• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.7/00192 La VII Commissione, premesso che: il Fondo unico per lo spettacolo (FUS), istituito con la legge n. 163 del 1985, è lo strumento finanziario attraverso il quale lo...



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-00192 presentata da EMILIA GRAZIA DE BIASI
martedì 14 luglio 2009, seduta n.202
La VII Commissione,

premesso che:

il Fondo unico per lo spettacolo (FUS), istituito con la legge n. 163 del 1985, è lo strumento finanziario attraverso il quale lo Stato sostiene le attività del settore dello spettacolo, sia del cinema che dello spettacolo dal vivo, esso, rifinanziato ogni anno con la legge finanziaria, viene ripartito tra i vari settori con un decreto del Ministro per i beni e le attività culturali;

la gestione del suddetto Fondo consente, infatti, di assegnare contributi ad enti, istituzioni, associazioni, organismi ed imprese operanti nei settori delle attività cinematografiche, musicali, della danza, teatrali, circensi e dello spettacolo viaggiante, nonché di promuovere e sostenere manifestazioni ed iniziative di carattere e rilevanza nazionali da svolgere in Italia o all'estero;

la legge finanziaria 2007 del Governo Prodi aveva provveduto a reintegrare il FUS di 50 milioni annui per il triennio 2006-2008, prevedendo una dotazione di 444 milioni per il 2007 e di 544 milioni di euro per il 2008 e il 2009;

la legge finanziaria 2009, riconfermando una politica disinteressata al settore dello spettacolo, decurta tale fondo di circa 200 milioni di euro portando i finanziamenti al minimo storico;

l'inadeguatezza e la scarsità di tali stanziamenti per la produzione e l'industria dello spettacolo italiani potrebbero determinare, di fatto, la chiusura di interi settori di attività che, al contrario, sono da considerare strategici per la ripresa del Paese e necessitano di adeguatezza progettuale, sia in termini di finanziamento, sia in termini di programmazione e di politica di interventi;

la gravissima situazione finanziaria che interessa, in particolare, lo spettacolo dal vivo mette a rischio la possibilità di portare a termine la riforma del settore, attesa da più di trent'anni, attualmente in discussione in sede di comitato ristretto presso la Commissione VII della Camera, con inedite e positive convergenze e con proficue innovazioni nei contenuti e nel metodo di lavoro;

lostato in cui versano le fondazioni lirico sinfoniche richiede un intervento urgente;

il cinema italiano vive una stagione felice, che potrà essere interrotta dalla mancanza di adeguate risorse per la crescita e la qualità del prodotto cinematografico e audiovisivo e dalla sottovalutazione dell'importanza dell'industria dei contenuti, essenziale per ricollocare l'Italia nel mercato europeo e globale della comunicazione;

lo spettacolo in Italia, nel suo complesso, conta all'incirca 250.000 addetti, tra artisti, tecnici, operatori, maestranze e una tale esiguità di finanziamenti pubblici mette in serio rischio i livelli occupazionali dell'intero comparto e il sistema dei diritti e degli ammortizzatori sociali;

assemblee, mobilitazioni, scioperi hanno chiamato a raccolta tutto il mondo dello spettacolo fortemente preoccupato per i consistenti tagli;

è urgente intervenire al fine di evitare il blocco di ogni attività,
impegna il Governo
a reperire risorse adeguate a garantire il ripristino del Fondo unico dello spettacolo almeno ai livelli stabiliti dalla legge finanziaria 2007 per il triennio, a mettere in atto tutte le iniziative necessarie a prevenire una crisi del settore, che potrebbe avere riflessi devastanti sull'intera industria culturale nazionale, e ad intraprendere con decisione la strada della valorizzazione e della crescita delle attività dello spettacolo, parte essenziale dell'identità nazionale.

(7-00192)
«De Biasi, Franceschini, Melandri, Ghizzoni, Levi, Nicolais, Sarubbi, Bachelet, Coscia, De Pasquale, De Torre, Lolli, Mazzarella, Pes, Picierno, Rossa, Antonino Russo, Siragusa».