• Testo Audizione

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Atto a cui si riferisce:
Audizione di rappresentanti dell'Ordine dei giornalisti e dell'Associazione Articolo 21, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla disciplina delle intercettazioni telefoniche giudiziarie e della loro pubblicità



Legislatura 16º - 2ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 78 del 23/07/2009


 

GIUSTIZIA    (2ª) 

 

GIOVEDÌ 23 LUGLIO 2009

78ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

BERSELLI 

 

            Intervengono ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento il presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, accompagnato dal consigliere segretario, Enzo Iacopino, e dal direttore, Ennio Bartolotta e il segretario amministrativo dell'Associazione Articolo 21, Tommaso Fulfaro, accompagnato dai dirigenti Nicola Tranfaglia e Federica Pezzoli.  

 

 La seduta inizia alle ore 8,30.

 

PROCEDURE INFORMATIVE 

Seguito dell'indagine conoscitiva sulla disciplina delle intercettazioni telefoniche giudiziarie e della loro pubblicità: audizione di rappresentanti dell'Ordine dei giornalisti e dell'Associazione Articolo 21   

 

            Riprende l'indagine conoscitiva, sospesa nella seduta pomeridiana di ieri.

 

      Il presidente BERSELLI  introduce le audizioni, ricordando brevemente i temi oggetto dell'indagine conoscitiva ed invitando gli auditi a fornire contributi puntuali e propositivi per il miglioramento del testo del disegno di legge governativo all'esame della Commissione.

           

            Il dottor DEL BOCA, dopo aver consegnato alla Presidenza una nota scritta recante osservazioni sul disegno di legge n. 1611, svolge considerazioni sulla compatibilità del provvedimento con la giurisprudenza della Corte di Strasburgo in materia di libertà di stampa. Dopo aver sottolineato come non sia intendimento della  stampa pregiudicare il segreto istruttorio, evidenzia l'esigenza di stabilire in via legislativa i confini del diritto alla riservatezza anche attraverso un contemperamento con la libertà di informazione. Esprime un giudizio critico sul diverso regime di pubblicità e di pubblicabilità riconosciuto agli atti, il quale rischia di determinare confusione e di favorire le violazioni. Conclude criticando l'introduzione di sanzioni penali detentive a carico dei giornalisti, le quali mal si conciliano con un paese democratico.

 

Il dottor IACOPINO si sofferma criticamente sulle norme del disegno di legge in materia di procedimento disciplinare per i giornalisti che hanno violato l'obbligo di segretezza. Rispondendo alle critiche mosse da taluna parte della magistratura, fa presente che degli altri ottocento procedimenti disciplinari pendenti innanzi al Consiglio dell'ordine solo tre risultano essersi conclusi per prescrizione. Con riguardo alla nota consegnata alla Presidenza sottolinea come in essa siano contenute puntuali proposte volte a migliorare la formulazione del disegno di legge. Conclude svolgendo considerazioni sui profili di illegittimità del provvedimento per violazione delle norme della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e della relativa giurisprudenza della Corte di Strasburgo in materia di libertà di stampa.

 

Il professor TRANFAGLIA sottolinea preliminarmente l'importanza di tutelare la libertà di stampa, la quale rappresenta un bene di estremo valore ma troppe volte violato nella storia del nostro paese. Appare necessario, a suo parere, trovare un giusto contemperamento fra la libertà di indagine della magistratura e della libertà di stampa, diritti che rappresentano i pilastri di ogni stato democratico.

Alla luce di tali considerazioni esprime un giudizio fortemente critico sul disegno di legge governativo, il quale riconosce carattere prioritario al solo diritto alla riservatezza. Svolge quindi talune considerazioni sul diritto alla privacy, la cui tutela non può che essere diversificata a seconda della veste strettamente privata o pubblica dei soggetti coinvolti. Esprime poi un giudizio critico sulle sanzioni comminate agli editori, le quali rischiano di determinare una eccessiva ingerenza sulla attività dei giornalisti. Al riguardo ricorda come la Corte costituzionale abbia dichiarato l'illegittimità della norma che rimetteva agli editori la facoltà di riconoscere il titolo di professionista ai giornalisti.

Osserva come vietare la pubblicazione di certe notizie fino all'udienza preliminare significa, in ragione della eccessiva durata dei processi, di fatto limitare la libertà di informazione. Con il provvedimento in esame la stampa italiana rischia di ritornare ad una condizione simile a quella del periodo fascista, quando la cronaca giudiziaria era messa al bando dalle pagine dei giornali. Conclude ribadendo l'importanza del diritto all'informazione in ogni stato democratico.

 

Il senatore CASSON (PD)  chiede agli auditi di esprimersi sull'opportunità di sostituire alle sanzioni di natura penale e amministrativa più stringenti sanzioni di carattere disciplinare, al fine di perseguire coloro che contravvengono ai divieti di diffusioni di notizie non pubblicabili. Invita poi gli auditi a precisare la loro posizione in ordine alle sanzioni previste a carico degli editori. Pone quindi quesiti sulla questione relativa alla pubblicazione di atti posti a conoscenza delle parti processuali. Domanda infine agli auditi di chiarire la loro posizione circa l'introduzione di esimenti o di attenuanti nel caso in cui siano pubblicate notizie processualmente non rilevanti ma di particolare valore politico e sociale, anche alla luce di quanto stabilito dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo.

 

Il senatore VITA (PD)  chiede agli auditi di chiarire quale sia, a loro giudizio, il modo migliore per poter contemperare la tutela della privacy con il diritto di cronaca e di informazione. Domanda inoltre se siano state adottate o valutate forme e misure di autoregolamentazione alle quali poter fare rinvio nel testo all'esame della Commissione.

 

Il senatore LI GOTTI (IdV)  ribadisce preliminarmente l'importanza di contemperare la tutela della libertà di stampa con la protezione della riservatezza delle persone coinvolte nei procedimenti e della segretezza delle indagini. Al riguardo svolge talune considerazioni sulla sentenza Dupuis. Fa presente poi come le disposizioni del nostro codice di rito in materia di intercettazioni e di pubblicità degli atti siano ispirate all'esigenza di assicurare la terzietà del giudice, il quale nella formazione del proprio convincimento non deve essere influenzato da fatti e notizie acquisite dalla stampa. Svolge poi talune considerazioni sull'obbligo di segretezza, osservando come il fatto che le parti vengano a conoscenza degli atti del processo non possa sempre implicare di per sé la legittimità della pubblicazione delle relative notizie. Pur non condividendo gran parte delle disposizioni del disegno di legge governativo, ritiene che i principi e le finalità che il provvedimento si propone siano meritevoli di tutela.

 

Il senatore D'AMBROSIO (PD)  condivide le perplessità di coloro che ritengono che il mantenimento dell'obbligo di segretezza fino all'udienza preliminare, in ragione della eccessiva durata dei processi, comprima eccessivamente il diritto di informazione. Dopo aver svolto considerazioni critiche sulla nuova formulazione dell'articolo 114 del codice di procedura penale, nella parte in cui, attribuendo la competenza a vagliare l'ammissibilità delle intercettazioni al tribunale distrettuale, implica una "discovery" completa, si sofferma sulla questione relativa alla tutela della libertà di informazione anche alla luce delle violazioni perpetrate negli anni del regime. Pone quindi quesiti in ordine alle sanzioni comminate agli editori dei giornali e alle possibili conseguenze sulla libertà di stampa. Chiede infine agli auditi di chiarire quale sia la loro posizione in ordine alla pubblicazione di intercettazioni nelle quali risultano coinvolte anche persone estranee al processo.

 

Il relatore CENTARO (PdL)  pone quesiti in ordine all'obbligo di rettifica senza commento. Chiede poi di conoscere l'orientamento degli auditi in relazione alla congruità della sospensione cautelare prevista nell'ambito del procedimento disciplinare. Conclude formulando quesiti sul rapporto fra atti pubblici e atti pubblicabili ed in particolare sulla pubblicità delle notizie contenute in atti espunti dal procedimento a seguito dell'udienza filtro e dei quali è stata disposta la distruzione.

 

Il presidente BERSELLI  concorda con l'esigenza di trovare un giusto contemperamento fra la tutela della riservatezza e il diritto di cronaca. Ritiene non condivisibili i rilievi formulati con riguardo ad una possibile diversa tutela del diritto alla riservatezza in ragione della natura pubblica o privata del soggetto coinvolto. Si sofferma quindi sulla questione relativa alla revisione delle sanzioni penali a carico dei giornalisti e sulla opportunità di introdurre sanzioni alternative di natura disciplinare. Pone poi quesiti in ordine alla sospensione cautelare, auspicando che dalle risposte degli auditi sia possibile desumere puntuali contributi per il miglioramento del disegno di legge governativo.

 

La dottoressa DATO svolge considerazioni sulla tutela del diritto all'informazione nel nostro paese, influenzato, da un lato, il sistema di finanziamento pubblico all'editoria e, dall'altro, l'eccessiva precarietà del mercato del lavoro giornalistico.  Si sofferma poi sulla problematica connessa alla tutela del diritto alla privacy, la quale non può non essere affrontata anche tenendo conto della veste pubblica o privata del soggetto interessato. Dopo aver ricordato i numerosi studi svolti a livello universitario sulle possibili conseguenze derivanti dall'approvazione del disegno di legge governativo, così come licenziato dalla Camera dei deputati, ribadisce l'importanza di rafforzare gli strumenti di autoregolamentazione al fine di contrastare le indebite violazioni dell'obbligo di segretezza.

 

            La seduta, sospesa alle ore 9,40, è ripresa alle ore 10,30.

 

Il dottor DEL BOCA pur condividendo l'esigenza di tutelare il segreto istruttorio nell'ottica del perseguimento dei reati, ritiene necessario che la legge ponga dei precisi limiti di durata a tale obbligo. Si sofferma poi sulla questione relativa alla diffusione di notizie prive di rilievo processuale, ma comunque fornite di rilevanza sociale e politica. Dopo aver ribadito l'esigenza di sostituire alle sanzioni penali ed amministrative, sanzioni di carattere deontologico, esprime contrarietà alla introduzione dell'istituto della sospensione cautelare in particolare ritenendo incongruo il termine di trenta giorni. Fornisce poi precisazioni sull'istituto della rettifica, osservando come  tale obbligo dovrebbe essere diversificato in relazione al contenuto della notizia.

 

Dopo brevi interventi dei senatori CENTARO (PdL)  e CASSON (PD)  e del dottor DEL BOCA sulla sospensione cautelare nell'ambito del procedimento disciplinare a carico dei giornalisti, prende la parola il dottor TRANFAGLIA. Questi ribadisce l'importanza per un paese democratico di tutelare il diritto all'informazione, inteso quale diritto dei cittadini ad essere informati. In quest'ottica ritiene inaccettabile ogni eccessiva limitazione della cosiddetta cronaca giudiziaria.

 

Il presidente BERSELLI dichiara conclusa l'audizione e rinvia il seguito dell'indagine conoscitiva.

 

            La seduta termina alle ore 10,50.