• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/01834 TOMASSINI - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: il gruppo San Raffaele SpA rappresenta una realtà leader nel...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-01834 presentata da ANTONIO TOMASSINI
giovedì 23 luglio 2009, seduta n.244

TOMASSINI - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che, per quanto risulta all'interrogante:

il gruppo San Raffaele SpA rappresenta una realtà leader nel settore della sanità e, in particolare, della riabilitazione, con strutture di eccellenza e di alta specializzazione presenti soprattutto nel Lazio;

il Commissario ad acta della Regione Lazio Piero Marrazzo, per l'attuazione del Piano di rientro firmato con il Governo, ha emanato diversi provvedimenti che incidono profondamente sull'offerta e sull'attività di riabilitazione ospedaliera, provvedimenti che si aggiungono alle delibere già emanate dalla Giunta regionale in materia di offerta sanitaria e che hanno posto il gruppo San Raffaele SpA nella condizione di dover procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro di 402 unità di personale in esubero;

tali provvedimenti (decreto commissariale n. 16/08, delibera della Giunta regionale n. 206/08 e decreto commissariale n. 19/08) comportano: a) la cancellazione presso le strutture del San Raffaele dell'alta specialità riabilitativa e la drastica riduzione del day hospital riabilitativo con conseguente ridimensionamento dell'attività in termini sia quantitativi (day hospital) che qualitativi (alta specialità); b) la riduzione del 15 per cento della tariffa relativa al day hospital, con conseguente riduzione dei ricavi;

per le strutture del San Raffaele l'impatto di tale decisione ha comportato, di fatto, una riduzione dell'attività di circa il 20 per cento;

a partire dal mese di novembre 2008 il suddetto gruppo, dopo reiterati tentativi di dialogo e offerte di disponibilità a trovare soluzioni con il commissario Marrazzo, ha avviato la procedura di mobilità che coinvolge 1.657 lavoratori impegnati presso le 12 strutture sanitarie del gruppo stesso, gestite prevalentemente in regime di accreditamento con il Servizio sanitario nazionale;

per fronteggiare le conseguenze dei licenziamenti sul piano sociale San Raffaele SpA ha aperto dei tavoli negoziali sia con le Istituzioni competenti (Governo, Regione, Aziende sanitarie locali) che con le organizzazioni sindacali, nel tentativo di trovare soluzioni condivise;

nonostante ciò, a seguito dei ripetuti confronti avuti con tutte le parti interessate, la società non ha potuto fare altro che prendere atto dell'impossibilità di addivenire a soluzioni costruttive e procedere con l'invio delle lettere di licenziamento per le unità di personale in esubero;

è del tutto ovvio che nessun imprenditore ha interesse a mettere a repentaglio l'efficienza, e quindi la produttività, della propria azienda, per cui la decisione del gruppo di procedere ai licenziamenti non può che essere addebitata ai tagli regionali, che aggravano in modo insuperabile i costi di gestione delle attività complesse e nei fatti impediscono ai privati virtuosi di realizzarle;

per l'anno 2009, inoltre, il decreto commissariale n. 41/09 ha comportato un'ulteriore riduzione dell'attività, aggravando la situazione esistente con la riduzione di complessivi 55 posti letto di riabilitazione nelle strutture San Raffaele, nonché un'ulteriore riduzione della tariffa del day hospital riabilitativo, dall'attuale 85 per cento di quella ministeriale, al 75 per cento;

considerato, inoltre, che:

tra le strutture sanitarie del gruppo San Raffaele SpA, la Casa di cura "San Raffaele Cassino" rappresenta certamente una delle punte di eccellenza nell'ambito delle prestazioni assistenziali e riabilitative di particolare complessità, tanto che il 4 febbraio 2005 l'Azienda unità sanitaria locale di Frosinone, con provvedimento n. 201/2005, ha approvato un "Protocollo d'Intesa tra l'Azienda USL di Frosinone e la San Raffaele SpA", con il quale è stata prevista l'attivazione presso la Casa di cura "San Raffaele Cassino" di "un progetto di continuità terapeutico-riabilitativa per la presa in carico di soggetti con esiti precoci di gravi cerebro-lesioni acquisite non progressive";

la motivazione di tale progetto, riportata nella citata deliberazione n. 201 del 4 febbraio 2005, si è basata sul presupposto "che presso la Azienda USL Frosinone non esistono nell'ambito delle strutture ospedaliere servizi LAI (Lungodegenza ad Alta Intensità)", "né esistono, al momento, posti letto di RAI (Riabilitazione in Assistenza Intensiva), in grado di assicurare un'assistenza elevata e qualificata per i cittadini affetti da gravi cerebrolesioni (post-comatosi)";

in realtà tali tipologie assistenziali sono carenti nell'ambito dell'intero territorio regionale, tanto che gli unici posti letto di LAI esistenti sono proprio quelli operanti presso la Casa di cura "San Raffaele Cassino";

la Regione Lazio, con deliberazione di Giunta n. 161 del 14 febbraio 2005, ha approvato il sopra citato Protocollo di intesa;

nell'ambito dell'inchiesta parlamentare sui coma neurovegetativi, sull'assistenza domiciliare ed il Servizio sanitario nazionale nelle diverse realtà regionali, in data 20 novembre 2007, una delegazione della Commissione d'inchiesta, composta dall'interrogante e dai senatori Bodini, Bosone e Cursi e dalla senatrice Monacelli, ha effettuato un sopralluogo presso la Casa di cura "San Raffaele Cassino";

la visita ispettiva della Commissione parlamentare, come riportato nella relazione della stessa Commissione, ha avuto esito particolarmente positivo, tanto da proporre la Casa di cura "San Raffaele Cassino" come "un ottimo esempio di funzionalità ed efficienza verso cui dovrebbe guardare con attenzione l'intero Servizio sanitario nazionale", in virtù sia delle sue attrezzature moderne e di alta qualità, sia delle sue professionalità di eccellenza, sia dell'organizzazione complessiva che "consente l'utilizzo ottimale del personale e quindi un contenimento di costi", ravvisando peraltro come "tale contenimento dei costi appare non sufficientemente sostenuto dalla remunerazione assegnata dalla Regione, soprattutto se confrontata con i livelli di altre Regioni";

nonostante ciò la Regione Lazio, con l'adozione del decreto commissariale n. 41/09, ha di fatto messo in discussione l'esistenza dei reparti con le tipologie assistenziali di RAI e di LAI presso la Casa di cura "San Raffaele Cassino" motivando tale scelta con la presunta esigenza di una "verifica amministrativa rispetto alla durata della sperimentazione di cui alla DGR n. 161/05";

in realtà la fase sperimentale deve ritenersi allo stato conclusa, avendo la Casa di cura, come verificato in più riprese dalla stessa ASL di Frosinone e dalla Commissione parlamentare, provveduto ad adeguare le proprie strutture ai necessari requisiti strutturali tecnologici ed organizzativi di cui alla nuova normativa attuativa della legge regionale n. 4/03 con i relativi ingenti investimenti;

la stessa Regione Lazio, con la deliberazione della Giunta regionale n. 845/06 concernente la coerenza con la programmazione regionale ai fini della richiesta di riconoscimento del carattere scientifico della Casa di cura, ha tenuto conto del parere favorevole espresso dalla ASL di Frosinone in data 29 marzo 2006 alla prosecuzione del progetto assistenziale di RAI e di LAI;

appare, pertanto, ingiustificato il riferimento ad un'ulteriore verifica amministrativa, essendo tali attività assistenziali regolarmente in corso, verificate e certificate da oltre cinque anni;

il decreto commissariale n. 41/09 determina una situazione di notevole gravità, sia dal punto di vista dell'assistenza sul territorio regionale ed anche extraregionale, rendendo vano quanto di buono era stato fatto e certificato sotto tale profilo, sia dal punto di vista finanziario e della programmazione aziendale della Casa di cura che è stata indotta agli ingenti investimenti di cui sopra per interventi edilizi, per acquisto di strumentazione tecnologica e per l'adeguamento del personale con professionalità particolarmente specializzate;

per tali investimenti era, infatti, previsto un rientro in un arco temporale a medio termine, ora divenuto incerto;

tale situazione di incertezza, in particolare, genera notevoli ripercussioni per i 40 malati in situazione di alta criticità ricoverati nei reparti di RAI e di LAI e per le relative famiglie che si troveranno in estrema difficoltà nel trovare una sistemazione adeguata vista la totale carenza nel Lazio di strutture qualificate per questa tipologia di malati;

in particolare, una parte di questi pazienti (al momento sette) è affetta dalla cosiddetta "sindrome dell'uomo chiuso dentro", o "Locked-In Syndrome", mentre altri pazienti sono affetti dai disturbi della coscienza di cui tanto si parla recentemente e di cui fanno parte lo stato vegetativo e lo stato di minima coscienza, che rappresentano una condizione per nulla risolta, da un punto di vista sia conoscitivo che terapeutico;

ciò richiede di assistere al meglio le persone che hanno avuto la sfortuna di essere colpite da una patologia così estrema e studiare, fare ricerca, approfondire, mentre purtroppo si assiste ad una situazione di confusione imposta da necessità di carattere meramente economico;

considerato altresì che:

tutti i pazienti ricoverati presso la RAI e la LAI del San Raffaele di Cassino sono stati ricoverati, per trasferimento, da strutture ospedaliere pubbliche, per cui la necessità ed opportunità del ricovero sono state stabilite dai medici che dirigono unità operative pubbliche;

ne consegue che è il Servizio sanitario nazionale a richiedere l'intervento del "San Raffaele Cassino", lo stesso che ora rifiuta di riconoscerlo, in circostanze a dir poco paradossali;

risulta inoltre all'interrogante che la tariffa riconosciuta dalla Regione Lazio per questa attività è tra le più basse d'Italia, per cui si renderebbe oltremodo necessaria una più adeguata tariffazione;

si consideri, inoltre, che, come risulta da "Pubmed" (la banca dati della National Library of Medicine and The National Institutes of Health, unico vero riferimento internazionale per stimare la produzione scientifica di un soggetto o di un gruppo), nel panorama dei gruppi che si occupano di questa materia specifica, negli ultimi anni, il "San Raffaele SpA", nella sua struttura di Cassino, è quello che ha prodotto la quantità maggiore di lavori scientifici ad hoc;

da ultimo, ma non per importanza, si deve tener presente che l'eventuale dismissione dei reparti in questione, quale possibile conseguenza dell'applicazione del decreto commissariale n. 41/2009 della Regione Lazio, costringerebbe inevitabilmente la Casa di cura a ridimensionare il proprio personale di circa 100 unità, tra medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici della riabilitazione, che, in questo caso, risulterebbero essere in esubero,

si chiede di sapere, per quanto di competenza del Ministro in indirizzo:

se sia a conoscenza della situazione sopra descritta e quali iniziative intenda assumere per farvi fronte;

in particolare, quali iniziative si intendano assumere per evitare che venga messa in crisi la funzionalità di strutture di eccellenza come quelle del gruppo San Raffaele SpA, assicurando la continuità assistenziale a tutti i pazienti e soprattutto a quelli che, come nel caso del "San Raffaele Cassino", hanno la sfortuna di essere affetti da gravi cerebro-lesioni, e hanno per questo estremo bisogno di una tale continuità assistenziale;

quali iniziative si intendano porre in essere per la tutela dei 402 posti di lavoro in esubero nell'ambito di tutte le strutture del gruppo, di cui circa 100 solo in quella di Cassino;

se non ritenga fondamentale evitare che la Casa di cura "San Raffaele Cassino" si trovi costretta a dismettere i propri reparti RAI e LAI, considerata l'alta qualità delle prestazioni in essi offerte e la grave carenza di strutture analoghe all'interno del territorio laziale;

se non ritenga opportuno e utile attivarsi presso la Regione Lazio al fine di promuovere un adeguamento delle tariffe per le prestazioni RAI e LAI, onde compensare gli ingenti investimenti che reparti d'eccellenza altamente qualificati e specializzati come quelli del "San Raffaele Cassino" richiedono.

(4-01834)