• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02561-A/006 premesso che:il Fondo unico per lo spettacolo (FUS), istituito con la legge 163 del 1985, è lo strumento finanziario attraverso il quale lo stato sostiene le attività del settore spettacolo,...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/2561-A/6 presentato da EMILIA GRAZIA DE BIASI testo di lunedì 27 luglio 2009, seduta n.209

La Camera,
premesso che:
il Fondo unico per lo spettacolo (FUS), istituito con la legge 163 del 1985, è lo strumento finanziario attraverso il quale lo stato sostiene le attività del settore spettacolo, sia del cinema che dello spettacolo dal vivo, rifinanziato ogni anno con la legge finanziaria, viene ripartito tra i vari settori con un decreto del Ministro per i beni e le attività culturali;
la gestione del suddetto Fondo consente, infatti, di assegnare contributi ad enti, istituzioni, associazioni, organismi ed imprese operanti nei settori delle attività cinematografiche, musicali, di danza, teatrali, circensi e dello spettacolo viaggiante, nonché di promuovere e sostenere manifestazioni ed iniziative di carattere e rilevanza nazionali da svolgere in Italia o all'estero;
la legge finanziaria 2007 aveva provveduto a reintegrare il FUS di 50 milioni annui per il triennio 2006-2008, prevedendo una dotazione di 444 milioni per il 2007 e di 544 milioni di euro per il 2008 e il 2009;
la finanziaria 2009 decurta tale fondo di circa 200 milioni di euro portando i finanziamenti al minimo storico;
l'inadeguatezza e la scarsità di tali stanziamenti per la produzione e l'industria dello spettacolo italiano potrebbero determinare, di fatto, la chiusura di interi settori di attività che, al contrario, sono da considerare strategici per la ripresa del Paese e necessitano di adeguatezza progettuale, sia in termini di finanziamento, sia in termini di programmazione e di politica di interventi;
la gravissima situazione finanziaria, che interessa in particolare lo spettacolo dal vivo, mette a rischio la possibilità di portare a termine la riforma del settore, attesa da più di trent'anni, attualmente in discussione nel comitato ristretto della settima commissione, con inedite e positive convergenze e con proficue innovazioni nei contenuti e nel metodo di lavoro;
lo stato in cui versano le fondazioni lirico-sinfoniche richiede un intervento urgente;
il cinema italiano vive una stagione felice, che potrà essere interrotta dalla mancanza di adeguate risorse per la crescita e la qualità del prodotto cinematografico e audiovisivo e dalla sottovalutazione dell'importanza dell'industria dei contenuti, essenziale per ricollocare l'Italia nel mercato europeo e globale della comunicazione;
lo spettacolo in Italia, nel suo complesso, conta all'incirca 250.000 addetti, tra artisti, tecnici, operatori, maestranze e una tale esiguità di finanziamenti pubblici mette in serio rischio i livelli occupazionali dell'intero comparto e il sistema dei diritti e degli ammortizzatori sociali;
assemblee e mobilitazioni hanno chiamato a raccolta tutto il mondo dello spettacolo fortemente preoccupato per i consistenti tagli;
è urgente intervenire al fine di evitare il blocco di ogni attività,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di reperire, nei provvedimenti finanziari dei prossimi mesi, risorse adeguate a garantire il ripristino del Fondo unico dello spettacolo almeno ai livelli stabiliti dalla Finanziaria 2007 per il triennio, a mettere in atto tutti i provvedimenti necessari a prevenire una crisi del settore, che potrebbe avere riflessi devastanti sulla intera industria culturale nazionale, e ad intraprendere con deci
sione la strada della valorizzazione e della crescita delle attività dello spettacolo, parte essenziale dell'identità nazionale.
9/2561-A/6. De Biasi, Carlucci, Granata, Ghizzoni, Veltroni, Barbareschi, Aprea, Melandri, Frassinetti, Nicolais, Giulietti, Ceccacci Rubino, Sarubbi.