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Atto a cui si riferisce:
C.1/00207 premesso che: lo stato di difficoltà in cui, da tempo, si trova la nostra agricoltura ha la sua più evidente rappresentazione nella squilibrata distribuzione del...



Atto Camera

Mozione 1-00207 presentata da SEBASTIANO FOGLIATO testo di lunedì 13 luglio 2009, seduta n.201
La Camera,

premesso che:

lo stato di difficoltà in cui, da tempo, si trova la nostra agricoltura ha la sua più evidente rappresentazione nella squilibrata distribuzione del valore all'interno delle filiere agroalimentari che, per ogni euro speso per il consumo di beni alimentari, vede 60 centesimi andare a retribuire la fase della distribuzione, 23 quella dell'industria alimentare e appena 17 la fase agricola;

l'attuale squilibrata distribuzione del valore all'interno delle filiere agroalimentari è, in parte, da considerare come diretta ed inevitabile espressione di processi fisiologici, conseguenti allo sviluppo economico, che, nel corso del tempo, hanno determinato una sorta di «terziarizzazione» delle filiere medesime, evidenziando la differente evoluzione dell'organizzazione economica realizzata dalle imprese, in esse operanti e, in specie, acuendo il contrasto tra il sostanziale mantenimento del modello produttivo agricolo, fondato su imprese di piccola dimensione a conduzione familiare, e la tendenza alla concentrazione delle componenti industriali e distributive, che, a monte e a valle, hanno stretto l'agricoltura in una morsa di progressivo peggioramento delle ragioni di scambio, che, a sua volta, ha dato luogo ad un crescente squilibrio di forza contrattuale che è, poi, alla base della sfavorevole distribuzione del valore di cui sopra;

il carattere strutturale degli squilibri all'interno delle filiere agroalimentari è confermato dall'evoluzione di medio-lungo periodo dell'andamento dei redditi agricoli, che, nei nove anni compresi tra il 2000 ed il 2008, nonostante il dato positivo segnato nel 2008 (+2,1 per cento sul 2007), ha mostrato pesanti segni di cedimento, facendo registrare, in termini reali, una flessione del 18,5 per cento;

il superamento, o almeno l'attenuazione, delle già evidenti, nonché crescenti, difficoltà dell'agricoltura ad ottenere livelli di reddito sufficienti per remunerare adeguatamente la propria fase produttiva è strettamente legato alla possibilità che la stessa agricoltura riesca ad accrescere il proprio peso contrattuale e, quindi, riesca a migliorare la propria organizzazione economica, all'interno delle filiere agroalimentari;

il rafforzamento della componente agricola all'interno delle filiere agroalimentari è da considerare una priorità di politica economica generale, in quanto l'agricoltura è la componente centrale di un sistema socio-economico complesso, che include l'insieme delle attività economiche che vanno dalla fornitura dei fattori produttivi agricoli al consumo finale dei prodotti agroalimentari e che vale circa 240 miliardi di euro, pari al 15 per cento del prodotto interno lordo;

l'accordo sull'health check ha costituito l'atto conclusivo del lungo processo di revisione della politica agricola comune, che era stato avviato, nel 1992, con la riforma Mac Sharry e che ha condotto ad un nuovo assetto della stessa politica agricola comune, nella quale sono state, di fatto, smantellate tutte le tradizionali misure a sostegno dei mercati ed è stata, per contro, realizzata una nuova articolazione fondata su due sole linee di intervento, destinate, rispettivamente, al pagamento di aiuti diretti al reddito degli agricoltori ed alle cosiddette politiche di sviluppo rurale;

nell'attuale contesto di difficoltà economiche generali e di riforme delle politiche comunitarie, il Governo ha fornito le risposte necessarie, non solo per fare fronte alle emergenze, ma anche per impostare una politica di sviluppo di lungo periodo, realizzando importanti accordi in sede europea ed internazionale (accordo su health check, G8 agricolo) e rafforzando e conferendo stabilità ad importanti strumenti di politica agricola nazionale (il potenziamento dei controlli sulla sicurezza alimentare, la stabilizzazione dell'aliquota irap);

anche a seguito del nuovo assetto dell'intervento comunitario a sostegno dell'agricoltura, appare necessario rafforzare il già rilevante impegno di questo primo anno di legislatura ed avviare un profondo ripensamento delle politiche agricole nazionali e regionali, che, ancor più che in passato, dovranno essere particolarmente attente a modulare i loro interventi, in funzione della necessità di cogliere la dimensione territoriale dell'agricoltura e di creare le condizioni necessarie, affinché le diverse forme di agricoltura presenti sul territorio nazionale possano avviare e sostenere processi di sviluppo fondati sulla valorizzazione delle loro risorse endogene e, quindi, in forma coerente rispetto alle loro esigenze e potenzialità,
impegna il Governo:
ad adottare iniziative, anche di carattere normativo, mirate a favorire il miglioramento dell'organizzazione economica delle imprese agricole all'interno delle filiere agroalimentari e, in specie, ad accrescerne il ruolo ed il peso contrattuale all'interno delle filiere medesime, nonché a ridurre le distanze tra la fase produttiva agricola ed il consumo finale;

ad adottare tutte le iniziative necessarie per valorizzare l'origine agricola dei prodotti agroalimentari e per evidenziare, anche attraverso specifiche campagne di comunicazione, l'importanza del rapporto che lega l'attività agricola al territorio ed alla qualità dei prodotti alimentari;

a rafforzare ulteriormente le politiche di tutela e di controllo della qualità dei prodotti agricoli e di contrasto alla contraffazione ed all'«agropirateria» sui mercati interni ed esteri;

a sostenere l'internazionalizzazione delle imprese, anche attraverso il rafforzamento delle politiche di promozione dei prodotti agroalimentari italiani sui mercati esteri;

ad adottare le iniziative necessarie a consentire la piena applicazione della nuova politica agricola comune, esercitando, con la massima tempestività, le opzioni previste nell'ambito del recente accordo sull'health check;

ad avviare un profondo ripensamento del complesso delle agevolazioni (fiscali, contributive e tariffarie) di cui beneficia il settore agricolo, al fine di passare da un sistema di sovvenzioni indiscriminate - quale è adesso - ad un regime di sostegno finalizzato, che, in coerenza con il principio di condizionalità, già da tempo acquisito nell'ambito della politica agricola comune, subordini il riconoscimento delle agevolazioni all'assunzione, da parte dei beneficiari, di comportamenti funzionali al perseguimento di obiettivi di interesse collettivo e, quindi, tali da rendere socialmente giustificabile l'onere che il contribuente è chiamato a sostenere per la concessione delle medesime agevolazioni;

a valorizzare, nell'ambito di ogni provvedimento di politica economica, la componente agricola e rurale, tenendo conto dell'importanza dell'agricoltura nelle dinamiche di sviluppo territoriale e, in specie, del ruolo che la stessa è in grado di svolgere nell'ambito delle politiche energetica (energie da fonti rinnovabili), di rivitalizzazione delle aree interne, montane e svantaggiate in genere, di recupero delle zone peri-urbane e, più in generale, delle zone colpite da fenomeni di degrado ambientale.

(1-00207)
«Fogliato, Rainieri, Callegari, Negro, Fava, Allasia, Reguzzoni, Torazzi, Fugatti, Forcolin».