• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
S.2/00078 [Ronde della Guardia Nazionale Italiana]



Atto Senato

Interpellanza 2-00078 presentata da GIANPIERO D'ALIA
martedì 16 giugno 2009, seduta n.221

D'ALIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno - Premesso che:

nel disegno di legge sulla sicurezza pubblica, approvato il 14 maggio 2009 dalla Camera dei deputati, i commi da 40 a 44 dell'articolo 3, che corrispondono all'articolo 52 del testo approvato dal Senato, pressoché interamente riformulato dalla Camera dei deputati, prevedono che i sindaci, previa intesa con il Prefetto, possano avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati (le cosiddette ronde) al fine di contribuire al presidio del territorio;

il testo così approvato dalla Camera ripropone (nei commi da 40 a 43) i contenuti dell'articolo 6, commi da 3 a 6, del decreto-legge n. 11 del 2009 (cosiddetto decreto "anti-stalking"), soppressi nell'iter di conversione del decreto-legge stesso e che, a sua volta, riprendeva - modificandoli - i contenuti di una disposizione del disegno di legge in materia di sicurezza (art. 46 dell'atto Senato 733-A e art. 52 dell'atto Camera 2180);

il comma 40 dell'articolo 3, come anticipato, dispone che il Sindaco, previa intesa con il prefetto, possa avvalersi del concorso di associazioni volontarie di cittadini non armati al fine di segnalare alle Forze di polizia dello Stato o locali eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale. Come disposto dal comma 41, le associazioni devono essere iscritte in un apposito elenco, la cui tenuta è a cura del Prefetto. Il successivo comma 43 demanda a un decreto del Ministro dell'interno, da adottarsi entro 60 giorni dalla data entrata in vigore del provvedimento in esame, la determinazione dei requisiti necessari per l'iscrizione nell'elenco, le relative modalità di tenuta, nonché la definizione degli ambiti operativi in cui si sostanzierà l'attività delle associazioni. Un requisito è peraltro direttamente sancito dal comma 42, che consente l'iscrizione delle associazioni (diverse da quelle costituite da appartenenti in congedo a Forze dell'ordine, eccetera) solo se non siano destinatarie di risorse a carico della finanza pubblica. Il decreto ministeriale dovrà pertanto definire la natura delle associazioni che, collaborando con le Forze di polizia locali e statali, svolgeranno compiti di vigilanza ausiliaria. Il comma 44, infine, prevede che all'istituzione e alla tenuta dell'elenco di cui al comma 41 si provveda con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato;

il 13 giugno 2009, a Milano, si è tenuto il battesimo dei volontari della Guardia nazionale italiana, in occasione del congresso nazionale del Movimento sociale italiano - Destra nazionale di Gaetano Saya, che nella sua pagina Internet personale si dichiara "l'ispiratore politico" della Guardia nazionale italiana;

in applicazione dei citati commi dell'articolo 3 del disegno di legge sulla sicurezza pubblica, i volontari della Guardia nazionale italiana (GNI), pare 2.500, dovrebbero iniziare a pattugliare le strade delle città italiane, 24 ore su 24, a breve, non appena il testo sarà approvato definitivamente dal Senato;

da un'intervista rilasciata alla stampa da Gaetano Saya, Presidente del Partito nazionalista italiano, una nascente formazione politica, che nella sua pagina Internet personale si dichiara "l'ispiratore politico" della Guardia nazionale italiana", si apprende che i volontari sono ex appartenenti alle Forze armate e alle Forze dell'ordine e normali cittadini "patrioti e nazionalisti" pronti a "servire la nostra terra e il popolo italiano" svolgendo attività di vigilanza "per potenziare la sicurezza nei centri urbani" ma anche di "protezione civile" e di "promozione e divulgazione della storia, delle lingue e delle tradizioni Italiane con particolare riferimento all'Impero Romano";

tuttavia, la stampa traccia un quadro inquietante non solo sull'equipaggiamento che indosseranno le ronde ma anche su Gaetano Saya. La Guardia nazionale italiana, infatti, indossa una divisa: camicia grigia (inizialmente era prevista kaki) con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda laterale nera, basco o kepì grigio con il simbolo della Guardia nazionale italiana: l'aquila imperiale romana. Il loro equipaggiamento completo prevede elmetto, anfibi neri, guanti di pelle e una grossa torcia elettrica di metallo nero. Al braccio portano una fascia nera con la "ruota solare", simbolo del Partito nazionalista italiano (Pni);

anche i membri del Partito nazionalista italiano avranno un'uniforme: la stessa della Guardia nazionale italiana. A quanto consta all'interpellante, il programma politico del Pni, di stampo statalista e collettivista, prevede tra l'altro la pena di morte per "gli usurai, i profittatori e i politicanti", la lotta "contro il parlamentarismo corruttore" e la creazione di "un forte potere centrale dello Stato" e di "camere sindacali e professionali", il diritto di cittadinanza e l'accesso alle cariche pubbliche" solo per chi sia di sangue italiano", lo stop a "ogni nuova immigrazione di non-italiani" e l'immediata espulsione forzata di "tutti i non-italiani che sono immigrati in Italia dopo il 31 dicembre 1977", il divieto di pubblicazione di "giornali che contrastano con l'interesse della comunità" e l'abolizione di tutte le organizzazioni e istituzioni "che esercitano un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale",

si chiede di sapere:

se il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro in indirizzo non ritengano un fatto grave, oltre che un pericolo per la sicurezza pubblica, la nascita della Guardia nazionale italiana, cosiddetto gruppo di "ronde nere", che rievoca periodi tristi e dolorosi della storia del Paese. Inoltre, la sua costituzione rappresenterebbe il primo esempio di giustizia sommaria fai da te, che ad avviso dell'interpellante porterà solo danni al Paese e nessuna sicurezza;

se non ritengano, quindi, opportuno sostenere, in sede parlamentare, la soppressione dei commi da 40 a 44 dell'articolo 3 del citato disegno di legge sulla sicurezza pubblica che prevedono l'istituzione delle ronde, atteso che affidare il controllo del territorio a milizie politiche significherebbe, ad avviso dell'interpellante, ledere, inoltre, i principi della democrazia;

quali rimedi il Ministro intenda, comunque, predisporre in sede di adesione del decreto ministeriale di attuazione delle predette disposizioni al fine di escludere la collaborazione degli enti locali con associazioni socialmente pericolose come la Guardia nazionale italiana.

(2-00078)