• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00178 La XIII Commissione, premesso che: la recente proposta del Ministro per le politiche agroalimentari di destinazione per il 2010 delle somme ricavate dall'applicazione...



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-00178 presentata da LUCIANO MARIO SARDELLI
giovedì 11 giugno 2009, seduta n.186
La XIII Commissione,

premesso che:

la recente proposta del Ministro per le politiche agroalimentari di destinazione per il 2010 delle somme ricavate dall'applicazione dell'articolo 68 del regolamento (CE) 73/2009 e relativo ai cosiddetti «sostegni specifici» in agricoltura, risulta fortemente penalizzante per gli agricoltori e gli allevatori siciliani oltreché lesiva dei loro diritti, rappresentando per l'intero comparto un vero e proprio scippo quantificabile in 30-40 milioni di euro;

la stessa proposta, nel non prevedere nessun obiettivo strategico nazionale da perseguire, nessun intervento di politiche di valorizzazione della qualità, dei miglioramento della commercializzazione e di compensazione effettiva delle situazioni di svantaggio, si sostanzierebbe esclusivamente in una diversa riallocazione delle risorse, spostandole dal Mezzogiorno a tutto vantaggio del Nord del Paese;

nello specifico la proposta del Ministro interesserebbe soprattutto i comparti della zootecnia (allevamenti bovini e ovicaprini), dell'olivicoltura, il lattiero caseario e la filiera del tabacco, tutti per lo più concentrati nelle regioni del Nord del Paese;

in relazione alle suddette misure proposte dal Ministro, gli agricoltori e gli allevatori del Mezzogiorno finirebbero con il godere di benefici assolutamente marginali pur essendo i principali finanziatori del fondo di cui al suddetto articolo 68, il cui valore si aggira intorno ai 420 milioni di euro e che per oltre il 60 per cento è alimentato dal prelievo operato sui premi per i seminativi, per l'olivicoltura, per gli ovi-caprini e per l'ortofrutta;

secondo la stessa proposta il 50 per cento del fondo servirebbe a finanziare gli interventi sulle assicurazioni, finora a totale carico del bilancio dello Stato, e solo una minima parte ritornerebbe alle aziende agricole del Meridione, mentre oltre 90 milioni di euro dei 146 previsti per gli interventi «accoppiati» è destinato alle principali produzioni del Nord, quali bovini da carne e bovini da latte, in coerenza con una scelta politica diretta verso interventi che emarginerebbero le regioni del Mezzogiorno, deficitarie proprio in tali produzioni;

per quanto riguarda l'ortofrutticoltura e l'olivicoltura, fortemente rappresentate nel Sud d'Italia, settori che da soli contribuiscono per oltre il 30 per cento all'intero fondo, sarebbe riservata la misera somma di 6 milioni di euro per un incentivo ai soli oli d'oliva Dop e Igp. Mentre gli interventi previsti per il grano duro verrebbero destinati alle misure agro-ambientali prevedendo solo un aiuto agli agricoltori che praticano l'avvicendamento triennale e finalizzato alla copertura dei costi supplementari ed alla perdita di reddito connessa alla pratica colturale;

il danno economico a carico delle aziende agricole e zootecniche siciliane che deriverebbe dall'attuazione della proposta elaborata dal Ministero sulla destinazione del fondo dell'articolo 68 del regolamento (CE) n. 73/2009 è stimato in oltre 30 milioni di euro, in un contesto economico nel quale l'agricoltura dell'isola rischia il tracollo. Su 230 mila imprese, sono oltre 35 mila quelle a rischio chiusura nel 2009, per un totale di circa 3 milioni di giornate lavorative in meno e un taglio di 30 mila posti di lavoro;

nel corso degli ultimi cinque anni l'agricoltura siciliana ha perso oltre 50 mila aziende. Malgrado ciò, rimane ancora vivo un tessuto di circa 230 mila imprese, di cui oltre 110 mila iscritte nei registri delle Camere di commercio dell'isola,
impegna il Governo
ad aprire un confronto, in sede di rinegoziazione con la Conferenza Stato-Regioni, per una distribuzione territoriale più equa dei finanziamenti previsti dall'articolo 68 del regolamento (CE) 73/2009 che, come nello stesso spirito della norma, dovrebbe rappresentare un valido strumento che permetta agli stati membri di migliorare la qualità e la commercializzazione dei prodotti agricoli.

(7-00178)
«Sardelli, Lo Monte, Commercio, Latteri, Lombardo, Belcastro, Iannaccone, Milo».