• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00874 LUMIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che: gli abitanti del comprensorio Termini-Cefalù-Madonie, a seguito...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00874 presentata da GIUSEPPE LUMIA
mercoledì 22 luglio 2009, seduta n.241

LUMIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

gli abitanti del comprensorio Termini-Cefalù-Madonie, a seguito dell'annunciata chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese e delle industrie dell'indotto, stanno vivendo travagliati momenti di sconforto per l'allarmante e crescente crisi occupazionale che si registra nell'intera area anche per il mancato avvio dei lavori di importanti infrastrutture "cantierabili", come il raddoppio ferroviario Cefalù-Castelbuono;

la recente tragedia di Viareggio dovrebbe far riflettere seriamente sul futuro delle ferrovie italiane per scongiurare il pericolo di ulteriori e più gravi preannunciati incidenti ferroviari;

le linee ferroviarie siciliane sono da decenni abbandonate, con inadeguati interventi di manutenzione, di ammodernamento e di velocizzazione;

tale stato di abbandono e in particolare la vetustà della linea ferrata Palermo-Messina hanno già causato - solo negli anni scorsi - un grave deragliamento nei pressi della Città dello Stretto. Non molti anni addietro un ennesimo deragliamento si è registrato in località S. Ambrogio, nella tratta compresa tra Cefalù e Castelbuono. La strage è stata scongiurata solo perché i vagoni, usciti dai binari, miracolosamente non sono precipitati nella sottostante scarpata, nella quale si trovavano numerosi turisti italiani e stranieri, ospiti di un rinomato Camping;

dal 1998 ad oggi l'Italferr è stata quasi ininterrottamente impegnata nella progettazione del raddoppio e velocizzazione della tratta Termini Imerese Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono. Per la stessa tratta da ammodernare era stato espressamente previsto che i lavori venissero eseguiti in unica soluzione e/o, quantomeno, prioritariamente da Castelbuono verso Cefalù Ogliastrillo. Pur essendo stata acquisita dal 2004 la totale copertura finanziaria (960 milioni di euro) per costruire l'intero tracciato, i lavori hanno avuto inizio soltanto da pochi mesi, limitatamente al primo dei due lotti, cioè da Fiumetorto a Cefalù;

per il secondo lotto, Cefalù Ogliastrillo-Castelbuono, ancora oggi non sono state avviate le procedure di appalto "per carenze di finanziamenti in termini di cassa" - come è stato recentemente asserito dal senatore Mario Mantovani, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti, rispondendo ad un precedente atto di sindacato ispettivo dell'interrogante (3-00642) sul problema specifico;

la realizzazione del solo primo lotto, Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo, non può essere considerata "funzionale" in quanto il raddoppio ferroviario viene interrotto in aperta campagna, in località Ogliastrillo, quasi a metà strada tra le stazioni di Lascari e Cefalù;

la "funzionalità" dell'investimento è "mascherata" dalla realizzazione, in contrada Ogliastrillo, di "un posto di movimento telecomandato - come asserito da Rete ferroviaria italiana (Rfi) - atto a consentire il passaggio dei treni dal semplice al doppio binario e viceversa", nel tratto compreso tra Lascari e Cefalù;

non è pensabile che i collegamenti ferroviari metropolitani tra Cefalù, Termini Imerese, Palermo e l'aeroporto di Punta Raisi e viceversa, a lavori ultimati del solo primo lotto, rimangano quelli attuali, ovvero senza un adeguato incremento di treni;

per giustificare la "funzionalità" e, quindi, la "produttività" dell'investimento finanziario del solo primo lotto dovranno necessariamente essere attivati e incrementati - a lavori ultimati - i collegamenti metropolitani, non più da Castelbuono ma, quantomeno, da Cefalù a Punta Raisi, con una cadenza diurna di un treno ogni 15 o 20 minuti circa in arrivo e in partenza nei due sensi di marcia;

con l'entrata in esercizio del doppio binario del costruendo primo lotto - attraverso l'attivazione del citato "posto di movimento telecomandato" ad Ogliastrillo e con il previsto incremento dei nuovi collegamenti da e per il capoluogo regionale - si determineranno seri problemi logistici e di sicurezza con l'inevitabile chiusura quasi permanente degli attuali quattro passaggi a livello esistenti tra Ogliastrillo e la stazione di Cefalù. I menzionati 4 passaggi a livello ricadono, in meno di 4 chilometri, nelle zone turistico-residenziali di Mazzaforno-Ogliastrillo e S. Lucia (quest'ultimo per accedere, tra l'altro, ai rinomati complessi ricettivi del Club Med e del Kalanica, e nell'area urbana di contrada Gallizza e di via dei Mulini, a circa 100 metri dalla stazione di Cefalù);

per entrare e uscire dal centro abitato di Cefalù, per la parte che si estende, unitamente al centro storico, a valle dell'attuale linea ferrata, i soli percorsi di fuga sono la via Gibilmanna e la via Roma, dove, su quest'ultima arteria, insiste il citato passaggio a livello di contrada Gallizza;

a seguito dell'entrata in esercizio del raddoppio del solo primo lotto, il centro abitato di Cefalù sarà pertanto stretto in una morsa (che potrebbe diventare una trappola micidiale) per gli inevitabili e prolungati ingorghi che si registrano per l'intreccio di movimenti autoveicolari e ferroviari;

senza l'immediata realizzazione del secondo lotto di lavori e, quindi, senza la prevista soppressione dei quattro citati passaggi a livello (sui 10 passaggi a livello che vi sono tra le stazioni di Lascari e Castelbuono) l'attuale caotico traffico automobilistico all'interno del centro abitato di Cefalù è destinato a crescere a dismisura, creando pertanto condizioni di assoluta invivibilità e di serio pericolo per la pubblica incolumità;

tali e altre problematiche non adeguatamente evidenziate (come l'inquinamento acustico, atmosferico e il conseguente impatto ambientale nonché la paralisi nella programmazione dell'assetto urbanistico della cittadina) metteranno irreversibilmente in ginocchio il turismo locale dei comuni del Parco delle Madonie e l'immagine della stessa Sicilia con inevitabili e gravi ripercussioni economiche;

per le motivazioni sopra accennate le Ferrovie dello Stato, dopo l'iniziale progettazione della sola Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo, sin dal 1999 hanno condiviso e recepito la richiesta e l'ineludibile necessità di prolungare sino a Castelbuono la tratta da velocizzare, non interrompendo, come inizialmente previsto, il raddoppio nel mezzo del territorio cefaludese. Tale decisione - come era stato richiesto dal comitato cittadino "Cefalù-Quale Ferrovia", da numerose associazioni culturali e ambientaliste, dell'amministrazione e dal Consiglio comunale della cittadina balneare - è stata fatta propria dall'Italferr e da Rfi, come risulta definitivamente sancito nell'atto di assenso n. 10 "Comune di Cefalù", sottoscritto tra le parti il 3 ottobre 2003, a Palermo, a conclusione dell'apposita Conferenza dei servizi;

l'interrogante valuta con spirito costruttivo, anche se "sospettosamente" dilatoria, la disponibilità del Governo - come asserito dal Sottosegretario di Stato Mantovani nella risposta data alla precedente interrogazione sullo specifico problema - a "dare impulso a tale tratto di raddoppio, nell'ambito dell'aggiornamento 2009 del contratto di programma 2007-2011" per verificare "la possibilità di anticipare la realizzazione dell'opera";

la soluzione di tale problema può prontamente concretizzarsi avviando, con immediatezza, le procedure d'appalto della Cefalù-Castelbuono, attraverso il recupero - tra le altre possibilità che il Governo riterrà più opportuno mettere in atto - delle risorse finanziarie necessarie;

a tale immediato adempimento si può arrivare anche attraverso l'utilizzo: 1) dei cospicui finanziamenti comunitari non ancora utilizzati di Agenda 2000-2007 e 2007-2013 e del Fondo per le aree sottosviluppate, come già suggerito nella replica alla risposta data all'interrogazione; 2) delle somme disponibili dal ribasso d'asta dell'appalto conferito per i lavori del primo lotto; 3) dei 2,8 miliardi di euro destinati al Mezzogiorno e da anni non utilizzati dal Ministero dello sviluppo economico, come recentemente ha evidenziato la Corte dei conti;

il gap accumulato nell'avvio dei lavori del secondo lotto rispetto al primo può essere colmato - d'intesa con Italferr e Rfi - con più turni giornalieri di lavoro nell'esecuzione della Cefalù-Castelbuono, anche attraverso degli incentivi premiali per l'impresa che si aggiudicherà l'esecuzione dell'opera, utilizzando tra l'altro le somme che si renderanno disponibili dal ribasso d'asta dello specifico appalto,

si chiede di sapere se il Governo intenda intervenire, con atti di propria competenza, per sbloccare questa situazione e dare inizio ai lavori della tratta Cefalù-Castelbuono.

(3-00874)