• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00604 [Centro C.A.R.A. (Centro accoglienza richiedenti asilo) degli Altipiani di Arcinazzo (Trevi)]



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00604 presentata da ANNA TERESA FORMISANO
giovedì 16 luglio 2009, seduta n.204
ANNA TERESA FORMISANO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:


il centro C.A.R.A. (Centro accoglienza richiedenti asilo) degli Altipiani di Arcinazzo (Trevi), istituito il 1o ottobre 2008 presso l'hotel Caminetto è stato oggetto di numerose contestazioni da parte dei residenti, delle amministrazioni limitrofe e di molti operatori turistici;

già nell'ottobre 2008 con un'interpellanza parlamentare al Ministro dell'interno si chiedeva la chiusura del centro stesso prima dell'inizio della stagione estiva, ma a riguardo non venivano prese iniziative in merito alla chiusura, anzi su espressa richiesta del sindaco di Trevi il Dipartimento per la libertà civile e l'immigrazione del Ministero dell'interno trasferiva al predetto centro nuovi immigrati provenienti dal centro di Follonica, chiuso dal sindaco perché non gradiva tale struttura durante il periodo estivo;

tra questi nuovi immigrati erano presenti alcuni malati di tubercolosi, già in terapia presso l'Asl di Arezzo. Questo fatto, insieme a nuovi casi verificatisi ad Altipiani, ha nuovamente infiammato i residenti, che malgrado altre numerose contestazioni e richieste di chiusura, connesse all'emergenza sanitaria, non hanno visto iniziative di nessun genere;

l'amministrazione nella persona del sindaco ha sempre ribadito la propria autonomia decisionale e la convinzione della scelta: tutto questo contro il parere della Prefettura di Frosinone che da giugno 2009 aveva preventivato la chiusura del centro;

giovedì 9 luglio 2009, da notizie apparse sui giornali locali e nazionali, nonché da comunicati stampa delle forze dell'ordine, si apprende che è stata depositata una denuncia per tentata violenza sessuale ai danni di una minorenne di Altipiani da parte di un ospite del centro, un nigeriano di 26 anni, subito fermato e trasferito in altro centro di Roma;

dopo la notizia il sindaco ha diramato un comunicato stampa riferendo sull'accaduto e ribadendo che l'evento, malgrado la sua gravità, rappresenta l'errore di un singolo e non mette in discussione la correttezza e la responsabilità degli altri ospiti chiusi da mesi in questa struttura;

a quanto consta all'interrogante, domenica 12 luglio 2009, durante una seduta del consiglio comunale, quattro membri della maggioranza hanno chiesto al sindaco di riferire sull'accaduto e sulle eventuali iniziative in merito alla sicurezza dei cittadini: il sindaco che ha tentato di sminuire il problema (durante la notte il centro è privo di controlli da parte delle Forze dell'ordine, almeno fino a domenica 12 luglio 2009), ma è stato duramente contestato ed ha abbandonato la seduta;

è di questi giorni una pesantissima contestazione all'attività dell'amministrazione circa il C.A.R.A.;

il problema è costantemente all'ordine del giorno per più motivi, dalla sicurezza all'aspetto sanitario, dalla mancanza di possibili integrazioni alla triste vicenda del turismo locale che precipita giorno per giorno;

i residenti sono esausti per non essere né ascoltati né considerati e mettono in conto iniziative forti contro le scelte dell'amministrazione comunale che per altro sembra vacillare proprio sotto il peso delle responsabilità che si è assunta in maniera diretta in merito al centro di accoglienza con il rinnovo della convenzione tra il Ministero dell'interno, il comune e l'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento di San Trifone che gestisce la struttura -:

se non ritenga, alla luce dei fatti suesposti di avviare iniziative finalizzate alla chiusura del centro dando una risposta largamente attesa dai residenti, che senza volerlo sono stati investiti da problematiche delicate. (3-00604)