proveniente da paesi comunitari e non (Germania, Slovenia, Slovacchia eccetera) destinato sia ad uso caseario che al consumo diretto alimentare. Gli strumenti normativi vigenti e le metodiche ufficiali di analisi consentono di risalire ad eventuali illeciti utilizzi di latte in polvere e derivati per ricostituire latte alimentare destinato sia al consumo diretto che alle produzioni casearie o simili ancorché la legge 10 agosto 2000 n. 250, citata nell'interrogazione in esame, che prevedeva l'utilizzo di un tracciante nel latte in polvere destinato all'uso zootecnico, sia stata abrogata dalla legge 6 febbraio 2007 n. 13 (legge comunitaria 2006).
Inoltre, appare opportuno rilevare che, per la tematica che può concernere più propriamente il regime quote latte, necessita preliminarmente evidenziare che la normativa nazionale, sin dall'emanazione della legge 468 del 1992 e del decreto del Presidente della Repubblica attuativo 569 del 1993, nonché con la legge n. 5 del 1998, per il controllo straordinario delle campagne lattiere 1995-1996 e 1996-1997 e la legge n. 81 del 1997 per le successive campagne, ha demandato alle Regioni e Province autonome l'attività amministrativa di controllo del settore, mentre l'ex AIMA (ora AGEA - Agenzia per le erogazioni in agricoltura) ha la competenza per quanto concerne il mero calcolo automatico del prelievo supplementare di eventuali programmi di abbandono e la gestione del sistema informativo centrale.
In relazione a ciò, si evidenzia che questo Ministero svolge compiti di coordinamento e di verifica dell'applicazione della normativa vigente.
Infatti, la legge di riordino del regime quote latte n. 119 del 2003, all'articolo 1, comma 1, ha ribadito puntualmente gli adempimenti a carico delle regioni e province autonome, mentre al comma 2, del medesimo articolo ha definito puntigliosamente gli adempimenti a carico della citata AGEA.
Pertanto, le regioni provvedono ad inizio campagna all'assegnazione di quota ai produttori, e a tutte le attività connesse alla gestione e controllo del regime quote latte nel corso della campagna.
Infine, si rileva che la sopramenzionata Agenzia provvede nei termini normativi al solo calcolo del prelievo supplementare sulla base dei dati immessi dalle regioni e province autonome nel sistema informatico relativo al regime quote latte, e alla sua imputazione e notifica ai soggetti eccedentari, per il tramite delle ditte acquirenti interessate.
La verifica e il controllo relativo all'applicazione del regime in Italia e del versamento del prelievo imputato è a totale carico delle regioni.
La valutazione della situazione rappresentata e le azioni amministrative eventualmente da intraprendere, qualora ne sussistano i presupposti, deve essere normativamente esercitata esclusivamente dalle Regioni interessate territorialmente anche in funzione delle modifiche al titolo Quinto della Costituzione in materia di esclusività delle competenze in agricoltura.
Nel merito dei controlli previsti per il regime quote latte, la normativa comunitaria al fine di garantire la completa e corretta applicazione del regime stesso prevede una serie di controlli che gli Stati membri sono tenuti ad effettuare nel numero e nei termini dalla stessa stabiliti. La normativa nazionale d'applicazione demanda alle Amministrazioni regionali tutte le funzioni amministrative relative all'applicazione del regime ivi compresi i controlli.
I Servizi comunitari, al fine di garantire l'osservanza delle norme previste per l'espletamento dei controlli ritengono necessarie delle azioni che consentano il rispetto dei modi e dei tempi dei controlli stessi.
In esito agli incontri avuti con i funzionari di tutte le regioni, si è accertato che al momento la sola regione Puglia non è in grado di garantire l'esito dei controlli comunitari richiesti, e pertanto in virtù della cosiddetta «sussidiarietà», ed al fine di non procurare un ulteriore aggravio finanziario all'Erario, la citata AGEA ha ritenuto necessario, in accordo con la regione stessa, porre a proprio carico i controlli dal periodo lettiera 2008-2009, che in una prima fase riguarderanno 45 controlli cosiddetti «in corso di periodo» e 5 relativi ai «trasporti», che saranno espletati improrogabilmente entro il termine comunitario del 30 marzo 2009.
Successivamente saranno predisposti gli ulteriori controlli relativi ai primi acquirenti ed ai loro conferenti produttori, nel limite del 40 per cento del totale, oltre al 5 per cento dei produttori che effettuano vendite dirette.

Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali: Luca Zaia.